L'ATTENZIONE ![]()
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Quando Bettino Craxi invitò ad andare a mare invece di recarsi alle urne, ci fu una sorta di sollevazione generale contro il leader del Psi perchè aveva osato attestare il "non-significato" del voto. Anche noi ci schierammo contro questa indicazione, convinti come siamo che il cittadino di un Paese che si dichiara democratico non ha solo il diritto di votare, ma anche il dovere. Perchè avevamo a mente le lotte per la conquista del voto da parte di quelli che erano stati considerati fino a quel momento sudditi e più tardi da parte delle donne, escluse per principio dalla partecipazione alla vita democratica. La stessa Costituzione (che non ci risulta sia stata abolita) detta questo articolo:
Art. 48. Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne,
che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto.
Il suo esercizio è dovere civico.
Il diritto di voto non può essere limitato
se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile
o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
Allora, cosa fare? Non esiste una scelta. La strada da
percorrere è sempre e solo una: quella che reca alle urne, per esprimere
il proprio voto, in piena libertà. L'esercizio di questo dovere,
che è elementare nel gesto, ma altamente complesso nella sua determinazione,
avrà lo scopo di raggiungere tanti obbiettivi: al primo posto, sicuramente,
il rispetto della Costituzione; quindi il rispetto verso noi stessi e, sopratutto,
verso i nostri avi che hanno lottato e perso la vita per ottenere il diritto
di voto; e poi verso la Corte Costituzionale che ha deciso, nel rispetto
delle norme che regolano la vita democratica del Paese, di ammettere i referendum
alla consultazione popolare. Chi non vota si assume, quindi, una pesante
responsabilità morale che non può essere "addolcita"
neppure dal fatto che molte decisioni referendarie poi finiscono per essere
disattese dal Parlamento. Ma questo è un altro discorso, sul quale
si deve meditare quando si va a votare proprio per l'elezione del Parlamento.
Esempi di referendum votati dai cittadini e disattesi ce ne sono parecchi,
basta riflettere un attimo e non mettere il passato tra le cose vecchie
da buttare. Un comportamento più serio dei nostri parlamentari non
guasterebbe. E potrebbero dimostrarlo già in queste ore che si discute
di riforme in Bicamerale, prima mantenendo gli impegni assunti poi cercando
accordi nuovi per proseguire sulla strada intrapresa. Ed il federalismo
è un punto di svolta al quale i cittadini guardano con sempre più
attenzione.
Francesco Canosa
L'ATTENZIONE ![]()
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Era visibilmente soddisfatto alla fine dei lavori, Riccardo Conti, Presidente
dell'URPT, per i risultati conseguiti. Non solo perchè la quasi totalità
dei presenti ha visto in maniera positiva il documento (v. box nella pagina
5) che è stato subito inviato alla Bicamerale come contributo costruttivo
della Toscana nei lavori di riforma, ma anche per l'adesione convinta che
è venuta dalla Regione (con il suo presidente Vannino Chiti) e dai
Comuni (con il presidente dell'ANCI toscana Marcello Bucci). D'altra parte,
nell'aprire l'assemblea dei lavori dei Consigli Provinciali della Toscana,
Conti aveva sostenuto che la collocazione delle Province, nella visione
di un nuovo Stato federale, dovrà essere attiva e propositiva. "Un
rinnovato ruolo delle Province in sinergia con i Comuni e la Regione - aveva
detto Conti - che abbia un reale ruolo di programmazione. Qui in Toscana
- aveva continuato - siamo portatori di un'esperienza molto avanzata più
che altrove". Giusta, dunque, la soddisfazione finale di Conti che
pensa ad un ente locale nuovo, capace di scrollarsi da dosso un'immagine
polverosa della Provincia. Un dibattito ricco, condotto con fermezza da
Eugenio Scalise, presidente del Consiglio provinciale di Firenze. Per Armando
Risaliti, assessore provinciale di Prato, che ha parlato a nome dei Popolari
