L'ATTENZIONE

Editoriale

Sperare non è peccato!

Siamo alla vigilia di Natale. E come mi hanno insegnato genitori e nonni quand'ero piccolo e credevo nelle favole, è il tempo per essere più buoni. O quanto meno per dichiararlo. Ho sempre rispettato la tradizione, senza avere mai, purtroppo, un riscontro positivo. La gente è sempre più cattiva, l'amicizia è sempre cosa più rara (spesso per alcuni introvabile!), l'amore va lasciando il posto al sesso, l'altruismo è stato soppiantato dall'egoismo, il rispetto per i genitori, per le persone anziane, è solo un optional per qualche anima solitaria... E protagonisti sono sopratutto i giovani, coloro che dovranno governare domani: i sondaggi a ripetizione ci dicono che la maggioranza ama solo il danaro, che non conosce scrupoli per procurarselo, che non conosce la pietà, la vergogna, l'amore per il prossimo.

Per maschi e femmine non c'è differenza nel vizio. C'è ormai assoluta parità.

Fumare, drogarsi, fare l'amore mercenario, ignorare le esigenze del prossimo, sono solo alcune punte visibili di un iceberg complesso e problematico che nasconde, affondato nelle acque, ogni sentimento. Una volta si credeva nella Patria (con la P maiuscola), oggi nella pagnotta (con la p minuscola); una volta si onorava il padre e la madre, oggi si uccidono per impossessarsi del loro patrimonio; una volta le famiglie erano un porto per tutti i componenti (vecchi e nuovi), oggi è uno "schifo che non si sopporta"; una volta c'era la Prima Repubblica e le cose andavano male, oggi c'è la Seconda Repubblica e le cose vanno... peggio. Ci lamentiamo che ci sono i pedofili, le prostitute (non solo le albanesi!), i gay, i sequestratori, gli assassini.

Ma non sono figli di questa società, della nostra società?

Provate a chiedere ad un ragazzo se vuole imparare un mestiere. Vi riderà in faccia. Qualcosa la vuole, si chiama stipendio. E che importa se non sa lavorare?

Per una ragazza, poi, è tutto più facile. La crisi di valori la convince di poter fare di tutto senza che neppure venga sfiorata dal pensiero di sbagliare. Che importa se offre il corpo (tacitando l'anima, ammesso che questa si ribelli!) in cambio di danaro? Quel che interessa è guadagnare qualche milione per un pò di tempo "offerto" per soddisfare le brame di un uomo, intervallato magari da una cenetta al lume di candela.

Non è romantico?

Senza impegni, senza soffrire, senza chiedere "ma tu mi ami?" (cose da spot pubblicitario, ormai).

E i genitori cosa fanno? Forse sono affannati nel loro egoismo, a pensare a se stessi?

E i genitori cosa fanno, invece di stare vicino ai figli che hanno bisogno di carezze, di aiuto, di comprensione, per non cadere nell'anoressia o nella bulimia?

Sono impegnati a giocare a canasta con gli amici, a fare il giro del mondo per una crociera? E quella mamma che lavora, che pensa alla carriera, invece di corteggiare il capo ufficio per avanzamenti e promozioni varie non potrebbe badare all'educazione dei figli?

Siamo sempre alle stesse, terribili conclusioni.

I valori si perdono strada facendo. Non si distingue più l'amore dal sesso, la comprensione dall'intolleranza, il rispetto dal disprezzo, l'altruismo dall'egoismo, la fede dall'ateismo, il sacrificio dal lassismo. Troppo spesso ci dimentichiamo che abbiamo un'anima, che un giorno sarà chiamata a giudizio. Salvo quando abbiamo bisogno. Allora non ci vergognamo di chiedere aiuto al Signore, perché ci fa comodo! Se pensassimo solo qualche minuto al giorno più all'anima che al corpo, forse avremmo la forza di trovare la strada della ragione. E così non ci ritroveremmo con famiglie distrutte, ragazze che si "innamorano" della prostituzione, pedofili in abbondanza, disoccupati volontari, anoressici e bulimici, stupratori e sequestratori. Che tristezza! Siamo a Natale, dovremmo pensare solo bene. Eppure nella mente si confondono bene e male, speranza e delusione.

E' Natale!

E' una cattiveria pensare e scrivere queste cose?

