L'ATTENZIONE

Editoriale

Omogeneità e politica

La parola "omogeneità"significa "qualità o condizione di ciò che è omogeneo", ed "omogeneo", che è un termine dotto, significa "dello stesso genere, specie e natura". In senso figurativo ha il significato di "armonico". Fatta questa doverosa premessa con l'ausilio del dizionario di italiano, poniamo una domanda a chi sa rispondere: "Quale termine di omogeneità esiste tra giunte rette dalle stesse formazioni politiche?" Siamo più chiari. Quando in Toscana nacquero la giunta regionale, quella provinciale fiorentina e quella comunale fiorentina, Vannino Chiti (Presidente della Regione), Riccardo Conti (vice-presidente della Provincia) e Mario Primicerio (Sindaco di Firenze) soddisfatti del risultato ritennero doveroso insistere anche sulla strategia che attendeva il "loro governo" e soprattutto quali sarebbero state le sinergie tra i predetti tre Enti. Con malcelata enfasi si mise in evidenza "l'omogeneità" delle tre giunte, tutte di centro-sinistra. Lavorare in maniera "omogenea" voleva significare dare impulso alle iniziative, anche non comuni tra di loro, che di volta in volta sarebbero state prospettate dalle rispettive Giunte. Si trattava, in sostanza, di porre i cittadini nella condizione di avere un interlocutore (uno e trino) capace di capire le sue esigenze e di porre in atto tutti i mezzi per poterli soddisfare. Ebbene, non abbiamo alcuna intenzione di farvi l'elenco delle contrapposizioni che caratterizzano l'attività dei tre Enti, altrimenti saremmo costretti a scrivere un tomo, e non a fare una semplice riflessione da cittadino, o da "uomo della strada" come si usa dire! La notizia intenzione non è nè nobile, nè provocatoria. Nasce solo dalla considerazione dell'osservazione dei fatti così come si vanno svolgendo sotto i nostri occhi. E l'occasione ce l'ha fornito proprio uno dei protagonisti appena citati, ovvero Riccardo Conti.

Il quale, intervenendo alla presentazione del "rapporto economico sulla provincia di Firenze" elaborato dall'Irpet (v. servizio a pagina 6), ha sottolineato le difficoltà per Firenze di diventare "capitale reale della Toscana", per mancanza di spinte propositive. "Corriamo il rischio - ha detto Conti - di far decollare la mediocrità e di perdere tutte le grandi occasioni di sviluppo che ci provengono da una serie di atti positivi del governo centrale". Abiamo ricordato a Conti la "dichiarazione di omogeneità" a suo tempo diffusa ed abbiamo chiesto se le preoccupazioni sul precario sviluppo di Firenze volessero significare "critiche" al sindaco Primicerio ed alla sua Giunta di Palazzo Vecchio. Conti, molto elegantemente, ha risposto:"l'ha detto lei!". Se questa deve essere, come riteniamo, solo una riflessione, allora occorre concluderla affermando che la parola "omogeneità" non trova riscontro nel campo politico. Probabilmente nel dizionario andrebbe aggiunta sotto quella parola la frase :"non vale in politica".

Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

"Il governo Prodi vuole portarci in un'Europa di padroni e di banchieri"

 Nostra intervista esclusiva a Orietta Lunghi,
Consigliere regionale toscano della Confederazione dei/delle comunisti/e

