L'ATTENZIONE ![]()
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L'indiano non ha mai cercato la vendetta immediata, ma
ha sempre preferito aspettare, seduto sulla sponda del fiume, che gli passasse
davanti il cadavere del suo nemico. Un pò, come sta facendo Toni
Negri che condannato a 13 anni di carcere per terrorismo si è rifugiato
in Francia, dove ha vissuto serenamente ed ora che l'Italia è diventata
un "cadavere" in tema di rispetto del diritto, è pronto
a tornare in Italia. Non perchè pentito di quello che ha fatto, ma
perchè pronto a riprendere la politica, nel frattempo dal carcere.
L'Italia della sinistra è pronta a "perdonarlo", ma la
gente che ha subito le offese dal terrorismo, che ha pianto i propri morti,
che è rimasta storpia, che ha vissuto nella paura quotidiana, non
può "perdonare". O meglio, potrebbe anche perdonare ma
senza cancellare il passato, quello degli anni bui del terrorismo. Insomma,
che il perdono sia personale non di Stato. Che Toni Negri abbia deciso di
costituirsi e prendere domicilio nel carcere di Rebibbia, è un fatto
positivo per lui. E quando avrà scontata la condanna si vedrà
se avrà acquisito il concetto di Stato oppure se continuerà
ad esserne un nemico. Se poi si vogliono chiudere i conti con le Brigate
Rosse, che hanno seminato lutti e terrore, allora facciamolo anche per tutte
le altre forme di terrorismo che hanno insanguinato l'Italia degli anni
'70. Ed a maggior ragione chiudiamo tangentopoli, che non si è macchiata
di sangue per scelta dei tangentisti, ma che i morti che si sono contati
(Cagliari, Gardini, etc.) sono da addebitare più all'azione della
magistratura che dei vari Craxi, Forlani, etc. Se così deve essere,
si potrebbe fare un indulto generalizzato, che servisse a ripulire tutte
le coscienze ed a partire da zero, facendo una sorta di rivoluzione copernicana.
E nell'indulto, però, non si dotrebbero fare entrare i ladri di galline,
i piccoli delinquenti, gli assassini comuni; tutti personaggi che non hanno
fatto la "storia", quindi non meritevoli. Si potrebbe fare una
lista di proscrizione alla rovescia: invece di elencare quelli da punire,
elencare quelli da premiare con il "perdono". E nel frattempo,
si potrebbe stabilire una data da cui far decorrere l'indulto, come capita
con i condoni tributari, cosicchè si autorizzano coloro che ne hanno
voglia di dare sfogo alle proprie efferatezze entro il termine stabilito.
Poi, tutti nel paradiso terrestre, nel nuovo Eden che sarà l'Italia.
Diamo anche a Loredana Vezzaro la garanzia che potrà tornare a vivere
come prima di partecipare al lancio di sassi da cavalcavia. La Vezzaro,
poverina, si è pentita! E chiede, adesso che è tornata libera,
di poter vivere in tutta serenità. Quella stessa serenità
di cui possono godere i familiari di Maria Luisa Berdini, uccisa proprio
da un sasso? E magari, perchè no, anche Maria Luisa potrebbe tornare
a vivere! Avrebbe pieno diritto di vivere serena come la Vezzaro.
Francesco Canosa
L'ATTENZIONE ![]()
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Il 30 giugno scorso avrebbe dovuto chiudere i battenti il macello situato all'interno dei mercati generali, gestiti dalla Mercafir spa, a maggioranza comunale. Ma ciò non è avvenuto per una serie di circostanze che spiegheremo qui appresso. Come tutti sappiamo il DL 286/94, che recepisce una precisa direttiva comunitaria. stabiliva che occorreva regolarizzare tutti i mattatoi alle nuove norme di carattere sanitario. In ottemperanza alle dispizionidi legge la Mercafir aveva provveduto a far elaborare un progetto di interventi che prevedeva una spesa attorno a 1.600 milioni, alla quale avrebbe dovuto provvedere il Comune di Firenze. Alla vigilia della scadenza dei termini il presidente della Mercafir spa, Giancarlo Brundi, ha ritenuto opportuno inviare una comunicazione scritta all'azionista di maggioranza, ricordando la scadenza del 30 giugno. Nel frattempo, il Senato ha approvato la proroga dei termini al 31 dicembre ed ora il provvedimento è all'esame della Camera che dovrebbe approvarlo rapidamente. Vista la proroga, l'assessore comunale all'economia, Lorenzo Becattini, ha convocato le parti presso il suo ufficio per trovare una soluzione adeguata al problema. Cosicchè l'Usl-servizio veterinario ha promesso di verificare se possono essere adottate soluzioni tecniche menoonerose (che potrebbero essere meno drastiche) e che, quindi, potrebbero consentire al Comune di procedere ai lavori. E nel frattempo si dovrà pronunciare anche la Usl-medicina del lavoro, in merito alle prescrizioni contenute nel DL 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ma sul mattatoio pesa una vecchia decisione della Mercafir, che aveva fissato la chiusura al 30 giugno se non fosse intervenuta una proroga ed al 31 luglio se, pur essendo intervenuta la proroga, non si fossero fatti i lavori necessari per rispettare tutte le norme di legge. Non solo, infatti, il DL 286/94 ma anche il DL 626. Ma c'è da dire un'altra cosa: siccome il controllo definitivo sui lavori non spetterà all'Usl che oggi indica come fare, che cosa succederà se il controllore definitivo non dovesse essere d'accordo con le prescrizioni fissate? Interrogativo molto problematico al quale qualcuno dovrebbe dare una risposta, visto che siamo, come si dice, in uno Stato dove vigono il diritto e la garanzia. Oppure il Comune dovrà pagare ad occhi chiusi la spesa di ristrutturazione del mattatoio, salvo poi a ricominciare daccapo?
