L'ATTENZIONE

Editoriale

Rumore di barili rotti!

Avete mai avuto la ventura di assistere ad una lite tra muli o asini?

Se la risposta è positiva, avete avuta la fortuna supplementare di vedere sulle some dei predetti muli o asini barili pieni di acqua o di vino? Ecco, se siete stati fortunati, avete potuto constatare che nella lite tra muli ed asini chi ci rimette è sempre il barile, che si rompe, cade in frantumi e perde il suo carico. Mettete al posto del barile un povero cristo, anche voi stessi se non siete dei potenti, e vedrete che fine farete. Quella del barile! Quando ero ragazzo, mio padre che era autotrasportatore ebbe la sventura di acquistare un camion Alfa Romeo in una concessionaria di Bari. Camion a cui si ruppre il motore mentre se lo portava a casa, pieno di orgoglio! Vi risparmio tutte la narrazione delle traversie, anche perchè in quel periodo non c'erano ancora i pentiti che sapevano tutto e nessuno riuscì a far capire all'Alfa Romeo che un motore rotto appena uscito dalla fabbrica poteva avere un difetto di fabbricazione.

Cosicchè, nella sua ingenuità, mio padre fece causa all'Alfa Romeo, causa che perdette "regolarmente" perchè i giudici accettarono la versione dell'Alfa Romeo, illustrata con grande maestria da illustri avvocati del foro di Bari, che misero a tacere quel misero avvocatuccio che mio padre si era potuto permettere a causa delle sue scarse risorse finanziarie. Quella occasione, vissuta da giovanissimo, mi insegnò a non avere fiducia della cosiddetta "giustizia" terrena. Imparai, quindi, che il piccolo, il cittadino qualunque, altro non è che un barile sulla soma di un asino o di un mulo, che deve pagare sempre per colpe sue e di altri. E' quello stesso cittadino-barile che deve pagare le tasse anche se non ha soldi.

Come chi è chiamato a pagare l'ICI che è contraria alla Costituzione perchè ogni cittadino è tenuto a partecipare alle spese in misura del reddito conseguito e qualcuno mi deve dimostrare che una casa abitata in proprio produca un reddito! Oppure come chi consegna alle Poste la propria corrispondenza, le proprie stampe, le raccomandate, pagando tutto quello che è richiesto, senza avere alcuna garanzia che il tutto arrivi a destinazione. Un esempio? Il nostro giornale arriva ad abbonati calabresi dopo 40/50 giorni! Eppure paghiamo tutto quello che ci viene richiesto senza alcuno sconto! E poi, come si può avere fiducia della giustizia, quando siamo costretti ad assistere a continui scorrimenti di veleni nelle Procure del nostro bel Paese? Ricordate il magistrato Pisa a Palermo? e l'uccisione di Falcone e Borsellino? e l'attuale polemica Parenti-Boccassini? Che Dio ci aiuti!

Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

 

Con la decisione del governatore di abbassare il tasso di sconto dello 0,50% (da 6,75 a 6,25%), ci auguriamo che Antonio Fazio venga lasciato in pace, così come auspica anche l'avvocato Agnelli. Con ciò vogliamo dire che sarebbe quanto mai opportuno lasciar perdere l'idea balorda di togliere potere al governatore, facendolo diventare un subalterno del Governo. E questo per almeno due motivi: in primo luogo perchè siamo convinti della necessità di consentire alla Banca d'Italia di agire nella politica monetaria in assoluta libertà, ancora e di più di quella che si auspica per la magistratura; in secondo luogo, perchè una volta che Maastricht produrrà i suoi effetti avremo bisogno di un governatore forte per battersi alla pari nei confronti della super-banca centrale europea ipotizzata proprio dall'accordo di Maastricht. Punto centrale, invece, del dibattito riteniamo che debba essere la costruzione di una forte Unione Europea Politica e subito dopo di un'altrettante forte euromoneta. Con le regole del mercato non si scherza. I marchingegni che vengono escogitati dai politici sono destinati a fallire se non sono supportati da una politica economica conseguente.

