L'ATTENZIONE

Editoriale

Povero Mugello, ancora terra di conquiste!

Conosco il Mugello da una vita. Conosco anche i mugellani, gente simpatica, schietta, che raccoglie in sè la spegiudicatezza della vita di città e la sana armonia della vita di campagna. Ogni volta che mi arrampico per la strada delle Croci, dal cui picco si domina un paesaggio meraviglioso; oppure percorro la strada che porta all'autodromo; e scorgo da lontano le fattezze di San Piero, Scarperia, Borgo San Lorenzo, resto incantato. Ed amo questa parte della Toscana come se fosse la mia terra, quella terra di Basilicata ricca di verde, ma anche di tanti problemi.

E pensare oggi al Mugello "politico" mi rattrista. Non perchè non mi piace la candidatura nel collegio senatoriale dell'ex-Pm Antonio di Pietro (le antipatie sono sentimenti molto personali e possono anche essere sbagliate), ma perchè questa vicenda mi ha dato netta l'impressione che il tempo sia ritornato al feudalesimo. Quando imperversava il nepotismo, esisteva il "diritto alla prima notte", il Barone decideva della sorte dei suoi sudditi. Credevo che la tanto decantata democrazia potesse concedere ai mugellani la libera scelta di chi deve rappresentarli in Parlamento. Invece, per uno "straniero" (Pino Arlacchi) che se ne va, viene proposto un altro "straniero", un tale Antonio Di Pietro. E per giunta indicato, come successore dallo stesso Arlacchi. Il quale, evidentemente, non si è reso conto che nelle Poste, nelle banche, ed in altri uffici, non esiste più il diritto di successione.

Hanno scoperto, finalmente, che anche nei servizi segreti non si possono e non si devono chiamare mogli, amanti, amici e parenti vari degli 007 di carriera! E così, grazie ad Arlacchi ed a D'Alema, i mugellani sono tornati indietro di secoli e secoli (bel progresso!), quando le terre di Barberino, di Scarperia, e dintorni, venivano calpestate dai mercenari di Giovanni Acuto (1364), dalle truppe del duca Valentino (1501), da quelle del vicerè di Napoli e di Giovanni de' Medici (1512), da truppe spagnole, lanze e tedesche (1527). E si rivolteranno nella tomba i figli illustri di Borgo San Lorenzo (il filosofo Antonio Cocchi, il botanico Lorenzo Papi, lo storiografo Giuseppe Maria Brocchi, giusto per citarne alcuni) dopo aver constatato che la loro terra è ancora da conquista!

Di Scarperia mi piace ricordare l'eroica e vittoriosa resistenza del 1351 che oppose al dilagare nel Mugello delle truppe di Giovanni Visconti. Un altro spicchio di storia si può andare a leggere nel comune di Vaglia, che si conquistò l'indipendenza nel 1807. Il Mugello, dunque, è stata ed è sicuramente una terra forte, che ha saputo fari valere attraverso i secoli. Che si è difesa dai tanti nemici che volevano portar via la libertà e l'autonomia. Oggi, sotto diverse spoglie si affacciano minacciosi i nuovi lanzichenecchi, le nuove truppe da conquista, i nuovi feudatari, mascherati dal sorriso della convenienza, oppure della supponenza. Se i mugellani vogliono Di Pietro che lo dicano loro, in tutta tranquillità, se non lo vogliono lo dicano con la stessa tranquillità. Sono sicuro che sapranno difendere la propria indipendenza di giudizio.

Francesco Canosa

 

Torna al sommario

 


 

 

L'ATTENZIONE

 

 

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana del prossimo 30 luglio saranno pubblicati i bandi regionali relativi agli incentivi comunitari del Regolamento 2081. Tali norme attiveranno, tra finanziamenti europei, nazionali e di fonte privata, un totale di circa 1.000 miliardi per la nostra Regione, a cui si andranno ad aggiungere gli stanziamenti previsti dei programmi comunitari Resider ed Interreg, specifici per la nostra Provincia, i cui bandi attuativi usciranno nei mesi autunnali.