Elena Carbone
Il Consiglio provinciale
di Firenze ha approvato, all'unanimità, su proposta delle consigliere
Mirna Migliorini e Alessandra Maggi, del Pds, un ordine del giorno sulla
violenza sessuale sui minori, con il quale si chiedeva al Parlamento di
approvare con urgenza la legge contro gli abusi sui minori e al Ministro
per gli Affari Sociali di "coordinare azioni comuni in tutte le Autonomie
locali, in particolar modo nelle realtà italiane più pesantemente
coinvolte in queste situazioni, affinchè si operi nei confronti degli
operatori turistici con una campagna di sensibilizzazione atta a far emergere
e a delimitare fortemente il fenomeno, per meglio combatterlo".
Il Consiglio ha poi invitato la Giunta a promuovere, in autunno, insieme all'Istituto degli Innocenti e agli Enti locali della Provincia, un convegno nazionale sul "tema dell'infanzia violata per rilanciare una grande campagna di tutela e di generale responsabilità della società verso i minori". Nell'illustrare il documento, Mirna Migliorini ha fatto riferimento agli agghiaccianti episodi di violenza di Torre Annunziata, dove ancora una volta vittime della violenza degli adulti sono stati dei bambini. Per Alberto Di cintio, del gruppo Verdi, "non esiste a Firenze un'istituzione specifica che si occupi dei bambini, costretti all'accattonaggio, a furti o a violenze sessuali. Ci troviamo spesso impotenti, anche se siamo disponibili alla solidarietà". Gloria Campi, dei Comunisti Unitari, ha parlato di diritti negati e violati per tutti i bambini vittime di violenza.
Per Alessandra Maggi, del Pds, il fenomeno
della violenza sui minori non riguarda solo alcune zone del nostro Paese,
ma "anche un territorio civile come il nostro". Sono stati segnalati
-ha detto la Maggi - dall'Associazione Artemisia - Centro donne contro la
violenza "Catia Franci", nell'arco di poco più di due anni
(dal febbraio 1995 al maggio 1997) ben 178 casi di violenza e abuso sessuale
sui minori. Ha concluso il dibattito l'assessore provinciale alle Politiche
Sociali Vittorio Lampronti.
(n.c.)


L'indirizzo assunto dalle Istituzioni (Regione Toscana, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze) interessate al processo di riorganizzazione del Polo fieristico e congressuale fiorentino, i cui contenuti sono illustrati in un documento politico-programmatico è rivolto:
*- al potenziamento della attività fieristica e congressuale, in considerazione del valore economico, promozionale e di servizio alle attività produttive e turistiche dell'area fiorentina e della Regione. Tale obiettivo è perseguibile attraverso un più favorevole posizionamento dell'offerta fieristica e congressuale in ambito nazionale e internazionale;
*- alla razionalizzazione degli aspetti gestionali e degli assetti societari che attualmente insistono sul polo, che vedono oggi tre diverse Società tutte compartecipate in varia proporzione dalle stesse Istituzioni, pure con l'apporto minoritario di azionisti privati;
*- alla migliore e più efficace operatività ed economicità dell'azione e dell'investimento effettuato dagli Enti pubblici e ad un ulteriore coinvolgimento di soggetti te i, in forme appropriate;
* - alla valorizzazione dell'area e degli impianti vocati alla attività fieristica e congressuale, anche attraverso il recupero e il mantenimento del patrimonio immobiliare, oltre al progetto di riorganizzazione funzionale degli ulteriori spazi asservibili alla attività di un "polo degli scambi", il tutto in funzione del conseguimento degli obiettivi indicati ai punti precedenti.
Le tendenze di fondo del mercato internazionale portano nella direzione di poli fieristici nei quali sia possibile un uso modulare degli spazi, funzionali dal punto di vista dell'accessibilità interna ed esterna di persone, merci e informazioni richiedono inoltre strutture limitrofe per l'attivazione di servizi collaterali (commerciali, congressuali, promozionali). Si affermano i criteri della specializzazione e dello scambio di informazioni della "messa in scena" dei prodotti e del loro continuo aggiornamento.
Le ipotesi prese in esame, e sulle quali si dovrà discutere, sono le seguenti:
1)-creazione di una struttura societaria ex-novo risultante da un processo di fusione delle attuali due società di gestione (Sogese spa e Centro internazionale Con-gressi spa) e del confluire nella stessa dell'attività derivante dallo "scorporo" della gestione Palaffari;
2)-creazione di un'unica struttura ex-novo mediante la fusione delle tre esistenti;
3)-fusione delle tre società esistenti con successivo conferimento da parte della Regione Toscana delle'immobile Villa Vittoria.
