L'ATTENZIONE ![]()
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| E sotto i campanili facciamo sentire anche il nostro inno nazionale scritto da Goffredo Mameli. Quanti lo conoscono? Lo scopriamo solo quando, nelle manifestazioni sportive, i nostri campioni vincitori si commuovono all'alzabandiera ed alle note di Fratelli d'Italia. Abbiamo pensato di "regalare" l'inno a chi non lo ricorda o non lo conosce come auspicio per una Patria unita, come hanno detto i cadetti della Guardia di Finanza che, l'altro giorno, giurando fedeltà alla Repubblica hanno accompagnato, cantando le note di quell'inno. Eccolo, riproposto nella sua interezza. | ||
| Fratelli d'ltalia, L'Italia s'è desta: dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa. Dov'è la vittoria? Le porga la chioma, ché schiava di Roma, Iddio la creò! Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte, siam pronti alla morte l'ltalia chiamò. Noi siamo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci un'unica bandiera, una speme; di fonderci insieme già l'ora suonò! |
Stringiamci a coorte,
Goffredo Mameli |
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Agriturismo: una nuova ricchezza.
Su questo tema si è sviluppata nei giorni scorsi a Greve un interessante
convegno coordinato da Gaia Checcucci, responsabile provinciale dell'Ufficio
agricoltura di AN. Tra i partecipanti il Sindaco di Greve Paolo Saturnini
(che ha pubblicamente fatto i complimenti agli organizzatori dell'incontro,
per l'importanza del tema trattato, per lo spessore degli interventi e per
un tempismo non indifferente, dato che le modifiche alla legge regionale
passeranno, a giorni, in Consiglio Regionale), l'assessore comunale di Greve
Bencistà, l'ex Sindaco Paolo Sottani, e alcuni rappresentanti della
lista civica del Polo "Uniti per l'Alter-nanza" (Baldini, Taddei
ecc). Relazione introduttiva di Enrico Bosi, consigliere regionale di AN,
che ha fatto un excursus sull'agriturismo in Toscana, soffermandosi anche
sulle ipotesi di modifica alla disciplina delle attività agrituristiche
(regolamentata oggi con L.R. 17 ottobre 1994, n.76) in corso di discussione
in Consiglio regionale. "Queste - ha detto Bosi - se esaminate separatamente
una per una, possono essere giudicate positivamente laddove semplificano
le procedure liberalizzando il mercato e riducendo gli adempimenti a carico
dei conduttori. Però, inserite in un testo legislativo che risulta
essere già oggi inadeguato, esse perdono gran parte del proprio potenziale
innovativo, rappresentando una serie di rimedi insufficienti ai fini dell'agevolazione
all'imprenditoria e dell'emersione del vastissimo sommerso". Bosi si
è soffermato sia sull'aspetto pratico del problema che sulle problematiche
che ruotano attorno ad un settore che è sempre più in crescita,
ma è talvolta ostacolato dalla giungla di una normativa che certo
non facilita il compito di chi intraprende un'attività di questo
tipo, anche perché non crea differenziazioni sufficienti fra le grosse
strutture e i piccoli che sono spesso paralizzati dai costi necessari per
mettersi a norma con le altezze, con gli impianti igenico sanitari ecc.
Queste ulteriori modifiche vanno verso una maggiore semplificazione e uno
snellimento delle procedure, ma non abbastanza perché poteva essere
fatto di più, ha detto il Segretario dell'Agriturist, Massimo Canalicchio.
Molto interessante anche l'intervento di Giovanni Montorselli
(Consorzio Chianti Classico) che ha portato il contributo
della sua esperienza trentennale nel Chianti e la sua profonda conoscenza
delle necessità della zona. Un contributo è venuto anche da
Emanuele Mencaglia dell'ufficio provinciale agricoltura di AN. "Il
neonato ufficio agricoltura di An - dice Gaia Checcucci, responsabile dello
stesso Ufficio - si propone innanzitutto di approfondire le problematiche
zona per zona, e capire le esigenze del settore e di sviscerare, insieme
alle persone che lavorano in quel campo (che meglio di tutti sanno cosa
non va e di cosa ci sarebbe bisogno) e i tecnici o professionisti esperti
in materia, le soluzioni ipotizzabili. Prima di tutto però -ha aggiunto
la Checcucci - bisogna avere il coraggio di mettersi davanti alla gente,
alle categorie per ascoltare e per far conoscere, non con gli slogan, ma
con le proposte di legge nazionali e regionali, con i fatti, dunque, la
posizione di AN sulle singole questioni che si affrontano".