della Toscana, si stenta a dare un riconoscimento alla Provincia. Secondo
Risaliti, la Regione Toscana deve cedere le competenze amministrative, dimostrando
una reale volontà di decentramento, sciogliendo le varie Agenzie
regionali che mortificano il ruolo
delle Province. "Si assiste ad una ministerializzazione dei dipartimenti
della Regione - ha concluso l'esponente del PPI pratese - che creano conflitti
tra Enti locali." Per Giovanni Pallanti, che ha preso la parola a nome
del CDU Toscano, "non vi è un corretto rapporto fra governo
locale ed opposizione". Nel rispetto della Costituzione bisogna ridefinire
i ruoli di Comuni, Province e Regione, che dovranno rimanere enti elettivi,
e comunque profondamente contrari al Senato delle Autonomie locali. Per
Starnini, Presidente della Provincia di Siena, un "moderno ente intermedio
è indispensabile, se vogliamo governare ed amministrare una società
complessa come quella toscana". Perciò è necessario un
modello del tutto nuovo. A questo fine non si "governa l'Italia se
non si rafforzano le Regioni e se non si crea un coordinamento fra gli oltre
8.000 comuni. Occorre una politica di programmazione che pianifichi i trasporti,
l'ambiente, il territorio, un nuovo modello di concertazione istituzionale
che si occupi delle scuole superiori, della formazione professionale, degli
uffici decentrati dello Stato. Tutto ciò - per Starnini - deve avvenire
"non nell'indifferenza dei Comuni ma con la concertazione fra Comuni,
Province e Regione". Per Paola Pellegrini, consigliere provinciale
di Livorno, che ha parlato a nome di Rifondazione Comunista, la proposta
D'Onofrio "rappresenta un pericolo per la democrazia e per l'unità
del Paese". Fra la gente - ha continuato Pellegrini - c'è una
preoccupazione diffusa per la creazione di 20 staterelli che rappresentano
popoli ineguali. C'è bisogno - ha concluso Pellegrini - di correggere
sia il semipresidenzialismo che la bozza D'Onofrio, perchè entrambi
i progetti tradiscono lo spirito democratico del Paese.
Per Tagliasacchi, neoeletto presidente della provincia di Lucca, che
ha parlato a nome del PDS, "bisogna ritrovare lo spirito costituente,
perchè la crisi dello Stato non ce la inventiamo noi, come non ci
in-ventiamo la Lega e i pericoli di secessione". Bisogna costruire
uno Stato credibile che si basi sul consenso dei cittadini. Sfida quindi
sul terreno dell'efficacia e dell'efficienza dei servizi, sfida sul
superamento di uno Stato burocratico. Quindi
è intervenuto Marcello Bucci, Presidente dell'Anci della Toscana,
che ha sostenuto che "nella bozza D'Onofrio vi è un forte impianto
regionalista, poche sono le garanzie nei confronti dei Comuni e delle Province".
Ed ha aggiunto che "le competenze fondamentali di Comuni e Province
devono essere sancite da leggi nazionali". Non sono possibili incomprensioni
fra Comuni e Province. In Toscana - ha concluso Bucci - abbiamo lavorato
per una nuova articolazione dell'assetto istituzionale e continuiamo a lavorare
su questo terreno. Per Alessandro Corsinovi, consigliere provinciale di
Firenze, che ha parlato a nome del CCD Toscano, "bisogna far crescere
nei Consigli e nelle Commissioni degli Enti locali gli spazi di democrazia"
soprattutto nei confronti delle opposizioni. Le Province dovranno avere
poteri veri in materia di smaltimento dei rifiuti, ambiente, dei beni culturali,
trasporti. Dovranno avere competenze nei servizi sanitari, oltre che sociali,
ed estendere le stesse competenze alla scuola, intesa come didattica e non
solo come impegno per la manutenzione delle stesse. Per Fabio Filippini,
consigliere provinciale di Firenze, che è intervenuto a nome di Forza
Italia, punto fermo della riforma è il superamento della sopravvivenza
delle Province. Bisogna però assicurare alle Province le capacità
di reperimento delle risorse a livello locale, mirando a una migliore selezione
e qualità della spesa per costruire un nuovo rapporto con i cittadini.