Una grande opportunità, in particolare per le Piccole e Medie Imprese, che va saputa cogliere in modo da evitare sia il rischio di non spendere le risorse disponibili sia di utilizzarle in interventi dalle limitate ricadute sul tessuto produttivo livornese. La Confindustria livornese ha scelto di investire impegno e risorse importanti su questi temi, nella convinzione che le politiche di sviluppo richiedano un diretto coinvolgimento delle imprese e con la consapevolezza che gli interventi dei Fondi Strutturali costituiscono una grande occasione per rilanciare lo sviluppo della provincia che non può essere affrontata con improvvisazione o dilettantismo.

Presso l'Associazione Indu-striali è infatti attivo l'apposito Sportello Finanziamenti (linea diretta 0586/263029), che rientra nel progetto complessivo di "Animazione finanziaria" attuato dall'Associazione con lo scopo principale di incrementare la conoscenza delle imprese delle opportunità finanziarie, troppo spesso regolate da norme complesse e farragginose ed attivare forme di consulenza per favorire un processo di "innovazione finanziaria" nel tessuto produttivo livornese e nelle piccole e medie imprese, in particolare.

La sensibilizzazione degli imprenditori attraverso la presentazione dei Fondi Strutturali in modo approfondito, l'informazione e la consulenza delle Aziende effettuate con ampio anticipo e larga diffusione, l'organizzazione di seminari su temi specifici fanno parte dei sevizi reali che la Confindustria livornese ha attuato per aiutare concretamente gli imprenditori a capire la logica degli interventi comunitari e ad orientarsi circa gli in-centivi esistenti per gli investimenti industriali.

Per rendere maggiormente efficace lo sportello sono state stipulate numerose convenzioni dall'Associazione con gli Istituiti Bancari, al fine di permettere l'accesso al credito a condizioni di favore anche alle aziende di minori dimensioni e di mettere a disposizione delle imprese strumenti operativi di facile gestione per sopperire ad alcune specifiche esigenze di finanziamento.

Il progetto associativo, quindi, è inquadrato sinergicamente, in modo da assicurare all'Imprenditore una assistenza totale che, partendo dall'azione di informazione e aggiornamento, comprenda anche una più articolata consulenza operativa per la riorganizzazione finanziaria e per l'utilizzo delle varie opportunità di finanziamento.


Torna al sommario

 


 

 

 


L'ATTENZIONE


"Il Grande Giubileo del 2000 indetto da Papa Giovanni Paolo II costituisce un evento di straordinaria importanza con contenuti e implicazioni che superano l'ambito strettamente religioso di pertinenza della Chiesa Cattolica". Ha iniziato così la comunicazione al Consiglio regionale l'assessore al turismo Paolo Giannarelli. "Oltre agli aspetti celebrativi, di carattere ecclesiale, ha aggiunto Giannarelli, il Giubileo si presenta infatti con contenuti spirituali universali, di conoscenza e scoperta culturale, ispirati ai valori fondamentali dell'uomo e all'affermazione di un messaggio di pace e di promozione umana". E' pure vero che compete alla Chiesa la responsabilità per l'organizzazione dell'evento e delle cerimonie religiose che lo caratterizzeranno, ma al Giubileo occorre guardare come una sfida per coglierne le potenzialità positive, per migliorare l'organizzazione turistica, per rafforzare l'immagine internazionale della Toscana e le capacità di attrazione, per valorizzare le risorse culturali, coerentemente con gli indirizzi programmatici della Giunta che indicano nel binomio "beni culturali-turismo" un settore prioritario di azione della Regione.

E poichè la Regione si è proposta di essere, ed è stata in tal senso sollecitata, punto di riferimento e di coordinamento per i diversi enti istituzionali ed i soggetti sociali più direttamente coinvolti nell'evento, ecco l'impegno, diretto ed indiretto, indicato dall'assessore Giannarelli. Il Programma regionale, concertato con gli enti locali, prevede che:

· si individui sulla base della prevedibile affluenza dei visitatori quali interventi si rendano maggiormente necessari, in quali aree, per quali mete e percorsi turistico-religiosi, e quali interventi siano concretamente fattibili e sia-no utili per la comunità regionale anche oltre l'evento giubilare;

· sia strumento di riferimento politico e per le scelte operative degli enti, per rendere unitarie e concertate le azioni delle istituzioni toscane, per coordinare e rafforzare le possibilità di azione e di iniziativa;

· preveda interventi da finanziare non solo con la legge nazionale, ma anche con risorse regionali, locali e di soggetti privati, valorizzando l'effetto moltiplicatore di in-vestimenti attivabili con idonei provvedimenti incentivanti e le potenzialità reddituali dei progetti di intervento.

