L'ATTENZIONE

Proporzionale e maggioritario

Le recenti elezioni amministrative hanno dimostrato ancora una volta che gli italiani preferiscono il sistema proporzionale. E questo malgrado abbiano votato a suo tempo un referendum che indicava la strada del maggioritario. Certo, alla fine il sindaco e il presidente della provincia è risultato eletto da un gruppo di partiti che si sono alleati, ma questo non cambia il concetto che molti non sono andati a votare ed altri lo hanno fatto solo perché convinti di dover comunque esercitare il loro diritto di voto. Così alla fine tutti hanno vinto, anche quelli che hanno conquistato un solo seggio, magari trascinati dalla coalizione. La verità è che gli italiani non sono inglesi, nè americani. Che non concepiscono di dover rinunciare alle proprie idee, per portarle in un calderone comune, qualunque sia il nome che ad esso viene attribuito. Quando parliamo di italiani pensiamo a quelli del nord ed a quelli del sud, così profondamente diversi e spesso divisi; ma anche agli emiliani ed ai romagnoli; e per restare in Toscana ai pisani ed ai livornesi, ai massesi ed ai carraresi, agli antichi, ma sempre moderni, guelfi e ghibellini fiorentini! Se poi andiamo a vedere lo sport, è ancora peggio. La passione divide non poco gli uni dagli altri. Chi pensa al maggioritario perché spera di impossessarsi della guida del paese non lo fa perché convinto che sia adatto agli italiani. Infatti, alla base della diversità di vedute e di interessi non sta solo l'egoismo, ma la tradizione, la cultura, la ricerca di continuità di se stessi. E siccome il maggioritario è destinato ad appiattire esigenze e sentimenti, gli italiani dopo aver votato il referendum (forse senza capire cosa votavano) adesso danno dimostrazione lampante di preferire il proporzionale. A nostro giudizio si dovrebbe tener conto dei comportamenti delle persone piuttosto che delle dichiarazioni. D'altra parte è fuori dubbio che è più facile promettere che mantenere, assumere impegni senza onorarli, raccontare frottole. Quindi, se proprio vogliamo renderci conto delle esigenze reali degli elettori occorre dare loro non quello che vogliamo, magari imponendolo, ma quello che vogliono, sempre nel rispetto delle esigenze della collettività. La convivenza democratica nasce proprio dalla libertà di ciascuno di noi, libertà politica, religiosa, di costume, culturale. La politica deve essere capace di aggregare queste diversità, senza cercare di "abolirle" per inconfessabili mire di potere.
  E' difficile combattere contro l'egoismo dell'uomo. E' troppo forte, perché è subdolo, nascosto, non facilmente riconoscibile. Egoismo è quasi tutto: volere per sè potere, danaro, gloria. Eppure ci sono gli altri. Non sempre è possibile vivere da egoisti. Egoismo è anche sentirsi superiore agli altri, snobbare il prossimo, ritenere di poterne fare a meno ... Proviamo a leggere insieme questa poesia di Rudyard Kipling, e poi dite se non è stupenda!

La punizione

Una volta guardai una Stella;
Ma fischiettati, " Che vada pure!
Altre e assai più belle
I miei cieli propizi mostreranno".
Così mentii e pertanto
Meritai la punizione.

I Pianeti brillavano stupendi
Mentre vagavo da costa a costa;
Ma fluttuava senza pari
La Stella da me perduta.
Avevo mentito e io soltanto
Non Immaginavo la punizione!

Quando s'insanguinarono i miei Cieli,
Quando l'oscurità riempì il mio giorno,
Lontanissima, ma fedele, stava
La Stella solitaria da me scacciata.
Avevo amato me stesso, ed io
Non ho vissuto nè oso morire!

 

Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Il centro-sinistra a Lucca, successo dei moderati