Peppi, consigliere provinciale di
Arezzo, è intervenuto a nome di Allenza Nazionale. Ha ribadito il
netto rifiuto al Senato delle Regioni e alla cooperazione o collaborazione
fra governi locali. Tutto ciò - ha detto l'esponente di Alleanza
Nazionale - avverrebbe a scapito delle minoranze in una Regione largamente
rappresentata dalle forze di sinistra. E' intervenuto, quindi, il Presidente
della regione Toscana, Vannino Chiti, che ha ricordato il ruolo svolto dalle
Regioni in materia di riforme istituzionali. "Se non ci fossero state
le 7 Regioni a proporre i referendum, difficilmente - ha detto Chiti - la
Bassanini sarebbe arrivata al traguardo". L'intesa raggiunta fra ANCI,
URPT, e Regione Toscana è un fatto molto positivo, nella speranza
che si riesca a fare altrettanto a livello nazionale. In Toscana - ha proseguito
Chiti - esiste un modello di collaborazione istituzionale alto che "è
sicuramente il più avanzato in Italia". I punti fondamentali
della riforma istituzionale, secondo Chiti, sono: Autonomia legislativa
e di governo delle Regioni, pieno riconoscimento delle Autonomie locali
(Comuni e Province) che non saranno considerate facoltive, ma che avranno
piena autonomia organizzativa e responsabilità finanziaria.
(f.c.)
Servizio di Nicola Canosa
Si
è svolta nel Palazzo dei Congressi di Firenze la presentazione del
nuovo sito web del Firenze Convention Bureau, realizzato dalla fiorentina
Dada srl. Sarà questo uno web di notevoli dimensioni,
come ha sottolineato il Presidente Massimo Papini, con oltre 100 pagine,
percorsi in più lingue e inserimenti multimediali-interattivi, in
cui è stata utilizzata una programmazione HTML avanzata, con inserimenti
di tecnologie all'avanguardia e di estrema attualità. "Con la
scelta consortile -ha precisato soddisfatto Papini- abbiamo inaugurato un
modo nuovo di pensare l'economia cittadina, spero più moderno e maturo,
con il connubio con il fotografo di fama mondiale Helmut Newton abbiamo
scelto un'immagine della città provocatoriamente all'altezza delle
sue ambizioni, con la multimedialità apriamo una finestra panoramica,
grande quanto il mondo intero, sull'offerta straordinaria di servizi, strutture
di accoglienza, capacità professionali, patrimoni d'arte e mi auguro
su molti altri aspetti."
Il dominio ufficiale che identificherà il FCB nella rete
sarà:
www.conventionbureau.it
e conprenderà
i seguenti argomenti fondamentali:
- strumento tecnico/commerciale, capace di offrire un adeguato
supporto a chi cerchi una sede per attività congressuali
- strumento di promozione della città come struttura unica ricettiva, accogliente prima e dopo gli eventi
- mezzo promozionale per soci che trovano tutte le loro attività all'interno dello Web
- creazione della prima banca dati multimediale della domanda e dell'offerta del mondo congressuale
- possibilità di contatto e approccio commerciale con i vari soggetti che "navigheranno" nel FCB on line.
Durante
la presentazione l'arch. Alessandro
Sordi della Dada. srl
(società incaricata della realizzazione del sito FCB) ha catalizzato
l'attenzione su quelli che sono i punti chiave del nuovo sito fiorentino,
dando una prima impressione dell'alta tecnologia impiegata e delle enormi
potenzialità che una simile iniziativa raccoglie.