Chi è onesto e vede le cose come stanno veramente potrà condividere. Gli altri (forse troppi!) si faranno una risata, magari aggiungendo una frase che potrebbe essere la seguente: "costui non ha capito come va il mondo". E allora, devo perdere la speranza in una società migliore? Non posso! Ecco perchè il mio Buon Natale lo voglio dare ugualmente, con la speranza che rompa la recente, negativa tradizione.



Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Alessandro Lo Presti: "Credo nella Cosa 2"

Fare un'intervista ad Alessandro Lo Presti, tutto sommato, è anche un piacere. Si possono porre tutte le domande che si vuole, si avrà sempre una risposta. E poi, parlare di questo oggetto misterioso che è la "Cosa 2" porta a considerazioni anche fuori-terreno. Questo per dire che da Lo Presti abbiamo saputo tutto quello che volevamo, chiamando per nome speranze e probabili delusioni. Intanto perchè questa intervista oggi. Incontro non casuale, ma voluto.

Lo Presti, che cosa succede con la "Cosa 2"?

Ci stiamo preparando concretamente ad apparire e poi ad essere.

Ci sembra una risposta filosofica...

Può darsi. Ma con tanta sparanza di vedere la realizzazione di un'idea.

Da dove cominciamo?

Il primo, grande appuntamento nazionale è fissato a Firenze per giovedì 15 e venerdì 16 gennaio. In quei giorni si svolgerà una riunione che abbiamo chiamato "Verso gli Stati Generali".

E poi?

L'appuntamento successivo è quello di Milano per la fine di gennaio (28-29-30 gennaio).

Titolo?

Gli Stati Generali.

Che cosa vuole dire?

E' il momento in cui cominceremo ad analizzare, nel concreto, l'avvio alla costituzione di un nuovo schieramento della sinistra che avrà alla base l'idea riformista e che si andrà a collocare nell'area del socialismo europeo.

Lei parla di socialismo. Che cosa significa, una Rifondazione?

La risposta è negativa. Noi pensiamo a componenti che provengono dal Pds, dai Laburisti, Cristiano Sociali, repubblicani. Insomma tutti coloro che si riferiscono al socialismo ed all'area laica.

Compreso gli altri tronconi socialisti?

Non ci può essere pregiudiziale per chi affonda le radici nel socialismo. E vuole mantenerle! In quest'ambito penso ai socialisti italiani, ma non a quelli di De Michelis che vorrebbero fare un'alleanza con Lega e Forza Italia.

E il Partito Socialista di Giorgio Morales, consigliere comunale di Firenze?

Se Morales penserà alla sinistra troverà un'adeguata collocazione nella nuova formazione politica. Se penserà di adeguarsi alla linea De Michelis credo che non avrà nessuna intenzione di inserirsi nella Cosa 2.

Visto che siamo giunti al Consiglio comunale, vogliamo parlarne: si ipotizza un gruppo unico Pds-Laburisti?

E' indubbio che le scelte politiche nazionali avranno ripercussione nelle Istituzioni. Tuttavia, poichè non si prevede lo scioglimento dei partiti non si deve prevedere neppure un gruppo unico.

E allora?

Si andrà ad un Patto Federativo tra le diverse componenti. E per quanto riguarda Firenze è stato già deciso che il gruppo Laburista assumerà la nuova dizione "Gruppo Federativo Laburista+Cosa 2", sostituendo a questa seconda dicitura il nome che assumerà, una volta costituito, il nuovo partito della sinistra.

E il Pds farà altrettanto?

Lo spero. Altrimenti non avrebbe senso tutto il lavoro che stiamo facendo a livello nazionale.

Lei crede, quindi, fermamente nella Cosa 2?

Ne sono più che convinto.

Eppure gli Ulivisti del Pds non ci credono...

E' vero. Ci sono frange del Pds che sono contrari. Ma penso che alla fine capiranno che con il suo 21% il Pds non potrà mai governare da solo il Paese.

Ma altri protagonisti temono, per esempio, la leadership del Pds nella nuova formazione politica.

Questa concezione può essere sconfitta. I fatti potranno dimostrare che se si vuole proseguire sulla strada del bipolarismo a sinistra occorre formare un partito con tutte le forze di sinistra.

E le ideologie? La storia? Il passato?

Nessuno ha intenzione di perdere i propri "connotati". Ecco perchè si farà un'azione divisa in due fasi: prima si creerà un movimento di programma che salvaguardi le singole specificità; poi si andrà all'aggregazione delle componenti.

Prospettive di tempo?

