L'ATTENZIONE ![]()
![]()
Secondo l'americano Francis Fukuyama, l'Occidente sarebbe in crisi perché le donne che lavorano anche fuori casa, hanno messo in crisi la famiglia e i suoi valori. La tesi dello studioso di origine giapponese viene considerata superata non solo negli Usa, dove si riconosce alle donne di contribuire peroltre il 50% all'economia del Paese, ma anche in Giappone, dove il 40% delle universitarie sogna una carriera "al maschile".
Questo sotto l'aspetto economico. Anche se di fatto quello che guadagnano le donne evidentemente non lo guadagnano più gli uomini. E sotto l'aspetto dei valori? La questione, non solo esiste ma è sempre più attuale.
Appare evidente che esiste una connessione reale tra la donna lavora e sta lontana da casa e la crisi della famiglia: aumentano le separazioni, i figli crescono senza la guida amorevole della madre, i mariti si sentono più liberi da impegni, scemano i valori e talvolta scompaiono. Senza voler scendere sul terreno ormai lungamente percorso della discriminante uomo-donna, ma solo per ribadire, ancora una volta, che il marito e la moglie, il padre e la madre, hanno da svolgere un ruolo diverso all'interno della famiglia.
Potranno entrambi lavare i piatti, rassettare la casa, andare a fare la spesa, accudire il gatto, ma è diverso tra di loro il concetto dell'essere padre o madre. Sono due ruoli completamente diversi, anche se alla fine devono raggiungere lo stesso scopo, che devono essere svolti secondo regole precise. E questo varrà, piaccia o no, fino a quando sarà la donna a fare la gravidanza, a soffrire e gioire per nove mesi, a generare il figlio col parto, ad allattarlo. Una donna che lavora, che si deve occupare delle pratiche d'ufficio, dei rapporti con la clientela e con i colleghi, quando e come svolgerà il suo ruolo di madre e di moglie? Nei ritagli di tempo! Se ne avrà sempre voglia.
Nasce da qui la prima difficoltà a mantenere la famiglia unita, ad insegnare il rispetto e la tolleranza, ad essere in pace con se stessi e quindi con gli altri. E quando si prende una china in discesa e molto facile rotolare a valle e perdere, strada facendo, tutti quei valori che sono alla base per la "gestione" della famiglia. Non c'è da meravigliarsi neppure del fatto che, diversamente dal passato, oggi è lei, e non lui, che più spesso si oppone all'idea di avere un figlio. I motivi risiedono nel timore delle donne di vedere frustrate le proprie ambizioni professionali.
Non è raro però, secondo alcuni esperti, che questo atteggiamento femminile possa derivare da inconfessate incomprensioni o dalla qualità del rapporto di coppia, non sempre all'altezza delle reciproche aspettative. Oppure dal desiderio femminile di essere protagonista assoluta del rapporto di coppia, senza alcun compromesso.
Francesco Canosa
L'ATTENZIONE ![]()
![]()
Giorgio Morales: "... a proposito di Cosa 2!"
Dal 15 al 16 gennaio Firenze ospita il
convegno "Verso gli stati generali", in preparazione degli "Stati
generali" che si svolgeranno, sempre a Firenze, nel prossimo mese di
febbraio. Nel numero scorso abbiamo presentato i due avvenimenti che dovrebbero
portare alla costituzione della "Cosa 2". In quell'articolo si
faceva riferimento anche a Giorgio Morales, socialista.
Adesso dallo stesso Morales riceviamo una dichiarazione che chiarisce la sua posizione.
La Cosa 2 era stata preannunciata come un'operazione politica ambiziosa tendente a costruire il partito nuovo della sinistra ed a riempire il vuoto lasciato dal PSI recuperandone anche parte dell'elettorato. Alla resa dei conti si tratta invece di un'operazione asfittica che si limita all'annessione al PDS di qualche esponente socialista. Non è un caso che Giuliano Amato, inizialmente disponibile, se ne sia tirato fuori rendendo clamorosamente evidente il fallimento della Cosa 2. La ragione del fallimento sta soprattutto nel fatto che il PDS, dopo aver cambiato nome, non si è messo in discussione, non ha compiuto alcun esame autocritico del suo passato, ha evitato di definirsi socialista, pur partecipando all'Internazionale Socialista, non si è trasformato in un soggetto politico chiaramente riformista, non ha rinunciato all'egemonia. Insomma non è più comunista, ma non si sa cos'è. E' rimasto una "Cosa", appunto, ed è per questo che si parla adesso di Cosa 2. Ma, come dice Macaluso, "da Cosa nasce Cosa".
