L'ATTENZIONE

Editoriale

L'Italia dei mediocri

 

Forse i leaders nazionali di quelli che osano chiamarsi ancora partiti non hanno capito esattamente che cosa stia succedendo in Italia.

Credono di sapere tutto (e di più, come la RAI, che però si è incamminata sulla strada del tramonto...) e non si rendono conto, nella loro presunzione, che stanno creando dei mostri.

Riflettete, anche solo per un attimo, sulle recenti dichiarazioni dell'osannato sindaco di Napoli Basso-lino. Egli è convinto di poter imporre al governo nazionale la linea dei Sindaci: più autonomia, mani libere, dominio assoluto ed incontrastato sulla propria città. Non è che Bassolino sia un fascista, nella peggiore espressione della parola, ma è che è facile sentirsi un padreterno quando si ha in mano il potere di fare e disfare senza dover dare conto a nessuno.

Certo, obietterete, ma il sindaco non è stato eletto dal "popolo sovrano" (sovrano si fa per dire!)? Certo, vi rispondiamo. Ma cosa credete che possa fare il "popolo sovrano" dopo aver dato il voto? Niente!

Perchè il sindaco è libero di nominare assessori persone competenti o perfetti imbecilli, personaggi dell'economia e della politica o compagni di merenda, di università, di circolo, di scorribande sessuali. E poi liberarsene quando gli pare con un semplice ritiro della delega. Tanto non deve rendere conto a nessun partito. Ed al "popolo sovrano", avendo in mano l'informazione può raccontare quello che vuole.

D'altra parte le recenti elezioni hanno dimostrato chiaramente che basta la "visibilità" per essere rieletti!

E così rischiamo di trovarci con un branco di mediocri, guidati da un sindaco più o meno furbo, e costretti a tenercelo, ci piaccia o no, per uno o più mandati.

E quel che è peggio l'organizzazione dei partiti rischia il naufragio e la perdita di voti,come è accaduto al PDS dove i sindaci hanno stravinto!

Assistiamo così ad un appiattimento in basso degli amministratori che non farà che portarci ad un nuovo fascismo: quello dei sindaci, ancorchè limitato ai singoli campanili.

E questa prova di regime individuale non solo la stanno facendo i sindaci, che chiedono, dopo le votazioni bulgare, mano libera sul proprio territorio, ma purtroppo non si accorge di farlo neppure il governo che con il ddl Napolitano vuole dare proprio ai sindaci il potere assoluto, esautorando di fatto la potestà del consiglio comunale, che dovrebbe essere chiamato quasi esclusivamente a ... scaldare le sedie, come quegli studenti somari che vanno a scuola solo perchè obbligati.

Avete visto come funzionano bene le giunte? Gli assessori sono tutti bravi, allineati, uguali. Chi osa emergere, perchè ne ha le capacità, viene "tagliato" dai colleghi, d'accordo con il datore di lavoro pro-tempore, ovvero il sindaco.

Sulle pareti degli assessori sotto la fotografia del Capo dello Stato andrebbe posta una bella "massima" che esprima uguaglianza, non democratica, ma di regime.

Una volta, quando l'assessore era espressione del Consiglio comunale, se sbagliava, se era insufficiente, se non rispettava le regole, poteva essere rimosso dal Una volta, quando l'assessore era espressione del Consiglio comunale. Se sbagliava, se era insufficiente, se non rispettava le regole, poteva essere rimosso dal Consiglio, anche su indicazione del partito che lo aveva espresso. Oggi l'assessore appare come un'anima vagante tra le nuvole eterne, dove San Pietro cerca di fargli bere un caffè per dargli un pò di carica. Deve dar conto solo al "suo" sindaco, del quale deve temere le ire ed i capricci. Al quale deve obbiedenza "cieca, assoluta" come accadeva durante il vituperato ventennio fascista, quando il Podestà era il "leader maximo" del Comune.