Perchè il convegno a Greve? Risponde la
stessa Checcucci.
"Ho iniziato
con il Chianti perché è la mia zona e perché qui, più
che altrove è importante portare avanti una politica di tutela dell'identità
del territorio, di preservare e valorizzare quello che rende il Chianti
famoso nel mondo. Significa la difesa delle sue colline contro taluni PRG
che cementificano senza rispettare il paesaggio e peggio ancora senza che
ce ne sia la reale necessità (vedi Radda, Montespertoli, S. Casciano
nella frazione di Chiesanuova); significa tutela delle sue produzioni tipiche
artigianali, agricole incentivando questi settori non solo a parole; significa
utilizzare gli edifici sfruttati parzialmente attraverso un uso alternativo
dell'edilizia rurale che permetta di salvare dal degrado anche un patrimonio
culturale immenso e spesso sconosciuto; significa proteggere i centri storici
dei paesi facendoli continuare a vivere con le loro botteghe tipiche che
vanno scomparendo (ed è comprensibile dato che si sono rilasciate
autorizzazioni per costruire le coop nei centri dei paesi)". La Checcucci
ha ricordato il recente accordo tra 8 Comuni del Chianti per l'identità
del territorio definendolo un "bello slogan" che poi è
quello stesso che lei ha usato in campagna elettorale l'anno scorso e la
sintesi della politica "nei fatti" che dai banchi dell'opposizione
AN porta avanti. "Però - dice Gaia Checcucci - se deve essere
una specie di area protetta, non capisco perché in futuro farà
parte di tutta quell'area metropolitana della cintura attorno a Firenze.
E l'identità del Chianti dove va a finire?
Marilena Milani
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Valdo Spini contrario
ai referendum sull'obiezione di coscienza

"Un impegno comune di maggioranze e opposizione contro i referendum
sull'obiezione di coscienza". Per l'onorevole Valdo Spini il rischio
è di spaccare il Paese, caricando il voto di significati politici
impropri. Questo il senso dell'intervento del presidente della commissione
difesa della Came-ra, Spini, a un dibattito sull'obiezione di coscienza
organizzato presso l'SMS di Rifredi dall'ARCI di Firenze. "Con la mancata
approvazione della riforma della legge sull'obiezione di coscienza si corre
il rischio di arrivare ad un referendum pericolosamente impostato come un
vero e proprio plebiscito pro o contro l'esercito". Rischio che, per
Spini, va evitato in un momento in cui i nostri soldati sono impegnati in
missioni di pace difficili in Bosnia e Albania. Già approvata dal
Senato, la legge di riforma è attualmente ferma alla Camera, dove
l'opposizione ha presentato più di 2.400 emendamenti. "Evitare
i due quesiti referendari che riguardano l'obiezione di coscienza è
interesse comune di maggioranza ed opposizione -ha detto Spini, aggiungendo-
sulla funzione pacifica delle forze armate e sul loro sviluppo siamo tutti
d'accordo, ma bisogna anche garantire il diritto soggettivo all'obiezione
di coscienza". Spini ha giudicato intempestiva anche la scelta del
Governo di presentare in contemporanea alla discussione sulla riforma dell'obiezione
il disegno di legge sul servizio civile nazionale. "In questo modo
-ha detto- il Governo ha prestato il fianco alla battaglia parlamentare
delle opposizioni. La questione del servizio civile andava affrontata in
seguito, con la dovuta calma."
Il mito Ferrari "emerge"
dai disegni delle
vetture
da corsa di un non-vedente!
Enzo Ferrari Elena Carbone |
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| Due "disegni" di Antonio Rofi. In alto: la Ferrari "F.312 B3"- Motore 12 cil. boxer di 2991 cmc, potenza 485-495 cv , anno 1974/75. In basso: la Ferrari "F.310 B", motore V 10/75 di 2998 cmc, potenza 780 cv, anno 1997. | ||
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![]() Gilles Villeneuve |
![]() Luca di Montezemolo | |
Tazio Nuvolari | ||