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| E' difficile combattere contro l'egoismo dell'uomo. E' troppo forte, perché è subdolo, nascosto, non facilmente riconoscibile. Egoismo è quasi tutto: volere per sè potere, danaro, gloria. Eppure ci sono gli altri. Non sempre è possibile vivere da egoisti. Egoismo è anche sentirsi superiore agli altri, snobbare il prossimo, ritenere di poterne fare a meno ... Proviamo a leggere insieme questa poesia di Rudyard Kipling, e poi dite se non è stupenda! | |
La punizione Una volta guardai una Stella; I Pianeti brillavano stupendi Quando s'insanguinarono i miei Cieli, |
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Le recenti amministrative ci hanno consegnato un quadro
variegato del quale molti non hanno capito con esattezza lo stile, il cromatismo,
la tecnica. Prendiamo la Provincia di Lucca. Il centro sinistra ha vinto
la corsa e si è esaltato. Giustamente, perché il potere ha
la caratteristica di esaltare le menti. Così, anche un uomo accorto
come Fabio Mussi, che proviene da Grosseto, dove il centro sinistra è
stato sconfitto, afferma perentorio "nessun pericolo di grossetizzare
l'Italia" sostenendo che in Maremma sono stati fatti molti errori.
E poi aggiunge "però abbiamo preso Lucca". In verità
appare più giusta la soddisfazione di Olivo Ghi-larducci, capogruppo
del PPI in Consiglio regionale, e "conducator" delle milizie popolari
a Lucca e provincia. Infatti, mentre il Pds ha ottenuto 2 consiglieri ed
il presidente (Andrea Tagliasecchi), il PPI ha ottenuto 5 consiglieri, compreso
il vice-presidente (Antonio Rossetti). Inoltre, Rifondazione Comu-nista
ha conquistato ben 6 consiglieri, mettendosi dietro il Pds. Non solo. Ma
in Consiglio provinciale siederanno anche 2 consiglieri di Rinno-vamento
ed 1 Laburista. Insomma su 11 componenti l'Ulivo, ben 8 appartengono all'area
moderata. Che cosa significa? Semplicemente che il voto è rimasto
nella tradizione e che Lucca ha conservato il vecchio amore per una politica
moderata. Insomma, anche se non si può dire che qui esiste ancora
una"zona bianca", certamente non si può neppure affermare
che questa sia diventata una "zona rossa". Vogliamo provare a
fare un'anticipazione? Possiamo scommettere che i 5 popolari, i due diniani
ed il laburista,
potranno costituire un "intergruppo"
in modo da essere più forte del Pds sicuramente, ma anche di Rifondazione.
E allora prima di parlare di "cambio di zona" è meglio
essere prudenti. Anche perché questo successo del PPI a Lucca potrebbe
dare l'avvio anche ad un diverso atteggiamento all'interno della maggioranza
della Regione Toscana, dove i tre popolari sono in grado di far sentire
la propria voce. Così come è accaduto di recente con la questione
degli Ater che ha scatenato una lite, seppure "educata" che ha
visto da una parte l'assessore Fabrizio Geloni (PPI) e dall'altra il capogruppo
del Pds Vittorio Cioni. Ma torniamo a Lucca. Dopo la disastrosa esperienza
della guida di centro-destra la Provincia sembra adesso in grado di imboccare
la strada "del buongoverno concreto" come dice Ghilarducci. Quali
i temi più urgenti? "Intanto - dice il capogruppo PPI in Consiglio
regionale - si va verso il recupero di una dignità perduta per uscire
dall'isolamento in cui la Provincia era caduta. Quindi si affronteranno
i problemi delle infrastrutture, lo smaltimento dei rifiuti con la revisione
del piano provinciale puntando sulla raccolta differenziata come indicato
dal decreto Ronchi, quindi il lavoro, l'occupazione e la formazione. Infine,
la Provincia provvederà a realizzare un adeguato coordinamento tra
i Comuni per procedere insieme alla ricerca di meccanismi di progresso nell'interesse
di tutte le popolazioni".