Dispiace che alcuni esponenti socialisti
cui mi legano ancora sentimenti di stima e di affetto, come Valdo Spini
e Giorgio Ruffolo, non siano stati in grado di influire minimamente, come
certo avrebbero voluto, sul processo di formazione della Cosa 2. Non è
colpa loro. Tutta l'operazione è cominciata male ed è finita
peggio. Ma la responsabilità è tutta del PDS.
Francesco Canosa
Siglato nei giorni scorsi da Angelo Passaleva,
in qualità di presidente della Federazione Toscana dell'AICCRE, un
nuovo gemellaggio.
Il popolo Saharawi è in lotta da anni per ottenere il riconoscimento internazionale della Repubblica Araba Saharawi Democratica, con la restituzione, dopo lo svolgimento di un referendum sotto il controllo dell'ONU, dei territori attualmente occupati dal Marocco. A sostegno della lotta del popolo Saharawi la Regione e gli Enti locali della Toscana hanno svolto numerose iniziative, stringendo anche oltre cento patti di amicizia e di gemellaggio. A questi si aggiunge ora il patto stipulato dalla Federazione Toscana dell'AICCRE (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa).
Il documento di gemellaggio sottolinea
"l'impegno a moltiplicare le iniziative sociali, culturali e politiche
per diffondere l'educazione alla pace, sostenendo il diritto all'uguaglianza
ed all'autodeterminazione dei popoli del Mediterraneo e nel mondo".
Alla cerimonia della firma, svoltasi in Palazzo Panciatichi, hanno presenziato
il rappresentante della Repubblica Saharawi in Toscana, Mohamed Salem Dan,
il presidente del Consiglio regionale della Federazione Toscana dell'AICCRE,
Angelo Passaleva, i consiglieri regionali Patrizia Dini, Olivo Ghilarducci
e Luis Micheli Clavier. Questi ultimi due si sono recati nel Sahara assieme
ad una delegazione rappresentativa degli Enti locali toscani.
Un impegnativo futuro per
la Provincia di Prato
Ormai si muove come una "veterana" l'Amministrazione
provinciale di Prato, malgrado la sua "giovane età".
E lo dimostra sia attraverso la presentazione dell'attività svolta nel decorso 1997, che nell'indicazione di impegni futuri sicuramente significativi.
Appare, quindi, giustificata la soddisfazione del presidente Daniele Mannocci e dei suoi assessori.
Ormai quasi del tutto affrancata da Firenze, anche se restano ancora alcuni nodi da sciogliere in quanto a proprietà storiche, Prato si proietta nel 2000 con un'articolata gamma di prospettive che vanno dallo sviluppo industriale a quello agricolo, alla ricerca di adeguato spazio culturale, dalla problematica sociale alla protezione ambientale.
Il territorio pratese, con le sue splendide colline, i dolci declivi, si presta, ad esempio, all'agriturismo, ma anche alla qualificazione ed all'ammodernamento della produzione zootecnica. "Settori verso i quali - ha detto Mannocci - punteremo per lo sviluppo delle zone rurali".
C'è da percorrere anche le moderne "vie del vino" indicate dalla Regione con un'apposita legge che può portare ad una valorizzazione dell'immagine del vino delle colline del Montalbano.
Nel campo culturale, la Provincia ha meglio indirizzato nel corso del 1997 la propria vocazione e si appresta a viverla con maggiore impegno in vista del Giubileo, che prevede sei interventi per la ricettività e l'accoglienza: il recupero delle Scuderie della villa medicea di Poggio, dei complessi di San Francesco, della Madonna della Tenerezza di Cerreto, dell'ex-noviziato di San Niccolò, della sala polivalente presso la parrocchia di Sant'Agostino nonchè l'installazione di servizi igienici pubblici nel centro storico e nelle aree di sosta limitrofe.
Sarà sicuramente utile il lavoro che potrà
svolgere il "Forum progettuale sul turismo", iniziativa che si
propone di
unire le forze dei settori pubblico
e privato per studiare una strategia di sviluppo turistico sul territorio.