Le recenti amministrative ci hanno consegnato un quadro variegato del quale molti non hanno capito con esattezza lo stile, il cromatismo, la tecnica. Prendiamo la Provincia di Lucca. Il centro sinistra ha vinto la corsa e si è esaltato. Giustamente, perché il potere ha la caratteristica di esaltare le menti. Così, anche un uomo accorto come Fabio Mussi, che proviene da Grosseto, dove il centro sinistra è stato sconfitto, afferma perentorio "nessun pericolo di grossetizzare l'Italia" sostenendo che in Maremma sono stati fatti molti errori. E poi aggiunge "però abbiamo preso Lucca". In verità appare più giusta la soddisfazione di Olivo Ghi-larducci, capogruppo del PPI in Consiglio regionale, e "conducator" delle milizie popolari a Lucca e provincia. Infatti, mentre il Pds ha ottenuto 2 consiglieri ed il presidente (Andrea Tagliasecchi), il PPI ha ottenuto 5 consiglieri, compreso il vice-presidente (Antonio Rossetti). Inoltre, Rifondazione Comu-nista ha conquistato ben 6 consiglieri, mettendosi dietro il Pds. Non solo. Ma in Consiglio provinciale siederanno anche 2 consiglieri di Rinno-vamento ed 1 Laburista. Insomma su 11 componenti l'Ulivo, ben 8 appartengono all'area moderata. Che cosa significa? Semplicemente che il voto è rimasto nella tradizione e che Lucca ha conservato il vecchio amore per una politica moderata. Insomma, anche se non si può dire che qui esiste ancora una"zona bianca", certamente non si può neppure affermare che questa sia diventata una "zona rossa". Vogliamo provare a fare un'anticipazione? Possiamo scommettere che i 5 popolari, i due diniani ed il laburista, potranno costituire un "intergruppo" in modo da essere più forte del Pds sicuramente, ma anche di Rifondazione. E allora prima di parlare di "cambio di zona" è meglio essere prudenti. Anche perché questo successo del PPI a Lucca potrebbe dare l'avvio anche ad un diverso atteggiamento all'interno della maggioranza della Regione Toscana, dove i tre popolari sono in grado di far sentire la propria voce. Così come è accaduto di recente con la questione degli Ater che ha scatenato una lite, seppure "educata" che ha visto da una parte l'assessore Fabrizio Geloni (PPI) e dall'altra il capogruppo del Pds Vittorio Cioni. Ma torniamo a Lucca. Dopo la disastrosa esperienza della guida di centro-destra la Provincia sembra adesso in grado di imboccare la strada "del buongoverno concreto" come dice Ghilarducci. Quali i temi più urgenti? "Intanto - dice il capogruppo PPI in Consiglio regionale - si va verso il recupero di una dignità perduta per uscire dall'isolamento in cui la Provincia era caduta. Quindi si affronteranno i problemi delle infrastrutture, lo smaltimento dei rifiuti con la revisione del piano provinciale puntando sulla raccolta differenziata come indicato dal decreto Ronchi, quindi il lavoro, l'occupazione e la formazione. Infine, la Provincia provvederà a realizzare un adeguato coordinamento tra i Comuni per procedere insieme alla ricerca di meccanismi di progresso nell'interesse di tutte le popolazioni".

Marilena Milani

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L'ATTENZIONE

In Toscana l'agriturismo crescerà del 30% nel 1997

Nel corso del 1997 l'agriturismo in Toscana crescerà del 30% rispetto al 1996. La previsione è del Centro Studi Turistici di Firenze ed è stata resa nota dal professore Ermanno Bonomi nel corso di un convegno sui flussi turistici a Fiesole. L'indagine del CST ha anche evidenziato un forte aumento delle richieste di "bed and breakfast" presso privati (letto e colazione), formula diffusissima all'estero, ma quasi inesistente nel nostro paese; lo stesso CST stima in 40 mila l'anno i posti letto potenziali per questa formula contro un'offerta del mercato di soli 1300. Fra le richieste degli stranieri in visita in Toscana, in aumento quelle per i prodotti enogastronomici, specie olio e vino, ma anche per gli articoli di artigianato di qualità. Per quanto riguarda i flussi, per la Toscana, il CST prevede, a differenza di ipotesi stazionarie o negative per altre Regioni, un fortissimo aumento di quello del Giappone, un incremento dagli USA mentre stabile sarà quello dalla Germania. Gli stranieri sono dunque il 69% dei visitatori contro il 31 di italiani, con connotazioni culturali medio alte. Fra le città di origine dei visitatori di Fiesole, in testa è comunque Roma, seguita da Parigi, Londra, Monaco, Berlino, Francoforte, New York ed Amsterdam E proprio per parlare di questa crescente ricchezza che è l'agriturismo nella nostra regione, il gruppo consiliare di Alleanza Nazionale all Regione Toscana promuove un incontro che si terrà questo pomeriggio in uno degli epicentri del fenomeno agrituristico quale è la cittadina di Greve in Chianti. Coordinato da Gaia Checcucci, dell'ufficio agricoltura di AN, presenzieranno il consigliere regionale Enrico Bosi, Giovanni Montorselli del Consorzio Vino Chianti Classico e Massimo Canalicchio, presidente di Agriturist Toscana.

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L'ATTENZIONE

Iniziative in Toscana per la "questione droga"