Il voltafaccia di Bertinotti che prima ha criticato e poi aderito al programma del governo Prodi, non è piaciuto a molti militanti di Rifondazione, tra cui la consilgiera regionale Orietta Lunghi, che hanno abbandonato il vecchio partito ed hanno costitutito la Confederazione dei/ delle comunisti/e, collocandosi all'estrema sinistra dello schieramento politico italiano. A Orietta Lunghi abbiamo rivolto alcune domande per capire, senza equivoci, l'orientamento della nuova formazione politica. Intanto, quando è nato il nuovo gruppo regionale e quali le motivazioni di fondo? Il nuovo gruppo regionale "Confederazione dei/delle comunisti/e (Comitati di base della Toscana)" si è costituito il 25 ottobre scorso. La costituzione del Gruppo è quindi un fatto recentissimo ma molto lunga è stata la maturazione di questa scelta. Infatti, già dal congresso di PRC dello scorso anno una minoranza (circa il 20%) del partito aveva presentato una mozione alternativa a quella linea politica che legava le sorti di una forza politica comunista nata come "cuore dell'opposizione" a quella del governo Prodi mutandone i caratteri fondativi e le prospettive politico-stretagiche. La vicenda che ultimamente si è consumata riguardo alla questione della legge finanziaria è stata per molti e molte di noi il fattore scatenante di una irreversibile rottura. Infatti, nel giro di due giorni PRC ha provocato la crisi di governo per poi rientrarci definitivamente con un patto di ferro. Incredibile scelta che ha collocato il PRC come forza organica nel governo Prodi che sta procedendo a tappe forzate verso "un'Europa dei padroni e dei banchieri" come lo stesso Bertinotti l'aveva definito in occasione della rottura. PRC, quindi, non rappresenterebbe più l'idea comunista? L'ingresso di Rifondazione nell'area programmatica del governo Prodi rende improrogabile la costruzione in Italia di una rappresentanza politica delle classe lavoratrici. Siamo ormai ad un passo dalla concretizzazione del sogno dei gruppi dominanti del capitalismo europeo. La Finanziaria 1998 di inquadra in questo contesto. Ovvero avremo ancora una volta una Finanziaria buona per i padroni e pessima per i lavoratori. Occorre contrastare le anguste prospettive del politicismo legate alla logica del "meno peggio". In alternativa occorre ripensare alla politica fatta di soggetti sociali concreti, una politica che stimoli l'attività anzichè la delega, che ricominci a fornire gli strument di analisi e di iniziativa. Una politica che torni sulle grandi questioni della nostra epoca, che metta al centro il lavoro di ricostruzione delle lotte. Per rilanciare questa prospettiva occorre ripensare alla centralità della classe operaia. Lei ritiene che questa nuova formazione politica debba colmare un vuoto a sinistra? Sono convinta e lo siamo in diversi compagni e compagne che ogni spostamento in politica crei un vuoto che verrà riempito. Questo vuoto oggi riguarda un soggetto politico che rappresenti modernamente l'oppressione di classe e la necessità di una nuova organizzazione del sindacato. Oggi per molti lavoratori la vita è sempre più dura e troppe sono le persone giovani che guardano al futuro senza prospettive. Come lavorerà il Gruppo regionale? Collegandosi, nella prospettiva che prima descrivevo, a quanto ovviamente politicamente e sindacalmente nel paese e in Toscana senza ovviamente pretendere di rappresentare l'opposizione e l'antagonismo sociale ma certo lavorando per una confederazione offrendo in questo senso ogni apporto. Quali saranno i rapporti con la maggioranza regionale e con PRC? I rapporti politici saranno, mi auguro, corretti, ma ovviamente cercheremo di esprimere un'opposizione strenua specialmente riguardo ai temi economici e sociali che la maggioranza regionale propone in termini di Ulivo. Quanto ai rapporti con PRC a parte il legame forte che permane con tanti e tante militanti dal punto di vista politico le cose sono semplice, chiare. Sono persuasa che PRC sarà per il medio periodo una forza politica che si predisporrà a "vagliare il moscerino e ad ingoiare il cammello". In prospettiva penso che quando una forza politica perder autonomia politica poi perde le proprie ragioni sociali ed ideali e in seguito può perdere anche la propria autonomia organizzativa, anche considerando che esistono già proposte in campo riguardo al partito unico della sisnistra. Quale sono le vostre forze in campo? L'uscita di diversi compagni/compagne da PRC è numericamente contenuta in questo momento, ma molto qualificata in termini politici, sindacali, oltre che improntata a grande convinzione. Sono elementi importanti che certo mi incoraggiano ad essere una parte attiva in questo tentativo difficile quanto interessante per il futuro.