Significativo sarà anche il ruolo che verrà assegnato alla protezione ambientale, che dovrebbe migliorare sensibilmente grazie ad una convenzione sottoscritta dalla Provincia con l'Arpat (l'agenzia regionale toscana per la protezione ambientale), in forza della quale partirà nei prossimi giorni la prima campagna sistematica di rilevamento dell'inquinamento atmosferico ed acustico sul territorio provinciale. Infatti, oltre a Prato sono interessati i Comuni di Vaiano, Montemurlo e Poggio a Caiano.
"L'Amministrazione provinciale - ha ricordato da parte sua l'assessore all'ambiente Armando Risaliti - ha presentato alla Regione la proposta di istituzione dell'area naturale protetta del Monteferrato e della riserva naturale dell'Acquerino-Luogomano, in vista della formazione del secondo programma triennale di protezione ambientale".
Ma turismo, cultura, economia, hanno bisogno di viabilità per potersi sviluppare.
Per la parte di propria competenza, ovvero per le arterie provinciali, l'Ammnistrazione ha presentato nel corso del 1997 il progetto per il raddoppio della "declassata", la strada provinciale n. 126. Ha quindi sottoscritto l'accordo di programma per la realizzazione del secondo lotto della Mezzana-Perfetti Ricasoli, che prevede il collegamento di Prato con Campi Bisenzio attraverso un asse che termina all'incrocio di via Salvator Allende, una delle maggiori arterie di penetrazione nel comune di Campi.
E'stato sottoscritto anche l'accordo per la costruzione della variante della strada provinciale n. 45 a Comeana.
Infine, per la statale n. 325 è stato bandito nel novembre scorso il concorso per il progetto esecutivo della seconda tranche di investimenti.
Sabrina Zamberlan

La società Autostrade "indica" le vie della pace
Quali e quante sono le vie della pace?
La risposta da dare è abbastanza facile se nasce dalla coscienza di ognuno di noi, dall'amore per il prossimo, dalla solidarietà, dall'esigenza di rispettare gli altri così come vorremmo essere rispettati noi.
Probabilmente questo è ciò che ha pensato
Giancarlo Elia Valori, presidente della Società Autostrade, quando
ha deciso di organizzare a Firenze, nella Chiesa
dell'autostrada (v. nostro servizio sul numero
1262) un grande concerto dell'Orchestra del Maggio musicale, diretto egregiamente
da Daniel Oren, con la preziosa partecipazione della vedova (Lea Rabin)
del premier israeliano Yitzhac Rabin, assassinato dai "nemici della
pace".
Nella splendida cornice di quella che è stata definita la "tenda-vela" del grande architetto scomparso Giovanni Michelucci, centinaia di invitati provenienti da tutto il mondo, per portare la propria adesione ad un messaggio di pace che non può essere soffocato.
Il Concerto, la Santa Messa, la "Litu
rgia
della parola" introdotta da Elia Valori, il "grazie" della
signora Rabin a Firenze e ad Elia Valori, sono stati "sentimenti"
palpabili che resteranno a lungo nel cuore dei partecipanti. Il servizio
fotografico (realizzato dall'agenzia Natali) che offriamo ai nostri lettori
non ha bisogno di molti commenti.
Basta scorrerlo dall'alto in basso per "vivere" alcune fasi della cerimonia, dall'arrivo di Lea Rabin (si vede insieme a Valori ed alla figlia), alla "lettura" di Valori, al ringraziamento della Rabin, poi un momento del concerto, una parte della prima fila con il vescovo Pio Laghi, il saluto prima della partenza della signora Rabin.
Anche se la manifestazione si è svolta prima di
Natale, a noi piace ritornare sull'argomento (adesso che abbiamo tante foto
da mostrare) perchè la
volontà di pace continui ad essere patrimonio
di tutti. E poi osiamo sperare che questo messaggio possa giungere al più
presto
ai "nemici della pace" che continuano
ad nsanguinare quella parte del Medio Oriente che potrebbe diventare la
porta di transito tra oriente ed occidente e portare così a quelle
popolazioni martoriate ricchezza e tranquillità.
Noi coltiviamo questa speranza. Lea Rabin ha ringraziato Firenze, noi ringraziamo lei.
(f.c.)