L'ATTENZIONE

Editoriale

L'Italia del malessere

In che Paese viviamo? Se sentite Romano Prodi siete portati a credere che "tutto va ben Madama la Marchesa". Se vedete le immagini (televisive e non) delle strade (ingorgate), delle spiagge (ingorgate), dei bar (ingorgati), dei ristoranti (ingorgati), vi rendete conto che questo è un Paese ricco, anzi opulento. E i disoccupati? voi direte. E dove sono? Disoccupati sono soprattutto coloro che non vogliono lavorare. Avete un'attività? Provate a chiedere una collaborazione ai giovani disoccupati. Vi fanno il terzo grado sullo stipendio, sulla qualità del lavoro, sulle ferie, sulla progressione di carriera, sulla certezza del posto ... poi vi salutano e se ne vanno!

Ma il tema non è questo. Questo è "benessere", anche se nasconde in sè i germi del "malessere". Ecco, il "malessere". Ma che cos'è? Impossibile dare una risposta concreta ed esauriente. Intanto abbiamo una data (1992) ed un sistema (quello politico). Tangentopoli, grazie alla spallata della magistratura, ha spazzato la DC (solo in via temporanea) ed il PSI (a quanto pare in via definitiva). Poi sull'altare del "malessere" è salita la Guardia di Finanza, con i suoi uomini corrotti; quindi la magistratura, con altri corrotti. La lista si allunga: poliziotti arrestati per malaffari, carabinieri, ed ora soldati sotto inchiesta per violenze ai somali. Ma il "malessere" non è solo quello che avvertiamo noi nei confronti dei suddetti, è anche, se non di più, quello che i suddetti avvertono nei nostri confronti.

Forze dell'ordine che si lamentano degli "atteggiamenti economici" del Governo nei loro confronti, soldati che servono la Patria e vengono indicati al ludibrio pubblico perchè qualcuno ha sbagliato e qualche altro li accusa ingiustamente. E si chiede per questo lo scioglimento della Folgore. Ma che senso ha? Vogliamo abolire la Folgore o anche i militari? E allora perchè non abolire il Parlamento quando sbaglia? Perchè non abolire la magistratura quando sbaglia? Perchè non abolire la scuola che, tutti dicono, "non insegna"? E dov'erano i giustizieri di oggi contro i nostri militari (alcuni dei quali sono stati uccisi nelle cosiddette missioni di pace in paesi in guerra, come la Somalia dove le bande hanno fatto peggio di quello che fanno oggi altre bande in Albania!) quando Epoca (correva il 1993) pubblicava foto-scandalo su presunte violenze in Somalia?

E quell'ex-parà che ha preso milioni da Panorama per dare foto e notizie, ha avuto un avviso di garanzia per aver occultato quelle prove di reato alla magistratura per ben quattro anni e per non averle consegnate ad un magistrato? Tutti invocano la giustizia per gli altri, ma quanti la invocano per se stessi? Quante volte sbagliamo e paghiamo in maniera singola, Perchè il reato penale è commesso dalla persona. Oppure vogliamo abolire anche noi, tutto il genere umano? Noi ci sentiamo vittime del "malessere" diffuso e generalizzato. Non abbiamo ricette per gli altri, l'abbiamo per noi. Malgrado le ingiustizie, gli abusi, le prevaricazioni, continuiamo a mantenere la nostra onestà. E siccome sono molti quelli che la pensano come noi, osiamo sperare in un futuro migliore.

E' anche questo un peccato?

Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Accordo-scandalo in USA con le multinazionali del tabacco.
"Licenza di uccidere"con la nicotina.
Sarà il mondo a pagare i 620mila miliardi del fondo

E bravo Bill Clinton dalle tante facce! Partecipa al G-7 in pompa magna, accetta e suggerisce strategie mondiali per l'economia, la salute, il lavoro, la pace, poi si dimentica di tutto questo e si appresta a firmare con le multinazionali del tabacco l'accordo più egoistico e scandaloso che abbiamo mai conosciuto. Ci riferiamo alla possibilità per le multinazionali di uscire indenni da tutte i procedimenti giudiziari in sui sono coinvolte negli USA ed essere affrancate per il futuro, aggiungendo così alla produzione di sigarette anche la "libertà di uccidere". L'accordo-beffa per tutto il mondo (eccetto gli USA, dove plaudono) è il seguente: le multinazionali non saranno più chiamate a rispondere dei danni provocati alla salute degli americani dall'uso delle sigarette; si sono impegnate a formare, entro 25 anni, un fondo di 300 miliardi di dollari per ripagare (ammesso che ciò sia possibile) i danni alla salute.