D'altra parte, noi siamo convinti (e vogliamo esserlo!) che la riduzione del tasso di sconto praticata da Fazio sia stata dettata da indicazioni di mercato e non dai piagnistei di Romano Prodi e suoi ministri. Fazio, ha sostenuto, infatti che la sua decisione è scaturita dall'esame della ripresa della domanda, dalla dinamica delle remunerazioni dei fattori produttivi interni e dei costi in lire degli inputs d'importazione che si sono posti in linea con il quadro di graduale ritorno a condizioni di stabilità, monetaria e valutaria, che la politica di bilancio e la politica dei redditi devono consolidare. Le aspettative sui prezzi nei mercati finanziari, nell'intera economia - prosegue la nota di Bankitalia - si sono ulteriormente moderate, avvicinando pur esse valori che possono essere stimati più conformi agli obiettivi perseguiti'. Coerentemente con i livelli dei tassi ufficiali la misura della remunerazione della riserva obbligatoria viene diminuita dal 5,50 al 4,50 per cento, a far tempo dal periodo di mantenimento 15 luglio/14 agosto. Attraverso l'ulteriore contenimento dei rendimenti dei depositi bancari - conclude la nota - ciòcontribuirà a ricondurre la crescita della quantità di moneta in linea con il limite del 5 per cento, indicato con riferimento al quarto trimestre del 1997, rispetto allo stesso periodo del 1996.

Questa è stata la "quattordicesima volta" di Fazio, da quando è stato nominato governatore, ovvero dal 4 maggio 1993, quando era pari all'11%. La ''pima volta'' di Fazio fu lo stesso mese della nomina, il 21 maggio del '93. Allora, dopo neanche 30 giorni dalla precedente riduzione del tasso di sconto (23 aprile), il governatore decise di tagliarlo di un ulteriore 0,5%, portandolo al 10,50%. Da allora Fazio ha 'mosso' complessivamente il saggio principale 14 volte, di cui ben cinque nel solo 1993, facendo scendere - grazie a ripetuti tagli di mezzo punto - del 3% il costo del denaro. Il calo proseguì fino all'estate del '94, quando in agosto il governatore decise di rialzare i tassi e, quasi parallelamente, si registrò una aumento dell'inflazione.

Ma le nubi durarono poco, e da maggio del '95 la tendenza a ridurre il costo del denaro prosegue costante. Con il ribasso del tasso di sconto deciso dalla Banca d'Italia, si accorcia il differenziale che separa il Paese dagli altri partner industrializzati. L'Italia rimane comunque sempre nel ''vagone'' di coda della ''graduatoria'' del costo del denaro dei più importanti paesi europei, ed altissimo è il differenziale con il Giappone, che viaggia su un tasso dello 0,5%. Ecco in una tabella il tasso di sconto negli altri principali paesi.

 

REGNO UNITO 6,50%

ITALIA 6,25%

SPAGNA 5,25%

USA 5,00%

GERMANIA 2,50%

(Lombard 4,50%)

DANIMARCA 3,25%

FRANCIA 3,10%

OLANDA 2,50%

BELGIO 2,50%

GIAPPONE 0,50%

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L'ATTENZIONE

Passi carrabili bloccare la doppia tassa


L'Associazione U.P.P.I. Unione piccoli proprietari immobiliari, ed ANACI Firenze - Associazione amministratori condominiali ed immobiliari - hanno promosso e sottoscritto un risorso al Tribunale Amministra-tivo regionale della Toscana per opporsi alle delibere del Comune di Firenze che hanno istituito una doppia imposizione a titolo di imposta di concessione di beni demaniali per i passi carrabili, anche utilizzati in funzione di residenze private e/o condominiali.