Marilena Milani
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In Toscana l'agriturismo crescerà
del 30% nel 1997
Nel corso del 1997 l'agriturismo in Toscana
crescerà del 30% rispetto al 1996. La previsione è del Centro
Studi Turistici di Firenze ed è stata resa nota dal professore Ermanno
Bonomi nel corso di un convegno sui flussi turistici a Fiesole. L'indagine
del CST ha anche evidenziato un forte aumento delle richieste di "bed
and breakfast" presso privati (letto e colazione), formula diffusissima
all'estero, ma quasi inesistente nel nostro paese; lo stesso CST stima in
40 mila l'anno i posti letto potenziali per questa formula contro un'offerta
del mercato di soli 1300. Fra le richieste degli stranieri in visita in
Toscana, in aumento quelle per i prodotti enogastronomici, specie olio e
vino, ma anche per gli articoli di artigianato di qualità. Per quanto
riguarda i flussi, per la Toscana, il CST prevede, a differenza di ipotesi
stazionarie o negative per altre Regioni, un fortissimo aumento di quello
del Giappone, un incremento dagli USA mentre stabile sarà quello
dalla Germania. Gli stranieri sono dunque il 69% dei visitatori contro il
31 di italiani, con connotazioni culturali medio alte. Fra le città
di origine dei visitatori di Fiesole, in testa è comunque Roma, seguita
da Parigi, Londra, Monaco, Berlino, Francoforte, New York ed Amsterdam E
proprio per parlare di questa crescente ricchezza che è l'agriturismo
nella nostra regione, il gruppo consiliare di Alleanza Nazionale all Regione
Toscana promuove un incontro che si terrà questo pomeriggio in uno
degli epicentri del fenomeno agrituristico quale è la cittadina di
Greve in Chianti. Coordinato da Gaia Checcucci, dell'ufficio agricoltura
di AN, presenzieranno il consigliere regionale Enrico Bosi, Giovanni Montorselli
del Consorzio Vino Chianti Classico e Massimo Canalicchio, presidente di
Agriturist Toscana.
Iniziative in Toscana per la "questione droga"
"Dopo la conferenza di Napoli sulla
droga... le iniziative in Toscana", questo il tema dell'incontro organizzato
dal Gruppo Federalista Toscano nei giorni scorsi. Iniziativa che, ha spiegato
il capogruppo Alberto Bencistà aprendo i lavori, mirava a fare il
punto della situazione toscana in fatto di politiche per il controllo e
la gestione del "fenomeno droga", in tutte le sue complesse sfaccettature
e implicazioni, alla luce dei risultati dell'Assise tra gli operatori italiani
del settore svoltasi due mesi fa a Napoli. L'incontro, oltre agli "interventi
programmati" di Grazia Zuffa, presidente dell'Associazione Forum Droghe,
Claudio Martini, assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana,
Mariella Orsi, sociologa del dipartimento Dipendenze dell'Azienda Sanitaria
10 di Firenze, e Don Giacomo Stinghi, presidente del Centro Solidarietà
di Firenze, prevedeva un dibattito fra i rappresentanti di Gruppi consiliari
regionali di
maggioranza e
opposizione. Nelle intenzioni di Bencistà, il momento di confronto
avrebbe dovuto essere propedeutico a una futura discussione in Consiglio
non inquinata dalle differenti posizioni ideologiche e improntata ad un
atteggiamento di pragmatica considerazione di risultati ed esperienze concrete.