La banca dati multimediale
In particolare chi navigherà nel sito del Firenze Convention Bureau troverà, appena scelta la lingua in cui ricevere le informazioni, un sofisticato sistema di ricerca, guidato comunque da una semplice interfaccia. Sarà possibile chiedere alla banca dati dove far seguire a 5.000 persone una conferenza, dove alloggiarle la sera stessa e quali dei mille servizi possibili si potranno avere a disposizione quel preciso giorno.
Il book tecnico
Dalla home page principale si accede direttamente alla descrizione dei vari soci, divisi per categorie ed aree d'interesse. Per ogni socio è stata assegnata una pagina ipertestuale descrittiva della propria attività. Oltre alle informazioni tecniche sui servizi offerti una sezione denominata "viaggio nella città congressuale" offre una vera e propria visita virtuale negli spazi espositivi. "Per la realizzazione di questa sezione -ha spiegato Sordi- è stata utilizzata una innovativa tecnologia chiamata Quick Time VR (Virtual Reality) che permette con il semplice movimento del mouse di osservare un ambiente a 360°, proprio come se si stesse girando su se stessi all'interno di una sala o di un padiglione." Questa tecnologia, arrivata da pochissimo tempo in Italia, viene applicata al sito FCB per offrire una visuale più realistica possibile degli ambienti espositivi e congressuali, consultabili da ogni parte del mondo in tempi sorprendentemente rapidi.
Ma la missione del Firenze Convention Bureau non si ferma qui, e prosegue con la promozione della città anche dal punto di vista turistico, con una sezione dedicata alle opportunità di svago denominata "turisti per caso". A tal fine sono state create apposite interfacce con le reti civiche fiorentine. Quella ufficiale del Comune di Firenze che copre tutti gli aspetti istituzionali della città e la grande rete cittadina di gestione privata Firenze.net che offre tutte le informazioni su che cosa fare a Firenze in uno Web da circa mille pagine e con oltre 500.000 contatti al mese da ogni parte del mondo.
Helmut Newton per Firenze
Le fotografie del famoso maestro dedicate al FCB mostrano aspetti e angolazioni inaspettate della città. All'interno dello Web si è creato un vero e proprio evento in rete... la prima mostra ufficiale personale di Helmun Newton sulla rete Internet. Uno Web indipendente con informazioni su Newton e un percorso tra le splendide immagini in bianco e nero con precisi riferimenti alle strutture e attività che fanno di Firenze uno dei centri congressuali ed espositivi più importanti d'Europa.
Un grosso impegno, dunque, quello del Firenze
Convention Bureau, che ha scelto come partner per questa nuova avventura
una delle più affermate società operanti nel settore in Italia,
nella consapevolezza delle grandissime potenzialità attuali e future
che la rete Internet offre. Una parte di Firenze all'avanguardia nel mondo,
che vuole rivoluzionare il modo di fare attività congressuale e,
soprattutto, di fornire le informazioni ai congressisti ed agli organizzatori
di manifestazioni. Una visione moderna e dinamica della vita cittadina,
che potrà trarre solo giovamento da iniziative come questa ed innalzare
il livello socio-culturale attingendo da nuovi mondi in costante espansione.
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Molte cose le conoscevamo
già, altre le avevamo intuite, altre ancora sono nuove. Nel complesso
le attese per la II Conferenza sullo stato dell'ambiente in Toscana non
sono andate deluse. Dibattito intenso (tanto che non è stato neppure
possibile seguirlo nella sua interezza, altrimenti avremmo dovuto pubblicare
un tomo invece di fare un resoconto giornalistico) che ha soddisfatto l'assessore
regionale all'ambiente Claudio Del Lungo. Perchè da una parte è
stata offerta una panoramica ambientale a tutto campo sulla situazione attuale,
dall'altra sono state indicate prospettive e ... speranze (com'è
il caso della raccolta differenziata dei rifiuti). Ma c'anche qualche novità.
Esaminiamo, per capitoli, alcuni "momenti" della Conferenza.