"Tale nuova imposta dimostra -ha spiegato Gilberto Baldazzi, presidente dell'U.-P.P.I.- una totale illegittimità, visto che va a duplicazione di una già esistente, cosa assolutamente vietata dalle leggi vigenti in Italia." La cosa che fa ancora più rabbia, secondo le due associazioni, è che il Comune di Firenze abbia pensato di andare a gravare su uno dei beni più tartassati, la casa appunto, ponendo il proprietario quasi nella condizione di "braccato". "Infatti - ha aggiunto Baldazzi - se non viene pagata la nuova imposta si rischia addirittura la decadenza del passo carrabile, per il quale tra l'altro è già stata versata l'intera somma dovuta anticipatamente". Una situazione imbarazzante, dunque, che porterà un passo carrabile di tre metri di larghezza a pagare più di un ristorante o un bar nel centro di Firenze che occupa il suolo pubblico con 3/4 tavolini. Infatti per i passi carrabili condominiali il coefficiente da moltiplicare per la tassa comunale è pari a 4, mentre quello per gli esercizi commerciali è 3, nonostante questi ultimi traggano addirittura un beneficio economico dall'utilizzo del suolo pubblico, a differenza dei condomini che, addirittura, lasciano liberi posti auto sulla strada pubblica, parcheggiando le proprie auto all'interno dell'area condominiale.

"Ci domandiamo allora -ha detto Alberto Bruni, presidente ANACI Firenze- a cosa si arriverà in breve tempo se non ci si oppone a questi atteggiamenti vessatori della Pubblica Amministrazione". Attualmente se un cittadino qualunque è costretto a pagare ben 30 tasse di vario genere, il proprietario di un immobile ne deve affrontare addirittura 80, ed ora rischia anche di pagarne alcune due volte, sotto la minaccia di perdere anche i diritti scaturiti dal primo pagamento; un atteggiamento ricattatorio, secondo le associazioni fiorentine, che non dovrebbe prendere piede, neanche per una volta. Una situazione abbastanza incerta e confusa, quindi, come dimostrano le ultime vicende che hanno visto la Provincia di Firenze fare marcia indietro, interrompendo la riscossione della tassa sui passi, trattenendosi però ciò che era stato già pagato; mentre di recente il Comune di Lucca ha inviato 2.940 ingiunzioni di pagamento con atto giudiziario firmato dal Pretore. Servirà allora fare un pò di chiarezza ed un'occasione potrebbe essere proprio la risposta del Tribunale al ricorso dell'U.P.P.I. e dell'ANACI, che dovrebbe arrivare in breve tempo, visto che il Comune di Firenze ha eliminato la possibilità di pagare la tassa in due rate, stabilendo la data unica del 30 giugno.

(n.c.)

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L'ATTENZIONE

Una volta (al tempo dell'"occupazione" tedesca dell'Italia) si diceva "Achtung banditi" per far sapere ai soldati germanici che nelle vicinanze c'erano nemici da cui guardarsi. Oggi si dovrebbe mettere cartelli ad ogni angolo di strada visto l'imperversare di "banditi" che attentano alla nostra esistenza. E non sono "banditi" solo quelli che girano armati, come ormai fanno scuola gli albanesi, ma anche quelli che dettano leggi, senza rendersi conto del loro effetto, e che ci portano ad altre dimensioni. L'abbiamo presa alla larga, è vero, ma è tanto assurda la questione che non abbiamo trovato di meglio che girare attorno al problema prima di spiegarlo. A noi l'hanno illustrata gli assessori comunali di Greve (Pierangelo Bencistà) e di Bagno a Ripoli (Amerigo Hofman) insieme ad Alessandro Falcini, Adriano Ciolli e Gilberto Bacci della Confesercenti, e ci è sembrato di sentire favole...tristi.

Un'ordinanza ministeriale, facendo riferimento ad indicazioni comunitarie, ha imposto una serie di prescrizioni igienico-sanitarie per la vendita e la somministrazione su aree pubbliche di prodotti alimentari in occasione di mercati e fiere che si possono svolgere sia periodicamente che occasionalmente.

Provate a leggerle con attenzione:

*-realizzazione di collegamenti elettrici e fognari individuali e la costruzione di servizi igienici in loco per gli operatori e la clientela così come è previsto per i mercati fissi giornalieri; i gabinetti devono essere dotati di acqua corrente,i lavabi con erogatore d'acqua non azionabile a mano o a gomito, ovvero con mezzi azionabili automaticamente o a pedale, con distributore di sapone liquido o in polvere, e con asciugamani non riutilizzabili dopo l'uso;

*-sono inclusi anche i mini-posteggi al di fuori dei mercati di quei venditori del tutto occasionali ed itineranti che sono cocomerai e trippai.