Il raccordo con la legge nazionale assume particolare importanza, e l'indeterminatezza dei criteri che guideranno la formulazione del Piano nazionale condiziona fortemente la definizione del Programma regionale. Giannarelli ritiene tuttavia che questo possa essere informato ai seguenti indirizzi:

· collegamento degli interventi culturali ai progetti regionali Luoghi della Fede e Via Francigena;

· contenere i fenomeni di congestione dei centri di maggiore attrattività turistica, favorendo, con efficaci proposte di soggiorno, la diffusione dei flussi nelle aree della Toscana minore caratterizzate da notevoli potenzialità in termini di offerta rispetto al turismo culturale e religioso;

· sostenere gli interventi finalizzati a qualificare e diversificare l'offerta ricettiva;

· puntare sulla comunicazione come una risorsa strategica per l'organizzazione dei flussi, con i necessari servizi informativi e di accoglienza;

· sostenere gli interventi in grado di sviluppare occupazione e nuove attività occupazionali.

La Giunta regionale assumerà direttamente il coordinamento o la gestione dei seguenti progetti:

a) l'impianto di un sistema di previsione e monitoraggio dei flussi dei visitatori indispensabile, secondo un progetto elaborato dall'Irpet e dalla Facoltà di Economia e Commercio di Firenze, in collaborazione con l'analogo sistema previsionale dell'Agenzia ro-mana e utilizzando i dati messi a disposizione dalle autorità ecclesiastiche e da operatori turistici;

b) il potenziamento della rete telematica per l'informazione turistica, per l'implementazione di informazioni mirate sul Giubileo e il collegamento con le reti di prenotazione delle strutture ricettive:

c) la realizzazione di un sistema di comunicazione e di promozione dell'offerta turistico culturale complessiva a livello internazionale, con la realizzazione di un apposito sito Internet, e di altri strumenti informativi, per dare al visitatore delle guide accurate sulla Toscana del 2000, nella sua unitarietà;

d) la promozione delle strutture per la ricettività povera e il turismo religioso, già esistenti o che saranno realizzate per il 2000 attraverso la trasformazione in ostelli e foresterie di edifici pubblici o religiosi, i cui progetti saranno considerati fra quelli con carattere di priorità;

e) la valorizzazione e fruizione dei beni di carattere religioso in riferimento ai progetti Via Francigena e Luoghi della Fede.

Le aree e i percorsi religiosi cui i progetti dovranno riferirsi sono classificati nelle seguenti tipologie, in ordine di importanza:

a) Percorsi o mete di grande interesse religioso: Via Francigena, Luoghi Francescani, Santuari, luoghi di culto di rilievo nazionale (da definire con la Conferenza Episcopale);

b) Centri di grande richiamo turistico-culturale: Firenze, Pisa, Siena, Lucca, Pistoia, Arezzo;

c) Aree connesse a importanti direttrici di collegamento nazionali (porti, aeroporti): Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Firenze e Grosseto;

d) Centri minori di potenziale interesse per il turismo culturale e religioso.

 

(n.c.)

Torna al sommario

 

 

 


 

 

 

L'ATTENZIONE

Dall'inviato Francesco Canosa
Monteverdi (Pisa)