Depurazione
Sono stati tutti inseriti nel Piano nazionale per la depurazione delle acque i progetti presentati dalla Regione Toscana al ministero dell'ambiente nei mesi scorsi. E' quanto ha annunciato l'assessore all'ambiente Claudio Del Lungo, nel corso della seconda giornata dei lavori della Conferenza regionale sullo stato dell'ambiente in Toscana. Presentato dal ministro all'ambiente Edo Ronchi, il piano più precisamente "piano straordinario di completamento e razionalizzazione dei sistemi di collettamento e depurazione", previsto dal decreto-legge 67/1997 - include complessivamente 1030 progetti (fra adeguamenti, nuovi impianti e opere di collettamento), per un fabbisogno totale di circa 10.350 miliardi. L'attuazione di un primo gruppo di interventi per complessivi 930 miliardi è già garantita dall'immediata disponibilità di risorse. Il fabbisogno per la Toscana è stato calcolato in circa 418 miliardi, di cui 41 cofinanziati dalla Regione Toscana. Si tratta di risorse necessarie per 16 interventi relativi a collettamenti e fognature, 23 interventi per la depurazione, 10 interventi misti (ovvero progetti che comprendono sia interventi di collettamento che di depurazione). "Al momento - ha spiegato l'assessore all'ambiente - abbiamo risorse disponibili per 5 miliardi e mezzo, ma a settembre saranno distribuiti nuovi finanziamenti e la Toscana potrà contare su alcune priorità".
Risanamento area Piombino e Livorno
La predisposizione
dei piani di risanamento delle aree industriali e portuali di Livorno e
Piombino e l'individuazione dagli interventi urgenti che, approvati come
stralci dei piani di risanamento, potranno contare su risorse per 20 miliardi.
Sono questi gli obbiettivi che potranno essere realizzati grazie all'intesa
di programma siglata a Roma dal ministro dell'ambiente Edo Ronchi e, per
la Regione Toscana, dall'assessore all'ambiente Claudio Del Lungo. L'intesa
segue il decreto del ministero dell'ambiente 105/95 con cui sono stati ripartiti
i finanziamenti per le aree critiche ad elevata concentrazione di attività
industriali. A Livorno e Piombino sono stati assegnati 20 miliardi. Sarà
l'Arpat, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale, a predisporre
il piano di risanamento, che dovrà contenere, tra le altre cose,
un censimento delle sorgenti di rischio, le strategia di intervento, la
valutazione dei risultati attesi, il piano economico finanziario. L'accordo
siglato prevede anche l'istituzione di un comitato di coordinamento istituzionale
presso la Regione Toscana, composto dai rappresentanti dei ministeri dell'ambiente,
dell'industria, degli interni, dalla provincia di Livorno, dai comuni di
Livorno, Piombino e Collesalvetti, oltre che della Regione. Entro 90 giorni
dalla pubblicazione dell'intesa sulla Gazzetta ufficiale il ministero dell'ambiente
provvederà a trasferire alla Regione 1'80 per cento delle risorse
previste dal decreto 105 per gli interventi urgenti.
Gestione rifiuti
Un problema a lungo sottovalutato, di cui non sempre si riesce a cogliere la reale dimensione, soprattutto in prospettiva. Questo, ha spiegato l'assessore all'ambiente Claudio Del Lungo, il quadro in cui si inseriscono le difficoltà, e talvolta le polemiche, relative alla gestione dei rifiuti. Intervenendo alla tavola rotonda conclusiva dei lavori della seconda Conferenza regionale sullo stato dell'ambiente in Toscana, l'assessore ha richiamato l'attenzione su una realtà contraddittoria, che, nonostante i notevoli risultati raggiunti sul piano normativo, registra ancora troppi ritardi e incomprensioni. Il decreto Ronchi, a livello nazionale, e il Piano regionale per la gestione dei rifiuti, che la Toscana, prima regione in Italia, ha recentemente adottato e che ora è in fase di osservazione e consultazione, hanno segnato delle grosse innovazioni sul piano normativo ha spiegato l'assessore.