E siccome lo Stato americano sa che la gente, comunque, continuerà a fumare, con un autolesionismo che non ha uguali per nessun altro consumo, tanto da procurare 400.000 morti all'anno negli USA ed oltre un milione in tutto il mondo, saranno raddoppiate le tasse sulle sigarette, destinando quel super-introito fiscale a pagare l'assistenza ai bambini vittime innocenti del vizio degli adulti (a cominciare dai genitori) perchè subiscono il fumo passivo che, ormai è risaputo, uccide ugualmente. Per le multinazionali non c'è alcun problema di carattere economico. Anche se all'intelligenza medio-bassa può apparire una cifra da capogiro quella del fondo (oltre 600mila miliardi di lire), lo è solo in apparenza. Infatti, le multinazionali hanno già sviluppato una strategia di penetrazione in Africa ed in Cina, dove ipotizzano di fare profitti del 45% in più entro il 2.007 (due anni prima che la nicotina venga messa al bando negli USA). Da qui la nostra considerazione che ci troviamo non come hanno scritto molti giornali di fronte ad un accordo storico (lo sarà per gli USA) ma ad un accordo scandalo per il resto del mondo.

Cosa fare?

Basterebbe copiare quello che ha fatto Bill Clinton visto che lui ha preferito fare tutto da solo nella lotta al fumo. E già un immediato segnale viene dalla Gran Bretagnam un paese sicuramente civile. I medici hanno invitato il servizio sanitario nazionale a fare causa ai produttori di sigarette per chiedere il pagamento delle spese sanitarie legate alle malattie da fumo.

E l'Italia?

Fino a qualche anno addietro in Italia c'era un servizio capillare di "induzione al fumo" una vera e propria organizzazione fatta di tante avvenenti ragazze che offrivano sigarette nei saloni di moda, nelle feste, nei circuiti automobilistici. Con mossettine, spesso puttanesche, regalavano una o più sigarette ai malcapitati per avviarli, se non lo erano già, sulla strada del tabacco. Stante la minaccia del signor Ecclestone, il patron della formula 1, che incassa 145 miliardi all'anno, l'Italia se introducesse il divieto di pubblicità alle sigarette perderebbe almeno uno dei due Gran Premi. E già a Monza si piange. Meglio il Gran Premio ed i morti da fumo!


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L'ATTENZIONE


Incontro nella Sala del Gonfalone al Consiglio regionale per lanciare un'iniziativa popolare per una Assemblea costituente europea. Organizzata dall'Aiccre - Federazione Toscana - la riunione fiorentina è stata coordinata da Angelo Passaleva (Presidente dell'Aiccre e del Consiglio regionale), Zoli (membro Aiccre) e Patrizia Dini (segretario Aiccre). Adesso il testo sarà messo a disposizione dei cittadini per la firma di adesione e poi sarà inviato ai presidenti del Senato Nicola Mancino e della Camera Luciano Violante. Chi ritiene (pensiamo tutti!) di voler firmare l'iniziativa, ne proponiamo il testo integrale.

I sottoscritti cittadini chiedono che il Parlamento italiano approvi il seguente ordine del giorno:

considerato

-che la Conferenza intergovernativa, il cui compito avrebbe dovuto essere quello di realizzare un'Unione europea democratica, capace di agire e più vicina al cittadini, si sta avviando alla conclusione senza aver risolto nessuno dei problemi fondamentali per cui era stata convocata, aggravando così ulteriormente la frattura tra opinione pubblica ed istituzioni europee;

-che il metodo intergovernativo, che impone decisioni all'unanimità ed esclude il popolo europeo dal processo costituente, rende impossibile costruire un' Europa democratica e più vicina ai cittadini;

nella convinzione

-che il trasferimento delle sovranità monetarie nazionali alla Banca centrale europea, previsto per il 1° gennaio 1999, debba essere accompagnato dall'istituzione di un governo democratico dell'Unione, con poteri sufficienti per affrontare i maggiori problemi economici, come la lotta alla disoccupazione e lo sviluppo dell'economia eu-ropea;