Non c'è dubbio, che la soluzione finale sarà
quella che garantirà il controllo della maggioranza da parte di Regione
e Comune di Firenze, lasciando alla Camera di Commercio e ad altri la minoranza
del pacchetto azionario. Secondo quanto riferito da Lorenzo Becattini, assessore
allo sviluppo economico del Comune di Firenze "il progetto di unificazione
delle attuali società di gestione tende alla ricerca di economie
gestionali, alla razionalizzazione dell'impiego degli spazi, al potenziamento
dei servizi e, in particolare, al rilancio di funzioni di servizio al sistema
economico fiorentino e regionale". L'organizzazione generale deve rispondere
ad esigenze di funzionalità, evitando duplicazioni di ruolo e la
molteplicità degli interlocutori su azioni simili e ad esigenze di
efficacia, assicurando il maggior risultato.
In termini di funzionalità delle esigenze di promozione e commercializzazione del polo espositivo e dei potenziali servizi é necessario distinguere fra:
*-la promozione dell'immagine del polo fieristico e congressuale dell'area fiorentina,
* l'attività di relazione con l'ambiente istituzionale, sociale ed economico, finalizzata alla realizzazione di progetti di valorizzazione e delle strutture fieristiche e congressuali;
*- l'attività di animazione economica diretta alla generazione di eventi fìeristici;
*- l'azione di promozione e marketing del settore congressuale e l'azione di coordinamento tra i diversi soggetti interessati al settore in termini operativi;
*- la politica di alleanze e di network in ambito internazionale e al promozione della commercializzazione dei servizi del polo, con finalità di aumentarne gli indici di utilizzazione e la redditività delle strutture e degli impianti;
*- la funzione interna di marketing rivolta alla competitività dell'offerta di spazi e servizi;
*- la funzione di marketing delle singole manifestazioni fieristiche.
Le funzioni di marketing e di coordinamento operativo per
il settore congressuale sono oggi assolte dal Firenze Convention Bureau.
Tali funzioni - secondo il documento - è opportuno che siano mantenute
presso questa struttura, da un, lato per assicurare la continuità
di un soggetto di necessaria e recente costituzione, dall'altro per favorire
il processo di specializzazione negli aspetti propri dell'attività
congressuale e di aggregazione della categorie economiche coinvolte operativamente
nel segmento congressuale stesso. Tale figura realizza peraltro un fattore
di omologazione e di riconoscibilità anche a livello nazionale e
internazionale, laddove tali funzioni sono svolte proprio dai rispettivi
Convention Bureau. Del Firenze Convention Bureau fanno parte, già
da adesso, le società espressione delle strutture "ricettive"
fieristica e congressuale (quindi anche Sogese, Centro Congressi, Palaffari.
Le relative quote di partecipazione saranno trasferite alla costituenda
società di gestione. La missione del Convention Bureau potrà,
pertanto, specializzarsi nelle funzioni di marketing e di coordinamento
congressuale ed anche di assistere i soggetti organizzatori di manifestazioni
fieristiche negli aspetti di coordinamento logistico e ricettivo.
Investimenti per 40 miliardi per impianti sportivi in Toscana
E' questa la quota di finanziamenti che potranno essere attivati nel 1997 grazie ad un fondo regionale che permetterà di abbattere il tasso di interesse sui mutui da contrarre in convenzione con l'Istituto per il credito sportivo ed il Coni. Il fondo di un miliardo e mezzo contribuirà a realizzare interventi su 122 impianti sportivi di tutta la Toscana inclusi nel piano di riparto per l'impiantistica sportiva approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore allo sporto Paolo Giannarelli e che sarà prossimamente sottoposto all'esame del Consiglio regionale. Gli enti pubblici beneficiari del contributo regionale potranno contrarre mutui a tassi variabili dal 2,5 al 4,5%, per costruire o ristrutturare impianti sportivi di vario tipo e dunque campi da calcio e da tennis, palestre e piscine, piste di atletica e di pattinaggio.
I finanziamenti attivati dal fondo regionale per la costruzione o la ristrutturazione di impianti sportivi ammontano a 33 miliardi e 737 milioni, mentre altri 6 miliardi e 147 milioni verranno spesi per l'abbattimento delle barriere architettoniche (in quest'ultimo caso il tasso di riferimento sarà del 3,5%). Per la determinazione della graduatoria regionale è stato utilizzato il cosiddetto indice di carenza, derivante dal rapporto tra la dotazione degli impianti in una determinata area ed il numero dei partecipanti; inoltre è stata ovviamente verificata la congruenza delle domande rispetto ai requisiti richiesti con l'annuale programma regionale per lo sport. Le domande e i relativi finanziamenti che saranno attribuiti riguardano tutta la regione con punte massime di finanziamenti per la provincia di Firenze e minime per Livorno e Grosseto, aree dalle quali sono giunte un minor numero di richieste.