"Dopo la conferenza di Napoli sulla droga... le iniziative in Toscana", questo il tema dell'incontro organizzato dal Gruppo Federalista Toscano nei giorni scorsi. Iniziativa che, ha spiegato il capogruppo Alberto Bencistà aprendo i lavori, mirava a fare il punto della situazione toscana in fatto di politiche per il controllo e la gestione del "fenomeno droga", in tutte le sue complesse sfaccettature e implicazioni, alla luce dei risultati dell'Assise tra gli operatori italiani del settore svoltasi due mesi fa a Napoli. L'incontro, oltre agli "interventi programmati" di Grazia Zuffa, presidente dell'Associazione Forum Droghe, Claudio Martini, assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana, Mariella Orsi, sociologa del dipartimento Dipendenze dell'Azienda Sanitaria 10 di Firenze, e Don Giacomo Stinghi, presidente del Centro Solidarietà di Firenze, prevedeva un dibattito fra i rappresentanti di Gruppi consiliari regionali di maggioranza e opposizione. Nelle intenzioni di Bencistà, il momento di confronto avrebbe dovuto essere propedeutico a una futura discussione in Consiglio non inquinata dalle differenti posizioni ideologiche e improntata ad un atteggiamento di pragmatica considerazione di risultati ed esperienze concrete. Ma, nonostante il riconoscimento da parte di tutti i partecipanti della validità dell'iniziativa di Bencistà e dell'importanza di affrontare soltanto le questioni concrete, qua e là hanno fatto inesorabilmente capolino le diverse posizioni ideologiche degli intervenuti. In particolare, mentre Grazia Zuffa e Orietta Lunghi (presidente della Commissione Speciale sul Disagio Sociale della Regione Toscana), hanno esplicitamente manifestato una preferenza per la depenalizzazione delle droghe leggere (la Lunghi si è detta, anzi, favorevole alla legalizzazione) e per una riduzione generale delle sanzioni e delle punizioni relative al consumo di qualsiasi droga, Iole Vannucci, consigliere regionale dei C.D.U., e Olivo Ghilarducci, presidente del Gruppo P.P.I., sono sembrati di ben altro avviso. La prima ha infatti sostenuto che il Ministro della Giustizia Flick ha chiaramente espresso la mancanza di margini nel nostro sistema legislativo per una ulteriore depenalizzazione del consumo di droghe. Ghilarducci, da parte sua, ha criticato l'iniziativa educativa rivolta ad alcune scuole superiori fiorentine di cui ha parlato nella sua relazione la sociologa Orsi: un incontro sul significato della liberalizzazione delle droghe leggere. Per Ghilarducci, il messaggio da dare agli studenti è ben altro: bisognerebbe fare capire ai giovani che l'assunzione delle droghe, anche le leggere è sempre il segno di qualcosa che non va nell'individuo e rappresenta una sconfitta sociale. A prescindere da tali contrasti di vedute, ad ogni modo, le relazioni e gli interventi sono stati ricchi di indicazioni concrete e di spunti di riflessione interessanti che riporteremo solo in parte. Nella prima relazione dell'incontro, Grazia Zuffa, dopo aver ricordato che quella di Napoli era la seconda grande assise nazionale sull'argomento - la prima si era svolta a Palermo nel '93 e aveva visto l'affermazione del principio della centralità delle politiche di riduzione del danno - ha riassunto quelli che per lei sono stati i risultati fondamentali della "tre giorni partenopea". Innanzi tutto, la definitiva conferma del fatto che la questione droghe non si esaurisce nella questione tossicodipendenze, anche se quest'ultima ne resta l'aspetto più importante; e che la decisione relativa all'introduzione o meno della depenalizzazione (o, se non altro, di una riduzione dell'impatto sanzionatorio e punitivo) del consumo di droghe dovrebbe riguardare non solo la cannabis ma anche tutte le altre droghe e in rapporto al problema della riduzione del rischio sociale del consumatore e tenendo conto del fatto che la condizione di illegalità contribuisce all'ulteriore marginalizzazione dell'individuo. A questo proposito, la Zuffa si è detta favorevole ad una modifica dell'art. 73 del D.P.R 309/1990 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza) in senso garantista e con l'abbassamento delle pene e l'eliminazione delle sanzioni amministrative. Dalla conferenza è emerso, inoltre, che per risolvere il problema tossicodipendenza non basta l'efficacia terapeutica dei servizi sanitari e assistenziali, ma è necessario ridurre l'atteggiamento di condanna che il contesto sociale esprime verso i tossicodipendenti. Ed è anche in relazione a ciò che sarebbe indispensabile dare il via ad una politica di prevenzione basata sull'effettivo coinvolgimento delle fasce a rischio, soprattutto giovanili, ed a progetti integrati di assistenza sanitaria e sociale a carattere sperimentale ed innovativo come quelli in atto a Zurigo e Amsterdam. A tal fine, dovrebbe essere centrale il ruolo delle autonomie locali e delle Regioni, alle quali passa il fondo antidroga. E su questo, l'assessore Martini, ha affermato che la Toscana avrà a disposizione un fondo di 9/10 miliardi, per il cui utilizzo si sta elaborando una griglia di riferimento con le priorità di intervento. Iniziativa che, insieme a una verifica dell'attuazione del Piano sanitario regionale e del personale impiegato nel settore mediante un'apposita Conferenza dei Servizi, sarà una delle due principali linee di intervento della Regione. La Orsi si è dichiarata insoddisfatta del ritardo della Toscana che discute solo ora di Napoli ed ha elencato alcune iniziative, quali un corso per insegnanti organizzato da SERT e Centri di solidarietà e la pubblicazione di un'indagine sul campo sulla diffusione dell'ecstasy fra i giovani. Don Stinghi, in un articolato intervento, ha detto che a Napoli finalmente si è data pari dignità ai SERT e agli Enti Ausiliari, e ha poi dato alcune indicazioni su come procedere all'integrazione delle loro attività.

Lorenzo Sandiford

 

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