Francesco Canosa

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L'ATTENZIONE

Per un cultura liberale di centro-destra

 Luis Micheli Clavier è nato a Barquisimeto, in Venezuela, il 4 agosto del 1947 da padre italiano - emigrato nel dopoguerra- e madre venezuelana. Risiede a Prato dal 1981, in via Firenze n . 63, dove è responsabile dell'area commerciale di una importante società di leasing ad emanazione bancaria. E' diplomato geometra. Non ha mai svolto attività politica o incarichi pubblici di alcun genere e tiene ad evidenziare questa circostanza. Dalla fondazione di Forza Italia (dicembre 1993) ha però ritenuto di impegnarsi in politica ed è stato nominato primo coordinatore provinciale di quel movimento. E' stato eletto Consigliere regionale della Toscana con 1072 voti di preferenza nella Circoscrizione provinciale di Prato nelle fila di Forza Italia. Ha ricoperto per circa due anni l'incarico di Presidente del Gruppo Forza Italia in Consiglio regionale. Ha lasciato quando ha ottenuto un incarico più ampio, anche sotto l'aspetto territoriale, come coordinatore regionale degli enti locali di Forza Italia.
Può essere definita "l'ultima fatica" di Luis Micheli Clavier, la costituzione di un'Associazione volta alla promozione di una cultura liberale di centro-destra. "Troppo spesso - dice Micheli - la cultura con la C maiuscola viene identificata con il patrimonio intellettuale di sinistra, senza considerare che esiste, invece, un mondo tutto da scoprire, fatto di voci che troppo spesso sono state strozzate dalle convenienze politiche e sorpatutto partitocratiche". Secondo Micheli "l'Italia è cambiata e sono molte le categorie ed i soggetti che sentono l'esigenza di esprimere le proprie opinioni. In particolare i giovani, su cui si dovrebbe investire per il futuro, le donne, gli anziani, tutti protagonisti della mia iniziativa". Come pensa Micheli di raggiungere la "sensibilità" di soggetti quasi sempre emarginati dal dibattito e quindi dalla decisioni? "Libera Mente (che si legge tranquillamente come una parola unica, Liberamente) punterà su seminari, dibattiti e convegni per far capire che 50 anni di statalismo sono veramente troppi per un paese che ritiene di doversi considerare libero. Ed insieme al confronto dialettico, si farà ricorso anche alla lettura critica di giornali e riviste, l'organizzazione di corsi di politica e recitazione, si punterà su altre iniziative ovvero messa in scena di attività teatrale, quindi seminari di critica letteraria, politica e cinematografica". Siamo, dunque, allo scontro tra due "culture"? Oppure si persegue il tentativo della parità di espressione, ma sopratutto di conoscenza delle ragioni dell'una o dell'altra parte? Al di là del risultato finale che sarà raggiunto, una cosa è certa, il Centro-Destra non vuole essere emarginato sotto l'aspetto culturale che va ben oltre la direzione politica del Paese. La cultura fa parte di noi stessi, della nostra educazione, del nostro passato, delle nostre speranze future. Forse proprio per questo la cultura dovrebbe essere innanzitutto "personale", e poi anche di destra e di sinistra. "Partendo da questo concetto - dice Micheli - noi di centro-destra non possiamo nè vogliamo delegare ad altri la ricerca della soluzione dei problemi. Da qui la nostra iniziativa, forte, di procedere ad una sorta di rivitalizzazione del dibattito politico svincolato dai partiti, avendo l'ambizione, quindi di rivolgerci a tutti coloro che credono nelle loro capacità ed espressioni culturali, senza porre una barriera tra posizione di centro-destra o di centro-sinistra. La prima iniziativa che proporremo, come Associazione, sarà quella relativa alla gestione delle risorse idriche. Successivamente ci occuperemo di piani regolatori, di corsi di formazione, di economia, finanza, rapporti sociali. Dimostreremo che la cultura non può essere "asservita" al potere, come spesso accade, ma deve avere contatti diretti con la realtà delle cose, le esigenze delle persone, le tradizioni e le aspettative".