-che gli attuali problemi di politica estera dell'Unione -quali l'allargamento, i nuovi rapporti con gli Stati Uniti, con la Russia, i paesi del Mediterraneo, quelli emergenti ed il ruolo che l'Unione vorrà assumere nella riforma dell'ONU - non possano essere affrontati efficacemente senza un governo democratico europeo e senza un sistema europeo di difesa;

ricorda

-che nella fase di fondazione della Comunità, il governo italiano, grazie all'iniziativa di De Gasperi, è riuscito a far affidare (10 settembre 1952) dai Ministri degli Esteri dell'Europa dei Sei alla Assemblea allargata della CECA (poi denominatasi Assemblea ad hoc) il mandato di redigere un progetto di costituzione per la Comunità politica europea;

-che il popolo italiano, il 18 giugno 1989, con una maggioranza dell'88% si è già pronunciato per l'attribuzione di un mandato costituente al Parlamento europeo;

impegna il governo

-a proseguire senza esitazioni l'azione per consentire all'Italia di far parte del nucleo iniziale di paesi che darai vita alla moneta europea il 1° gennaio 1999;

-a sostenere presso gli altri governi dell'Unione - nella Conferenza intergovernativa ed in qualsiasi altra sede in cui sia in discussione il futuro dell'Unione - la necessità di appellarsi alla sovranità popolare per costruire un'Europa democratica, affidando ad una Assemblea costituente europea il mandato per la redazione di un nuovo Trattato-Costituzione da sottoporre successivamente alle ratifiche nazionali."

(n.c.)

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L'ATTENZIONE

Il 3 maggio 1997 è stata celebrata la settima "giornata internazionale della libertà di stampa". In quell'occasione sono stati diffusi dati allarmanti: in 10 anni sono stati uccisi più di 600 giornalisti nell'esercizio delle proprie funzioni (vogliamo ricordare qui, per inciso, una per tutti Ilaria Alpi) e che appare del tutto proibitivo "lavorare" nel settore della stampa come appare dall'analisi fatta dall'organizzazione "Reporters sans frontières", nata in Francia dodici anni addietro, in 185 Paesi aderenti alle Nazioni Unite.

L'organizzazione è venuta anche a Firenze a portare il proprio contributo (con Daniel Junqua) all'iniziativa promossa dall'Associazione "Informazione senza frontiere" (di cui fanno partre Acli, Arci, Fnsi, Associazione Stampa e Gruppo di Fiesole) insieme alla Regione Toscana per la costituzione in Italia di un "osservatorio" internazionale con l'obbiettivo di assicurare, a partire dall'area del Mediterraneo, un monitoraggio costante su tutti i casi di violazione del diritto all'informazione. Compito difficilissimo in alcuni Paesi, dei quali basta ricordare l'Algeria (dove il sangue dei giornalisti scorre ormai da lungo tempo), l'Iraq (dove Saddam Hussein continua a spadroneggiare), l'Iran, la Turchia. Ricordare le vittime del giornalismo, non solo a parole, ma anche per immagini, come ha fatto Raymond Depardon col suo "100 photos pour defendre la liberté de la presse" (da cui traiamo una foto che pubblichiamo in questa pagina) un volume che costa 20.000 lire ed il cui ricavato è destinato ad aiutare i giornalisti prigionieri, è stata una sensazione molto forte.

Le parole di Pino Rea (presidente toscano dell'Associazione Stampa), di Daniel Junqua (membro del comitato esecutivo di "Reporters sans frontières"), Vannino Chiti (presidente della Regione Toscana), Marialina Marcucci (vice-presidente della Regione Toscana), e poi Marina Cosi, l'on. Giulietti, Tom Benettolo, il gruppo di Fiesole, ci hanno fatto capire ancora meglio di quanto sapevamo il dramma dei popoli oppressi e la necessità di far emergere la libertà, senza della quale non c'è libertà di stampa. Tra le altre cose, il lavoro dell'Osservatorio porterà alla pubblicazione, ogni anno, di un rapporto su un Paese che il Comitato scientifico sceglierà di volta in volta. Il rapporto 1998 - come ha indicato la vice-presidente della Regione Toscana Marialina Marcucci - sarà presentato il 3 maggio del prossimo anno a Firenze, in occasione dell'ottava giornata internazionale della libertà di informazione.