Ma allora, quando eravamo quasi tutti iscritti al Partito Nazionale Fascista (io personalmente no, perchè ero ancora troppo giovane per avere una tessera di partito) perlomeno avevamo un ideale di Patria, ancorchè sbagliato! Oggi ci manca anche quell'ideale (a me personalmente no, perchè sono convinto di essere italiano e di volerlo restare!) perchè siamo strattonati tra la secessione di Bossi e quella dei Sindaci, tra il desiderio di separare l'Italia tra Nord e Sud e quello di spezzettarla per campanili, anche se alla fine i "padroni" saranno solo i sindaci delle grandi città.

Pesa sulla nostra debole democrazia il rischio del ritorno al passato, non a quello recente della Prima Repubblica, ma a quello tragico del fascismo. Il ritorno alla mediocrità, alla delazione. E forse qualcuno vorrebbe dare ad un nuovo PNF, una sigla double-face, interpretata e corretta che questa volta potrebbe significare Partito Nazionale dei Furbi (per chi comanda) e Partito Nazionale dei Fessi (per chi subisce). E questo discorso vale per tutti, per i sindaci di sinistra e per quelli di destra, per nostalgici ed avventurieri. Ed ovviamente anche per i Presidenti delle Province.

D'altra parte dove sono finiti tutti gli iscritti al vecchio PNF? Nei nuovi elettori che vanno alle urne e votano per quattro quinti il loro nuovo Podestà.



Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Alta tecnologia: una ricetta per abbattere la disoccupazione?

 

Come imboccare la strada dell'alta tecnologia in Italia in maniera efficace ed in grado di ridurre il tasso di disoccupazione?

Un'indicazione intale direzione ci viene dall'esame dei dati relativi all'evoluzione dell'economia e del mercato del lavoro statunitensi, che negli ultimi anni stanno battendo ogni record.

Gli aspetti salienti della situazione americana sono i seguenti: un'economia in crescita, disoccupazione in forte diminuzione e un'inflazione salariale in lieve aumento (ma con valori nettamente inferiori a quelli raggiunti nelle fasi di crescita di altri periodi).

La scarsa crescita dei salari dipende essenzialmente dal fatto che i lavoratori, intimoriti dalle continue ristrutturazioni delle imprese e consapevoli del rischio di perdere il posto, sono disposti a frenare le richieste salariali.

In altri termini, nonostante che in teoria il minor tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare il potere contrattuale di chi offre lavoro, questo non è successo per la paura di perdere il posto.

Questo fenomeno caratteristico dell'attuale situazione statunitense potrebbe prolungarsi, ma non può durare in eterno ed impedire l'effetto sui salari del calo di disoccupati.

Ma c'è un altro fenomeno strutturale che caratterizza l'economia americana. E' che la crescita economica del Paese è dovuta quasi per la metà ai settori ad alta tecnologia, anche se questi hanno ancora un peso assoluto non elevato sul Prodotto interno lordo nazionale.

Tale fenomeno dipende dal rapporto fra crescita e inflazione nei comparti tecnologici avanzati, nei quali a tassi di crescita al 25% corrispondono tassi d'inflazione al meno 10 per cento.

Una miscela di inflazione da depressione ed economia reale da boom, che ha effetti formidabili sul comparto e su tutta l'economia.

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L'ATTENZIONE

Diventano"sportelli" per finanziamenti gli uffici di Confcommercio e Confesercenti della Toscana

I circa 150 uffici di Conf-commercio e Confesercenti in tutta la Toscana si trasformeranno in altrettanti sportelli a disposizione delle imprese commerciali che intendono fare domanda per i finanziamenti agevolati Sirio, previsti dalla legge regionale 11 del '96. E' questo il principale risultato della convenzione siglata oggi dai presidenti del-l'Unione regionale del commercio, turismo e dei servizi-Confcommercio toscana Luciano Bianchi Martini, della Confesercenti Massimo Vivoli, di Fidi Toscana Giorgio Kutufà e, per la Regione, dall'assessore alle attività produttive Michele Ventura.