Quando siamo arrivati sulla collina che sovrasta il nuovo insediamento geotermico di Monteverdi, non abbiamo potuto fare a meno di esprimere la nostra meraviglia per l'inserimento ambientale delle due nuove centrali geotermiche, situate in un'ampia vallata, a rappresentare due strutture che non avevano niente in comune con quelle a noi note. Non solo con quelle viste qualche minuto prima a Larderello, ma soprattutto con quelle conosciute almeno trent'anni addietro quando abbiamo avuto il primo "impatto" con la geotermia. E ci é venuto a mente uno "storico" convegno in un teatro di Piombino, quando il compianto presidente della Regione Toscana, Gianfranco Bartolini, impegnava solennemente quella Istituzione per favorire lo sviluppo della geotermia in Toscana. Seguirono tempi difficili, che davano l'impressione che Enel e Regione non guardassero più con l'antica simpatia alla geotermia. Poi la svolta. E diciamo pure una forte accelerazione che ha visto protagonisti nel gennaio scorso, in un summit a Firenze, il neo-presidente dell'Enel, Chicco Testa, ed il presidente della Regione Toscana, Vannino Chiti. Un protocollo d'intesa sulla geotermia, inserito in una più ampia convenzione sull'energia, che sta dando i suoi frutti. E lo ha detto, con chiarezza, il sindaco di Monteverdi, Carlo Giannoni, nel ringraziare l'Enel nella persona del suo presidente Chicco Testa, al quale ha anche offerto una targa-ricordo e promettendo che un'altra targa-ricordo sarà sistemata nella sala del Consiglio Comunale di Monteverdi. Anche se dai due impianti, come ha sottolineato Testa, si ricaverà solo l'1 per mille dell'energia elettrica italiana, é significativo che si possa procedere allo sviluppo dell'energia geotermica, pulita, alternativa, adattabile all'ambiente. I due impianti, denominati Monteverdi1 e Monteverdi2, sono del tipo unificato con macchinario di taglia 20 Megawatt e rappresentano i primi di una serie che, pur mantenendo inalterate le caratteristiche di base, hanno notevolmente migliorato quelle di inserimento ambientale. In particolare per quanto attiene il contenimento del rumore, delle ricadute delle torri refrigeranti e dell'impatto visivo. La compatezza del progetto offre, altresì, una significativa riduzione dell'area occupata dagli impianti, compresa entro un'ampia area di rispetto destinata a verde. I due nuovi impianti, di ultima generazione, permetteranno la produzione annua complessiva di circa 260 milioni di kilowattora, sufficienti al fabbisogno di oltre 350.000 persone e rappresentano un'altra importante tappa nel programma di sviluppo della geotermia che prevede per il prossimo quinquennio un incremento di circa 200 megawatt di potenza da aggiungere ai 512 attuali.

La risorsa geotermica, legata territorialmente alle province di Pisa, Siena e Grosseto, ha riflessi positivi per l'intera Toscana. Oltre alla produzione di energia elettrica, il vapore viene utilizzato in attività industriali quali la serricoltura, allevamenti ittici ed avicoli, industrie alimentari e del legno, mentre diventa sempre più una fonte economica alternativa per riscaldamento di abitazioni, uffici ed impianti sportivi. C'é da dire che la geotermia non é solo una ricchezza del nostro Paese. Messico, Argentina, Algeria, Kenia, giusto per citare qualche nome, puntano molto sulla geotermia. E proprio in questi giorni il presidente Testa si recherà in Indonesia per firmare un accordo per cedere a quel paese il know-how Enel nel settore della geotermia. E' un terreno, questo della penetrazione Enel all'estero, che sta trovando proprio con Testa un campo di concreta applicazione, che può essere considerato un vero e proprio business. C'é da dire che l'impegno sul territorio nazionale e quello all'estero si sommano molto bene tra di loro perché consentono, come ha sottolineato il presidente Testa, di muoversi alla grande nel settore della ricerca, mostrando nel contempo attenzione per l'ambiente e le realtà locali.


Torna al sommario

 


 

 

 

 

L'ATTENZIONE


Il Consiglio Regionale ha approvato il Piano Operativo antincendi boschivi 1997-2000 con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza e l'astensione del Polo di centro destra. Per il 1997 il Piano è finanziato per un importo complessivo di 16 miliardi e 121 milioni. La relazione introduttiva è stata svolta dal presidente della Seconda Commissione Consiliare (Agricoltura), Pedro Losi (PDS), il quale ha detto che il Piano punta alla prevenzione degli incendi piuttosto che alla repressione, e che sono stati elaborati i nuovi indici di rischio riferiti ai singoli territori comunali. "E' stato modificato completamente -ha aggiunto Losi- il capitolo riguardante l'organizzazione del servizio di prevenzione e repressione, comprendente la descrizione delle competenze, delle strutture e degli interventi previsti per ciscun soggetto che opera nell'attività di prevenzione repressione degli incendi. In particolare sono state distinte le materie e gli interventi di competenza della Giunta Regionale, del Corpo Forestale dello Stato, degli Enti delegati, dei Comuni e degli Enti parco regionali, del volontariato antincendi, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile".