Spero che nel 1998 potremo avere una tessera unica della sinistra.

Come vanno le cose a livello nazionale?

L'azione di Valdo Spini si sta dimostrando incisiva ed aggregante. La prova l'abbiamo avuta con le recenti elezioni amministrative. Spini, nella sua qualità di Corodinatore nazionale dei Democratici, Socialisti e Laburisti ha raccolto molti consensi, tanto che è stato possibile esprimere il sindaco di Genova (Pericu), quello di Venezia (Cacciari) con Sinistra Demnocratica e Laburisti, di Cosenza (Mancini). Nonchè diversi consiglieri a Roma ed in altre città.

... ma a Forte dei Marmi!

si sono verificate situazioni impreviste.

 

Francesco Canosa

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L'ATTENZIONE

"Politica e Libertà a Firenze,

verso un nuovo percorso insieme ai cittadini"

SRinnovamento Italiano gioca la carta della concretezza e apre il dialogo con la cittadinanza fiorentina sul terreno di scelte programmatiche precise e dirette a favorire il coinvolgimento dei privati nei principali settori di intervento dell'amministrazione comunale. Questo il senso del messaggio lanciato il 16 dicembre scorso dal coordinatore provinciale Eugenio Giani nel corso della prima assemblea cittadina di Rinnovamento da quando il partito ha terminato il processo di riorganizzazione interna ed ha assunto l'attuale assetto, con Massimo Bonechi ed Enrico Montali a fianco di Giani in Consiglio comunale (dove è la seconda forza di maggioranza), più sei consiglieri nei Quartieri. "Vogliamo instaurare un dialogo con i cittadini per arrivare alla prossima scadenza elettorale nella primavera del '99 con una piattaforma programmatica chiara, ma senza particolari legami ad alcun retroterra ideologico" ha detto Giani in apertura, aggiungendo di voler "dare visibilità a quell'area riformista e moderata di cui c'è tanto bisogno nel centro-sinistra e la cui debolezza è stata il limite della coalizione di Alleanza Democratica prima e di Unione Democratica poi". Giani ha poi illustrato punto per punto i principali impegni programmatici con cui Rinnovamento Italiano intende farsi interprete del "senso di concretezza" dei cittadini. Nel settore delle infrastrutture, per Giani, bisogna "uscire da una logica minimalista" e adottare soluzioni importanti, come "l'anello tangenziale sia a Nord Est sia a Sud" (visto che la terza corsia autostradale non basta) e una tramvia veloce (dal momento che un percorso di 22 minuti, per accontentare tutti i comitati pseudo-ambientalisti che puntano a difendere solo il proprio interesse, sarebbe del tutto insufficiente). Riguardo al prg e ai piani di riqualificazione urbana, la ricetta è uscire dalla logica dei soli interventi pubblici lasciando spazio ai privati e abbandonando atteggiamenti troppo vincolistici che impediscano gli investimenti.

Sul commercio, Giani ha ricordato l'odg di Bonechi (approvato il giorno precedente in Consiglio comunale) in cui si stabiliscono precise scadenze per l'elaborazione del piano di settore del commercio e del piano delle funzioni, e ha invitato tutti ad abbandonare i proclami del tipo 'sì o no agli ipermercati', scegliendo di valutare i problemi caso per caso. Infine, sia in rapporto alla gestione del settore culturale che dal punto di vista dello snellimento della macchina comunale, Giani ha perorato la causa della "esternalizzazione di certi servizi". Massimo Bonechi, capogruppo al Comune, si è fra l'altro soffermato sul fatto che alla base del titolo dell'assemblea vi è la ferma convinzione "nella parità dei diritti tra cittadino e cittadino impegnato in politica". "La strada da percorrere politicamente alle soglie del III millennio -ha aggiunto- non è certo quella sconsiderata della restaurazione della violenza verbale (con i cosiddetti politicanti da balcone o i narcisisti di seconda spiaggia o ancora peggio i leader prefabbricati)". "Per restaurare un nuovo percorso che sia garante di libertà attiva -secondo Bonechi- è necessario saper ascoltare per comunicare, circoscrivendo la nostra consapevole ambizione e privilegiando il bene comune quando lo stesso non sopprime la singola libertà di espressione". Secondo Enrico Montali, presidente della commissione Affari Generali e Legali, "in questo momento è importante soprattutto ascoltare quello che hanno da dire i partecipanti all'incontro e i cittadini, al fine di creare un dialogo concreto". "Anche se il momento della riunione, in pieno periodo pre-festivo, è forse il meno opportuno, Rinnovamento ha voluto farla lo stesso perché essendosi da poco costituite le nostre strutture sul territorio non volevamo perdere tempo e iniziare subito a lavorare".