Le Amministrazioni comunali sono obbligate a migliorare la qualità dei servizi e nello stesso tempo a garantire tali miglioramenti senza deturpazioni urbanistiche ed ambientali! Insomma, si vuole la classica "botte piena e la moglie ubriaca". Prendiamo in esame una piazza caratteristica di un centro storico dove una volta al mese arrivano alcune diecine di bancarelle di venditori ambulanti, che offrono la loro merce per 6 ore e poi vanno via. Mettiamoci una serie di orribili allacciamenti alla rete fognaria ed a quella elettrica, aspettiamo che quelle bancarelle vanno via ed avremo uno spettacolo allucinante da "piazza degli orrori" che metterà in fuga sia i turisti che i residenti. L'ordinanza è stata già prorogata più volte, proprio perchè inattuabile ed ora scadrà il 30 marzo 1998. Ma il tempo corre veloce.

"Per non trovarci ancora di fronte al problema all'ultimo minuto - hanno detto gli assessori Bencistà ed Hofman- abbiamo deciso di cominciare a muoverci da subito". Da qui il coinvolgimento della Regione Toscana e dell'ANCI regionale, nonchè della Confesercenti nazionale che ha già chiesto un intervento adeguato al Ministero della Sanità. D'altra parte, ve lo immaginate un banco di vendita con il "gabinetto-presso"? Piuttosto ai Comuni si può chiedere di rinforzare la presenza di gabinetti pubblici nei dintorni delle piazze adibite a mercato. Come, d'altra parte, sarebbe opportuno ricordarsi (da parte del Ministero) che esiste già una legge molto rigida (la legge 327/80 ed il reg. 283/92) e diversi regolamenti comunali che regolano la vendita al pubblico di prodotti alimentari.

Cosa fare?

Delle due una: o si modifica l'ordinanza, magari assegnando, come appare ormai inderogabile, le competenze alle Regioni che potranno tener conto delle caratteristiche peculiari dei singoli mercati, oppure si chiude! Chiudere significa privare gli oltre 8.000 Comuni italiani di appuntamenti storico-culturali, oltre che economici, che servono per vivere ancora la dimensione umana di un'aggregazione temporanea e che per molti centri minori significa "vita" anche se solo per mezza giornata alla settimana o al mese. E non parliamo solo delle piazze di Greve, di Figline, di Bagno a Ripoli, di Arezzo, Pisa, Castelfiorentino, Monteriggioni, giusto per citare alcune località, ma anche di Firenze, con i suoi mercatini rionali, di Roma, Venezia, Napoli. Se qualcuno pensa di "fermare" l'Italia con un'ordinanza, questo qualcuno non ha capito niente della storia, delle relazioni sociali, della capacità di resistenza di tradizioni e culture locali. Non resta che una strada da percorrere, a nostro giudizio, se vogliamo evitare proroghe infinite e prese in giro di noi stessi: chi ha potere faccia capire al firmatario dell'ordinanza (ovvero al ministro della sanità) che essa va modificata in maniera drastica, assegnando le competense alle Regioni (e quindi agli enti locali) perchè questi possano esaminare, caso per caso, la situazione e prendere le dovute precauzioni per garantire il rispetto dell'ambiente, lo svolgimento di mercati, fiere e sagre paesane, e di contemporaneo rispetto delle norme igienico-sanitarie che interessano certamente a tutti. Noi, come giornale, non solo abbiamo capito il problema al quale abbiamo dedicato tutto questo spazio, ma ci impegnamo a tornare sull'argomento tante volte, quante saranno necessarie per arrivare ad una definizione equa della questione.

Elena Carbone

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L'ATTENZIONE

Queste riflessioni sono destinate soltanto alle persone che amano gli animali. Le altre possono farne a meno di leggerle. Sarebbe come dire a un fumatore che la sigaretta fa male, cioè del tutto inutile.