Losi ha messo in evidenza che il Piano punta a proseguire nell'opera di educazione nei confronti dei cittadini, che la Regione potrà rivalersi anche nei confronti di chi incendia boschi privati, ed infine di come sia stata scelta la soluzione di non acquistare aerei o elicotteri, ma di convenzionarsi con i privati, ottenendo un notevole risparmio economico ed una migliore gestione. Vediamo adesso come si intende affrontare la lotta ad un fenomeno che ha fatto registrare ogni anno dal 1984 al 1995 una media di 901 incendi nel territorio regionale. Il dato rappresenta il 7,5% di quello nazionale, ed ha interessato una superficie boscata pari al 5,7% del totale italiano. Sulla sicurezza dei boschi toscani sono chiamati ad intervenire, a livello di ogni singola provincia, numerosi soggetti: Prefetture, Corpo Forestale dello Stato, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Amministrazioni Provinciali, Comunità Montane, Enti parco regionali, Comuni e Associazioni del Volontariato.

Nel corso di quest'anno il finanziamento di oltre 16 miliardi sarà impiegato per l'acquisto di materiali e attrezzature per il volontariato, per i contratti con i servizi aerei di prevenzione (che nel triennio trascorso hanno effettuati voli per 900 ore annue), per l'acquisto di radioportatili e veicolari, per corsi di richiamo per il personale impegnato nel servizio. Con 500 milioni è finanziata la realizzazione di un impianto di isofrequenza nellprovincia di Pistoia, mentre 632.000 ECU sono destinati alla realizzazione di una elisuperficie all'Isola d'Elba. La Giunta Regionale, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato gestirà l'archivio statistico per il rilevamento dati, mentre per i corsi di formazione, addestramento e aggiornamento sarà allestita un'apposita sede nel comune di Monticiano (Siena). Entro la fine di maggio di ogni anno le amministrazioni provinciali adottano un piano operativo, che tiene conto di quelli predisposti dai singoli comuni, che hanno l'obbligo di costituire un propiro servizio di prevenzione e repressione degli incendi boschivi. Per ciò che riguarda il volontariato il Piano si pone l'obiettivo di non impiegarlo soltanto in fase di repressione, ma di ricercare lo sviluppo di una coscienza ecologica, che miri alla prevenzione.

Le associazioni attualmente convenzionate con la Regione sono l'ANPASS (Associazione nazionale pubbliche assistenze), la VAB (Vigilanza antincendi boschivi), la Racchetta, il GAIB (Gruppo Avvistamento Incendi Boschivi), la CNMI (Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia) e il PROCIV-Arci, ma é possibile stipulare con la Giunta apposite convenzioni se si possiedono determinati requisiti. A queste si aggiunge il SAST (Servizio Alpino e Speleologico Toscano), l'ultima a stipulare una convenzione con la Regione. Il Piano giudica importante anche il contributo del Corpo Nazionale di Vigili del Fuoco che ha istituito apposite squadre antincendi boschivi, migliorando il servizio ed evitando inutili duplicazioni degli interventi. La Protezione Civile dispone di vari mezzi posizionati in basi dislocate sul territorio nazionale e gli interventi sono decisi d'intesa con il Centro Operativo Regionale. Il Piano stabilisce anche le opere di prevenzione più idonee, dagli interventi selvicolturali, a quelli sulla viabilità forestale, alle torrette per l'avvistamento degli incendi. E' stato disposto anche il censimento degli invasi e dei punti di approvvigionamento. Per quelli realizzati da soggetti sia pubblici che privati è previsto il finanziamento parziale o totale delle opere. Dopo la campagna promossa dalla Regione nel 1995-96, che aveva come testimonial Paolo Hendel, i progetti attuali intendono rivolgersi sia alla popolazione adulta che a quella scolastica attraverso spot, inserzioni e campagne in accordo con i Provveditorati agli Studi. Il divieto di accensione fuochi è totale nei periodi in cui è dichiarato lo stato di grave pericolosità. Negli altri sono previste alcune deroghe che riguardano chi nei boschi lavora e deve scaldarsi i viveri, ed i turisti che sono autorizzati ad accendere fuochi, ma possono farlo esclusivamente nelle zone appositamente attrezzate.

 

Torna al sommario