Gli uffici di Confcommercio e Confesercenti non si limiteranno a fare da sportello per la raccolta delle domande, ma sono in grado di fornire un servizio completo di assistenza alle imprese commerciali che intendono richiedere alle banche convenzionate finanziamenti agevolati da destinare alla realizzazione di investimenti per l'ammodernamento, la ristrutturazione o l'acquisto dei punti vendita.

L'agevolazione prevista dalla legge regionale consiste in un contributo in conto interessi di 1,50 punti percentuali, la cui gestione è stata affidata dalla Regione alla Fidi Toscana. Possono beneficiare del finanziamento agevolato le imprese commerciali con un massimo di 50 dipendenti. Il contributo può essere fino al 75% dell'investimento, con un tetto massimo di 500 milioni quando l'investimento comprende l'acquisto o la costruzione dell'immobile, di 300 milioni negli altri casi. Gli investimenti ammissibili alle agevolazioni devono essere da realizzare, o non devono essere stati iniziati in data antecedente a sei mesi dalla data di presentazione della domanda di agevolazione. Il tasso di interesse del finanziamento è pari al tasso di riferimento in vigore alla data del contratto (attualmente del 7,25%) e la durata non deve essere superiore ai 7 anni. In pratica, grazie alle agevolazioni previste dalla legge regionale, un commerciante può ottenere un finanziamento al tasso del 5,75 per cento. La convenzione siglata oggi contribuisce a rendere ancora più snelle le procedure per ottenere l'agevolazione. Fidi Toscana istruisce le domande presentate, concede i contributi in conto interesse sulla base di graduatorie trimestrali ed eroga il contributo una volta che l'impresa ha completato l'investimento. Dall'entrata in vigore della legge regionale 11/96 ad oggi, sono state presentate 605 domande di agevolazione, di cui 450 ammesse al finanziamento.

Gli investimenti finanziati con il contributo regionale sono stati pari a oltre 100 miliardi.

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L'ATTENZIONE

 

Dalla parte dei bambini

Quando la coscienza si sveglia diventa un fiume in piena che travolge ogni cosa.

E' sempre così.

Un problema resta sepolto nelle nebbie dell'ipocrisia, della noncuranza, dell'omertà. Poi esplode. Ed in maniera fragorosa.

La prendiamo da lontano?

Seguiamo la logica dei fatti che vengono da lontano.

Pedofilia e violenze sulle donne sono fatti antichi, tristemente noti e ... nascosti.

Anche perchè la scena preferita dai violenti è quella della propria casa. E' qui che cominciano le violenze sui figli, sulle mogli. E' qui che nasce l'omertà per vergogna, ma anche per paura.

E poi quella violenza si allarga a quelli che dovrebbero essere gli educatori dei bambini: maestri vari (sport, scuola, musica, etc.), baby-sitter, vicini di casa...

Ed il silenzio appare impenetrabile, coperto da una coltre spessa di materiale isolante che impedisce anche un benchè minimo afflato.

Ma sotto quella coltre la coscienza si muove, lentamente, perchè non sa in quale direzione andare. Ma quando ha trovato la strada, allora comincia il riscatto.

Ed è rumoroso, quasi un tuono d'estate, accompagnato da lampi sinistri.

Oggi, possiamo dirlo con molta soddisfazione, la coscienza si è svegliata e si è posta a difesa dei deboli, bambini, emarginati, donne.

E finalmente la gente ha deciso di scuotersi ed ha ottenuto subito l'aiuto dei mass-media.

Oggi se ne parla a tutto campo.

In questo ambito si colloca l'importante convegno organizzato da Comune e Provincia di Firenze, in collaborazione con l'Associa-zione Artemisia sul tema "Dare cittadinanza ai diritti inespressi".

Esso si svolge in Palazzo Vecchio nei giorni 5 e 6 dicembre con la partecipazione esperti di vari settori.