 

L.S.

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Medicina e libera professione

1 dibattito sulla libera professione dei medici affonda le radici in un passato non lontano. E questo, in particolare per quanto riguarda l'attività all'interno degli ospedali. Le norme più recenti sono piuttosto precise e meritano di essere esaminate. Abbiamo rivolto, perciò alcune domande al consigliere regionale Sirio Bussolotti.

Quali i risultati fin qui conseguiti?

A mio a avviso se nello spirito può essere condivisa la strutturazione della libera professione intra/muraria, nell'applicazione pratica essa crea situazioni infauste. Se un paziente che deve sottoporsi ad un intervento chirurgico viene avvisato che nella struttura pubblica c'è posto nella camera n. 10, deve attendere 8/10 giorni per alcune patologie, per altre anche 2/3 anni; però se vuole può andare nella camera n.15 destinata ad attività di libera professione e con una "modesta cifra" di 3, 8, 15 milioni di lire in 10 giorni risolve il suo problema. Con questo metodo si privatizza di fatto l'intera Unità Ospedaliera ed una porzione del reparto della struttura pubblica.

Quale criterio e con quale trasparenza si formano le liste di attesa? Chi é in grado di controllarle?

Con la controriforma sanitaria prevista dal dlgs 502/517 si è avviato il processo di aziendalizzazione nella gestione delle USL che può essere anche condiviso.

Ma se queste sono aziende private perché sottostare a tali pratice? La Fiat, la Toyota, la Mercedes consentono ai loro ingegneri di prestare servizio e quindi di utilizzare la professionalità in altre aziende?

Io credo di no! Credo, invece, che sarebbe opportuno prevedere sistemi di incentivazione per meglio utilizzare sia la professionalità dei medici che le tecnologie esistenti negli ospedali pubblici, (per esempio far funzionare la sala operatoria 12 ore al giorno) per non incorrere in situazioni difficilmente condivisibili e profondamente ingiuste.

Situazione problematica, quindi, e non certo trasparente...

Temo, infatti, che su questa strada si può trovare già una privatizzazione strisciante.

 

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L'ATTENZIONE


Nasce F.Or.e.L.

Nel mondo della formazione professionale e imprenditoriale della Toscana è nato un nuovo soggetto a cui hanno dato vita numerose associazioni e sindacati regionali con lo scopo di una gestione attenta e organizzata delle opportunità e dei progetti principali dell'Unione Europea.

Si chiama F.Or.e.L., società consortile a responsabilità limitata ed è stato promosso dsa 11 agenzie formative di diretta emanazione delle parti sociali della regione: Apifinser-Api Toscana, Cescot-Confesercenti, CeditConfartigianato, Ceforcoop-Lega, Cipaat-CIA, Confcommercio Toscana Formazione, Enfap-UIL, Ial-CISL, IRIPA-Coldiretti, Smile-CGIL, Irecoop-Confcooperative Scopo del consorzio è quello di evitare la frammentazione delle azioni nella formazione, di svlgere una attività di formazione anche per i formatori delle agenzie socie, sviluppare l'applicazione delle nuove tecnologie anche nella formazione, promuovere azioni specifiche nei confronti della Regione Toscana per armonizzare sempre più il sistema della formazione in Toscana.

Presidente del Consorzio è stato eletto Gian Luca Cecconi, attuale direttore del Cescot - Confesercenti, Vice Presidente Damiano Romagnoli di IAL-CISL; il Consiglio d'Amministrazione comprende: Paolo Dazi (Confcommercio), Alessandro Frangioni (Api), Gianfranco Corrieri (Confartigianato), Mauro Busoni (Lega Cooperative), Fabio Cacioli (Confcooperative), Marco Failoni (CIA), Sandro Stoppioni (Coldiretti), Rita Guerrini (UIL), Fabio Borghi (CGIL).

E' questa la prima esperienza sorta in Toscana e i promotori già pensano a come istituire un raccordo con le altre realtà imprenditoriali che per motivi tecnici non hanno partecipato al consorzio, e a realizzare una forte iniziativa nei confronti della Regione e dell'Unione Europea.

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