Ma, nonostante il riconoscimento da parte di tutti i partecipanti della
validità dell'iniziativa di Bencistà e dell'importanza di
affrontare soltanto le questioni concrete, qua e là hanno fatto inesorabilmente
capolino le diverse posizioni ideologiche degli intervenuti. In particolare,
mentre Grazia Zuffa e Orietta Lunghi (presidente della Commissione Speciale
sul Disagio Sociale della Regione Toscana), hanno esplicitamente manifestato
una preferenza per la depenalizzazione delle droghe leggere (la Lunghi si
è detta, anzi, favorevole alla legalizzazione) e per una riduzione
generale delle sanzioni e delle punizioni relative al consumo di qualsiasi
droga, Iole Vannucci, consigliere regionale dei C.D.U., e Olivo Ghilarducci,
presidente del Gruppo P.P.I., sono sembrati di ben altro avviso. La prima
ha infatti sostenuto che il Ministro della Giustizia Flick ha chiaramente
espresso la mancanza di margini nel nostro sistema legislativo per una ulteriore
depenalizzazione del consumo di droghe. Ghilarducci, da parte sua, ha criticato
l'iniziativa educativa rivolta ad alcune scuole superiori fiorentine di
cui ha parlato nella sua relazione la sociologa Orsi: un incontro sul significato
della liberalizzazione delle droghe leggere. Per Ghilarducci, il messaggio
da dare agli studenti è ben altro: bisognerebbe fare capire ai giovani
che l'assunzione delle droghe, anche le leggere è sempre il segno
di qualcosa che non va nell'individuo e rappresenta una sconfitta sociale.
A prescindere da tali contrasti di vedute, ad ogni modo, le relazioni e
gli interventi sono stati ricchi di indicazioni concrete e di spunti di
riflessione interessanti che riporteremo solo in parte. Nella prima relazione
dell'incontro, Grazia Zuffa, dopo aver ricordato che quella di Napoli era
la seconda grande assise nazionale sull'argomento - la prima si era svolta
a Palermo nel '93 e aveva visto l'affermazione del principio della centralità
delle politiche di riduzione del danno - ha riassunto quelli che per lei
sono stati i risultati fondamentali della "tre giorni partenopea".
Innanzi tutto, la definitiva conferma del fatto che la questione droghe
non si esaurisce nella questione tossicodipendenze, anche se quest'ultima
ne resta l'aspetto più importante; e che la decisione relativa all'introduzione
o meno della depenalizzazione (o, se non altro, di una riduzione dell'impatto
sanzionatorio e punitivo) del consumo di droghe dovrebbe riguardare non
solo la cannabis ma anche tutte le altre droghe e in rapporto al problema
della riduzione del rischio sociale del consumatore e tenendo conto del
fatto che la condizione di illegalità contribuisce all'ulteriore
marginalizzazione dell'individuo. A questo proposito, la Zuffa si è
detta favorevole ad una modifica dell'art. 73 del D.P.R 309/1990 (Testo
unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze
psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza)
in senso garantista e con l'abbassamento delle pene e l'eliminazione delle
sanzioni amministrative. Dalla conferenza è emerso, inoltre, che
per risolvere il problema tossicodipendenza non basta l'efficacia terapeutica
dei servizi sanitari e assistenziali, ma è necessario ridurre l'atteggiamento
di condanna che il contesto sociale esprime verso i tossicodipendenti. Ed
è anche in relazione a ciò che sarebbe indispensabile dare
il via ad una politica di prevenzione basata sull'effettivo coinvolgimento
delle fasce a rischio, soprattutto giovanili, ed a progetti integrati di
assistenza sanitaria e sociale a carattere sperimentale ed innovativo come
quelli in atto a Zurigo e Amsterdam. A tal fine, dovrebbe essere centrale
il ruolo delle autonomie locali e delle Regioni, alle quali passa il fondo
antidroga. E su questo, l'assessore Martini, ha affermato che la Toscana
avrà a disposizione un fondo di 9/10 miliardi, per il cui utilizzo
si sta elaborando una griglia di riferimento con le priorità di intervento.
Iniziativa che, insieme a una verifica dell'attuazione del Piano sanitario
regionale e del personale impiegato nel settore mediante un'apposita Conferenza
dei Servizi, sarà una delle due principali linee di intervento della
Regione. La Orsi si è dichiarata insoddisfatta del ritardo della
Toscana che discute solo ora di Napoli ed ha elencato alcune iniziative,
quali un corso per insegnanti organizzato da SERT e Centri di solidarietà
e la pubblicazione di un'indagine sul campo sulla diffusione dell'ecstasy
fra i giovani. Don Stinghi, in un articolato intervento, ha detto che a
Napoli finalmente si è data pari dignità ai SERT e agli Enti
Ausiliari, e ha poi dato alcune indicazioni su come procedere all'integrazione
delle loro attività.
Lorenzo Sandiford