Nella due-giorni sotto la "lente dell'attenzione" si parla diabusisessuali all'interno della famiglia, del ruolo dei tribunali per i minori, delle problematiche legate alla valutazione clinica delle violenze subite ai diversi approcci necessari per i bambini e per le bambine, del ruolo della scuola come osservatorio privilegiato e luogo della formazione degli insegnanti e prevenzione del disagio fino alla funzione dell'associazionismo.

Il convegno è stato presentato martedì scorso in Palazzo Vecchio.

 

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L'ATTENZIONE


Mediateca: il futuro dipende dalla Rai?

Un'importante audizione con i vertici della Mediateca regionale è stata svolta dalla V commissione alle attività culturali del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Simonetta Pecini (PDS), alla presenza del vicepresidente della Giunta regionale, Maria-lina Marcucci (nella foto), che è anche l'assessore competente in materia, avendo la delega alla cultura e alla comunicazione.

Per la Mediateca, fra gli altri, erano presenti il presidente del consiglio d'amministrazione Attilio Mauceri e il direttore Sergio Talenti. Motivo dell'incontro: ascoltare i dirigenti della Mediateca alla vigilia del nuovo anno, in prospettiva del bilancio di previsione, anche perchè la Regione è l'unico socio di questa fondazione.

Dopo una breve introduzione della Pecini, che ha tenuto a specificare la volontà, da parte della Regione, di sostenere la fondazione Mediateca anche in momenti congiunturalmente non facili come questo, è stato il presidente Mauceri ad esporre il disagio del consiglio di amministrazione della Mediateca in relazione al fattore economico, nel senso che con ogni probabilità, in vista del 1998, la Regione Toscana dovrebbe contribuire con circa mezzo miliardo in meno rispetto al 1997, scendendo in tal modo da un miliardo e mezzo a circa un miliardo, ferma restando la spesa per il pagamento dei dipendenti regionali distaccati in Mediateca, pari a circa 200 milioni annui. Il che, secondo Mauceri, in assenza o quasi di prestiti bancari da lui ritenuti soddisfacenti, diventa fondamentale l'apporto economico che la Mediateca riesce ad ottenere da alcuni contratti di lavoro, in particolare da quello con la sede Rai della Toscana, per la quale cataloga i telegiornali regionali, quantificabile in circa 200 milioni annui. Mauceri ha detto che, proprio dal rafforzamento della collaborazione con la Rai, la Mediateca può trovare le risorse economiche per far fronte a un impegno di sviluppo che, a detta dello stesso Mauceri, sta dando buoni frutti, come dimostra l'avvio a Pisa di una sede distaccata della Mediateca regionale grazie alla collaborazione con la Provincia di Pisa e il cineclub Arsenale.

Il direttore della Mediateca, Talenti, è entrato nel merito del rapporto con la Rai spiegando che il prossimo anno il lavoro dovrebbe quasi raddoppiare, passando da 75 ore a 160 ore mensili, con conseguente aumento di entrata economica, giacchè, oltre a catalogare i telegiornali nazionali e locali, si dovrebbe anche iniziare un lavoro sul materiale di magazzino della Rai Toscana.

Ma la Mediateca si candida anche per lavori sul materiale multimediale della sede regionale ed ha già avanzato una proposta alla Rai nazionale per avviare collaborazioni con altre sedi regionali, là dove non esistono strutture a lei simili.

Preoccupazione della Pecini ed anche della Marcucci era conoscere, nei dettagli, quali tipi di progetti la Mediateca ha per il prossimo futuro, quale tipo di operatività ritiene di poter avere.

Sia la Marcucci che la Pecini hanno chiesto chiarezza e riguardo alla compressione dei finanziamenti hanno affermato che questo avverrà solo per il 1998. Come dire: il "buco" di mezzo miliardo (o poco meno) sarà solo in relazione al bilancio di previsione per il prossimo anno. In particolare la Pecini ha auspicato che il nuovo statuto della fondazione venga approvato in tempi brevi. Questo potrebbe far entrare altri soci nella composizione dell'ente.

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