Marilena Milani



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Livorno: sviluppo sul mare

Rilanciare il mare e le sue risorse per contribuire alla valorizzazione e al riequilibro economico e sociale di tutte le aree d'Europa legate ai traffici marittimi. Questo il messaggio al centro del discorso pronunciato dal Presidente della Regione Vannino Chiti a Livorno dove, in occasione della conferenza dell'Amrie (Alleanza degli interessi marittimi regionali in Europa), si sono riuniti i rappresentanti dell'intera Europa del mare. L'Amrie si pone infatti il compito di sondare i problemi comuni alle regioni marittime per svolgere azione di influenza nei processi decisionali dell'Unione europea. Ed è proprio una azione decisa delle istituzioni comunitarie a sostegno dell'economia del mare che ha chiesto con forza il Presidente Chiti: "la riforma dei fondi strutturali - ha spiegato il presidente - deve riuscire a spostare risorse verso le aree periferiche, in particolare verso quelle legate all'economia marittima. Ciò è indispensabile se vogliamo promuovere azioni di sostegno e consolidamento di uno sviluppo in grado di assicurare una più alta coesione economica, sociale e territoriale dell'Europa". Per il Presidente della Re-gione l'Europa sconta un ritardo culturale e politico nella valorizzazione del mare e delle sue risorse. Un deficit cui ocorre porre rimedio offrendo risposte rapide e efficaci a problemi come la tutela dell'ambiente, la sicurezza della navigazione, l'esigenza di formazione e anche incentivi a sviluppare reti di communicazione transeuropee che consentano lo sviluppo dell'intermodalità. Il tutto con la consapevolezza delle grandi potenzialità del settore: "l'economia marittima - ha detto Chiti - è destinata a divenire una delle attività strategiche del nostro futuro, al centro della rivoluzione tecnologica: può quindi dare un contribuito decisivo al grande problema del lavoro". "Lo sviluppo di questo settore - ha concluso il presidente - costituisce dunque un grande impegno dell'Europa, di tutta l'Europa". In questo ambito va dunque collocata anche l'intesa che è stata siglata a Livorno tra Amrie e Crpm (la conferenza delle regioni periferiche marittime, di cui è presidente lo stesso Vanino Chiti) e che indica vasti ambiti di cooperazione: sulle misure comunitarie, ma anche sui progetti di formazione e su temi come lo sviluppo delle reti di trasporto e l'ambiente. Il richiamo al valore accomunante per tutte le regioni marittime delle condizioni di sviluppo dell'economia del mare ha costituito anche la naturale premessa dell'intervento dell'assessore ai trasporti della Regione Toscana Tito Barbini. Per l'assessore la naturale competizione tra i porti (e nel suo discorso il riferimento è stato in particolare al bacino del Mediterraneo) può coesistere con la loro collaborazione volta a far svolgere alla portualità mediterranea un ruolo più rilevante nel contesto europeo. "Cooperazione competitiva" è il nome della formula indicata dall'assessore che ha anche esplicitato i possibili ambiti di questa collaborazione: la realizzazione di un modello informatico e di una rete telematica di collegamento fra i porti per lo svolgimento di tutte le operazioni amministrative sul traffico di merci e passaggeri, la realizzazione di un sistema mediterraneo della sicurezza in mare, il varo di studi di per sviluppare le rotte interne al bacino del mediterraneo, un'azione per l'armonizzazione delle condizioni operative dei porti in riferimento alle loro realizzino commerciali, una analisi dei sistemi infrastrutturali riguardo alla loro accoglienza turistica e in quest'ottica l'avvio di un osservatorio del traffico turistico mediterraneo in relazione al Giubileo del 2000. Questioni concrete sulle quali Barbini ha sollecitato l'attenzione dell'Amrie nel corso della stesura della risoluzione conclusiva della conferenza.

 

 

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Una scuola senza barriere linguistiche

Sono in aumento costante in tutta la Toscana le iscrizioni di bambini e ragazzi provenienti da altri paesi, europei e extraeuropei. Se il nucleo centrale dei piccoli immigrati è quello costituito da cinesi, arabi, albanesi e rom, il ventaglio delle popolazioni rappresentate si fa sempre più ampio. Così come la loro presenza appare oggi meno concentrata in determinate aree (ad esempio i cinesi nei paesi della piana fiorentina) e sempre più dispersa sul territorio. Fra i bianchi delle scuole toscane si mescolano ormai linguaggi e culture diverse: in questa piccola babele quotidiana, il compito degli insegnanti è diventato più difficile. Il primo ostacolo sta nella difficoltà di capire quali sono, al momento dell'inserimento a scuola, le effettive capacità dell'alunno. Una valutazione essenziale, che va fatta subito al primo impatto con la scuola, per consentire, poi, una adeguata preparazione didattica. Ma se l'alunno in questione parla solo cinese, o magari arabo o albanese, questo compito diventa praticamente impossibile. Ecco allora che la Regione è intervenuta, insieme al Cospe e nell'ambito del programma comunitario Socrates-Comenius, con la realizzazione di schede e materiali didattici dedicati agli insegnanti. Il titolo della pubblicazione è "Parole non dette": si tratta di quaderni operativi, con schede di rilevamento delle abilità extralinguistiche per la scuola dell'obligo, dedicati rispettivamente alla funzione di base, alla logica e alla memoria. La pubblicazione è suddivisa in quattro volumi distinti, realizzati con linguaggio e modalità analoghe a quelle computer, sempre e communque accomunati dalla principale caratteristica di non utilizzare il linguaggio scritto. Obbiettivo dei testi, quello di rivelare competenze e capacità che i bambini spesso già hanno ma che non riescono a comunicare a causa delle difficoltà linguistiche. Gli strumenti utilizzati sono quelli della grafica, del variegato mondo dei simboli, della dimensione ludica. I comandi corrispondenti alle "icone", in pratica le istruzioni per l'uso per la compilazione delle schede, sono state tradotte in cinese, arabo, albanese, woloff (lingua africana usata in Senegal), russo, ucraino, spagnolo, inglese, francese, somalo. Questi strumenti appena usciti dalla tipografia della Regione sono stati presentati agli operatori mercoledì scorso.

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