Quando è morto Doxy, il mio stupendo pastore alsaziano, di cui vi offro un'immagine in questa pagina, ho smesso di piangere solo quando mi sono convinto che un giorno, quando Dio vorrà, lo incontrerò in Paradiso. Io sono convinto che il Paradiso sia stata la meta del mio cane, perché San Paolo lo ha detto con chiarezza: il Signore, dopo la morte terrena, accoglierà i suoi figli, uomini ed animali. E a distanza di tre anni dalla sua morte, una morte improvvisa per una malattia che l'ha distrutto in soli tre giorni, non posso dimenticare i suoi dolcissimi occhi, la sua intelligenza, il suo amore per me e per la mia famiglia. Ecco, la vita!

Adesso non potrò più averlo vicino. Con la sua morte si è spezzato il filo della vita, la speranza è fuggita via, è arrivato il tormento. Ma lo avrò dentro di me, per sempre. Guardo ogni tanto la sua fotografia appesa ad una parete della redazione, chiudo gli occhi e mi sembra di sentire la sua ...voce. La notte lo cercho nel buio. Tendo l'orecchio per sentire il suo passo. Gli passo la mano sulla testa, sulla schiena, aspetto che mi lecchi la mano, la ritiro umida di saliva, la pulisco, poi apro gli occhi e lo vedo solo ... in fotografia.

Mi mancano le passeggiate con lui, quelle corse sfrenate che abbiamo fatto insieme, anche se poche, il gusto della vita in comune, del rincorrersi, del gioco, della gioia di sentirsi legati da un sentimento molto profondo. Mi mancano quei rumori tipici del passo notturno che rompe il silenzio. Quel silenzio così raggelante. Addio Doxy, ma perchè dirti addio? Forse è meglio dirti arrivederci. Con la speranza che entrambi abbiamo un'anima che venga raccolta dalla bontà infinita del Signore e che un giorno, quando Dio vorrà, ci potremo rivedere, incontrare, ricominciare...

Francesco

 

Quanti uomini possono dire altrettanto del loro cane?

Quanti uomini capiscono nella profondità del sentimento il rapporto meraviglioso che si instaura con un cane, un gatto, un altro animale? Molti, moltissimi.

Eppure, ci sono alcuni uomini che amano gli animali a giorni alterni. Se li fanno regalare, o li acquistano, o vanno a prender un cane in un canile. Magari verso novembre, prima delle feste natalizie per accontentare la moglie, il figlio, lo sopportano fino all'estate successiva. Poi, improvvisamente, sentono il peso del cane e nella loro vigliaccheria non trovano altra soluzione che abbandonare il povero animale lungo una strada o un'autostrada. Qualcuno, più "pietoso" (si fa per dire!), lo lega al guard-rail, qualche altro, come Giuda, lo accarezza prima di abbandonarlo, magari promettendogli che tornerà presto a riprenderlo! A questi uomini senza scrupolo vogliamo ricordare che i comportamenti vergognosi nei confronti degli animali devono "rispondere" di fronte alla legge divina, ma anche di fronte a quella terrena. Vogliamo ricordare che l'Italia si è dotata di una legge (la 473 del 22 novembre 1993) che prevede sanzioni piuttosto pesanti per chi abbandona un animale. Un monito arriva da Parma, dove il Pretore ha condannato un'insegnante a 2 milioni di multa per aver lasciato chiuso in casa il proprio gatto che è morto di stenti, malgrado i vicini avessero chiamato l'Enpa ed i Vigili del fuoco l'avessero liberato. Ma l'intervento del Pretore di Parma non resterà isolato. Sia la magistratura che gli organi di polizia sono intenzionati a far rispettare le disposizioni di legge. Chi ritiene di non poter portare il cane o il gatto in vacanza, può trovare un'altra soluzione che non sia quella dell'abbandono sulla strada. Va ricordato, oltretutto che un animale abbandonato e che è abituato alla casa, al proprio giardino, diventa un pericolo sia per se stesso che per gli automobilisti che percorrono le strade e possono non accorgersi della presenza di un cane sulla carreggiata. Pensarci non fa male. Facendo appello alla morale, se nell'uomo c'è ancora, altrimenti alla paura di dover pagare alla giustizia, divina e terrena.


 

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