Con l'augurio che per quella data sia stata definita, in positiva, la sorte di 83 giornalisti trattenuti nelle prigioni di diversi Paesi: in Algeria (1), Birmania (6), Camerun (1), Cina (12), Etiopia (7), Indonesia (3), Iran (1), Libia (1), Nigeria (6), Rep. Centraf. (1), Ruanda (1), Siria (7), Togo (1), Turchia (3), Venezuela (1), Vietnam (1), dei quali viene chiesta la liberazione immediata senza condizioni; e poi di giornalisti detenuti in Burundi (1), Etiopia (4), India (1), Kuwait (5), Peru (3), Ruanda (3), Sudan (2), Tunisia (2), Turchia (5), dei quali viene chiesto un processo giusto. Volete sapere, ad esempio, perchè in Etiopia si può arrestare un giornalista? Basta leggere che cosa ha detto lo scorso febbraio Meles Zenawl, primo ministro etiope: "La caratteristica intrinseca dei giornalisti è quella di riferire ciò che non hanno visto nè inteso. Farli partecipare alle conferenze stampa è dunque inutile". Forse Meles Zenawl preferirebbe fare la conferenza stampa, non alla stampa, ma ai suoi dipendenti! Un pensiero che di recente è affiorato anche in ualche noto politico italino.

Marilena Milani

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L'ATTENZIONE

 
La statua di Anna Maria Luisa dei Medici alle Cappelle Medicee "coperta" da biciclette legate all'inferriata da poco civili cittadini 

Dove finiscono le biciclette vecchie? E qual è la sorte di quelle portate in depositeria dai Vigili Urbani?
Sono domande a cui di solito nessuno pensa, ma sulle cui risposte può essere curioso soffermarsi, almeno per una volta.

A Prato si ri-cicla

Cominciamo da quanto succede in quel di Prato, o almeno dovrebbe succedere da qui in avanti, se un'iniziativa "Ricicla la bici - La bici ti ricicla", recentemente lanciata dall'Azienda Speciale Municipalizzata per l'Igiene Urbana (Asmiu) in collaborazione con Assessorato all'ambiente del Comune di Prato, Circoscrizione Prato Sud e Cooperativa Logos, avrà successo. Ebbene, se i cittadini risponderanno favorevolmente all'iniziativa, le vecchie biciclette arrugginite, normalmente destinate a restare inutilizzate in soffitta o in garage, verranno completamente risistemate di tutto punto e, poi, messe a disposizione dei visitatori del parco delle cascine di Tavola, a due passi da Prato. A realizzare il "riuso delle biciclette", vera e propria parola d'ordine del progetto "Ricicla la bici - La bici ti ricicla", ci penseranno Asmiu e Cooperativa Logos. Il personale della prima provvederà direttamente al ritiro dei mezzi e alla loro consegna alla Cooperativa; i volontari di quest'ultima si preoccuperanno quindi della loro riparazione e "rimessa a nuovo". Le biciclette, così "riciclate", per usare le espressioni accattivanti e un po' giocose degli organizzatori, potranno essere "riusate" da chi si reca a visitare il parco di Tavola: basterà lasciare un documento all'entrata e versare 1000 lire di contributo, come indennità per le eventuali forature, e poi "via nel verde sulla 'ribici'!".

(Per informazioni più precise, contattare l'Asmiu allo 0574-4971.)

A Firenze si pensa al Meyer

Ma cosa succede a Firenze, in particolare alle biciclette rimosse e portate al deposito dei Vigili? A chiedercelo è il lettore Sauro Rosciarelli, il quale giustamente osserva che "visto che spesso non è conveniente ritirarle poiché, tra la possibile multa e il pagamento del deposito, si supera di molto il costo di una buona bicicletta, il deposito si riempie di biciclette: rottami ma anche e sempre di più bici in ottimo stato". Abbiamo sentito in proposito l'Assessorato alla mobilità. Qui, ci hanno detto, è stata realizzata qualche tempo fa una iniziativa diretta ad impedire la rotamazione di biciclette, che ha visto la consegna dei mezzi ad un Comitato cittadino. Questo Comitato le ha rimesse a nuovo e vendute all'asta, destinando il ricavato ai bambini dell'ospedale Meyer.

Piste ciclabili

Intanto arrivano due buone notizie:

1)-a giorni partirà la manutenzione straordinaria delle piste ciclabili presenti a Firenze;

2)-entro l'estate sarà avviata la costruzione della grande direttrice ciclabile tra l'ospedale di Careggi ed il viale Belfiore.

Si tratta di una pista molto interessante che potrebbe favorire le visite ai malati ricoverati a Careggi ed al CTO ed una diminuzione delle autovetture.

L.S.

 

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