L'ATTENZIONE

Giochi al massacro di ... bambini inermi

Il Papa ha chiesto ai governi di avere "il coraggio necessario per intervenire nelle situazioni difficili prima che si giunga all'irreparabile e altro sangue venga versato". Lo ha fatto pensando alla prossima riunione di Ginevra della Commissione dei diritti dell'uomo, dove si parlerà dei diritti dei minori nei conflitti. "I responsabili della vita politica e sociale - ha detto - devono intervenire per impedire che i bambini diventino protagonisti della guerra, costretti a imbracciare armi e a uccidere i simili". E da Napoli arriva anche l'appello ai governi da parte dei giudici minorili di tutto il mondo per tutelare i diritti dei minorenni. Al convegno su "Criminalità organizzata e sfruttamento dei minori" i giudici, in un documento, hanno chiesto di adeguare le legislazioni nazionali ai principi affermati dalla Convenzione ONU sui diritti dei minori. "Alle carenze legislative - dicono - si aggiunge un degrado culturale che ha portato al passaggio dell'idea del bambino-oggetto a quella del bambino-merce". Ne sono espressione i vari fenomeni di abuso sui minori, dal turismo sessuale allo sfruttamento sul lavoro, dalla vendita per adozione al traffico di organi. E gli appelli non sono inutili dal momento che troppi minori vengono armati e troppi vengono uccisi senza pietà. Nei giorni scorsi ennesimo bagno di sangue in Algeria dove sono state uccise 84 persone, tra cui 7 donne e bambini. E gli albanesi non scherzano: a parte i bambini che restano uccisi nei conflitti tra bande, qui vengono usati come scudo per assaltare e saccheggiare negozi e fabbriche! Come, d'altra parte, dietro donne e bambini si sono nascosti alcuni turpi individui che invece di difendere la democrazia in pericolo sono fuggiti dall'Albania, sperando di trasformare l'Italia in una terra di conquista per la diffusione di droga e prostituzione!. E che molti albanesi adulti siano turpi individui lo sappiamo da tempo e lo constatiamo ogni giorno. Addirittura sequestrano le ragazzine-profughe giunte con loro a Brindisi e le avviano sulla strada della prostituzione, com'è accaduto di recente. Ed alcuni di essi pretendono, come se fosse un loro diritto, di avere da noi tutto quello che chiedono. E sono anche arroganti, come ha potuto constatare il vice-presidente del Consiglio Walter Veltroni che, a spese dei contribuenti, è volato da Roma a Brindisi ed i "signori profughi" non lo hanno voluto nemmeno vedere, se non alla presenza dei giornalisti! Noi italiani, popolo dalla forte emotività, non riusciamo ancora a distinguere il bene dal male, la solidarietà con la fessaggine, l'amore per il prossimo dal rispetto per noi stessi. Noi italiani, che pure siamo stati un popolo di navigatori, di poeti, di artisti, non siamo capaci di distinguere la cultura dell'amore da quella dell'odio, difendiamo per principio senza renderci conto di quello che facciamo, salvo a pentirci dopo... quando è ormai troppo tardi. Se ragionassimo con il cervello e non con l'emotività (il cuore non c'entra niente!) molte cose le vedremmo meglio e potremmo capire da soli perchè delinquenti comuni hanno rubato una nave alla marina albanese, hanno caricato, per farsi scudo, donne e bambini, e hanno violato la nostra territorialità. Coraggio, italiani, cerchiamo di essere meno fessi...

Francesco Canosa

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L'ATTENZIONE

II Congresso nazionale del Clacs-Cisl * Paolo Tesi (segretario uscente):
"il lavoro autonomo nel futuro"Cisl: nonsolodipendenti

II Congresso nazionale
Firenze 12-13 aprile 1997 * Centro Studi Cisl via della Piazzuola, 71 * tel. 055/587176
Programma:sabato 12 ore 9-19 * domenica 13 ore 9-13

ambulantiDa dipendente a "inventa lavoro": così in 30 anni è cambiato l'italiano. "Gli anni '60 hanno visto il grande sviluppo di partecipazioni statali, pubblico impiego, scuola. Oggi si ha voglia di fare da sé", osserva Giuseppe De Rita, direttore Censis. Un'evoluzione inevitabile, legata alla fine della cultura del "posto", all'emergere di imprese di piccole dimensioni, al decentramento amministrativo. De Rita vuole ascriversi il diritto, come Censis, di aver capito per tempo come si evolve il lavoro in Italia. Sarà anche vero, ma una cosa è certa: nel nostro Paese si sta seguendo la stessa strada occupazionale dell'Inghilterra, ovvero molto lavoro autonomo, anche fatto presso il proprio domicilio. Una strada che la Cisl aveva già capito nel 1985, oltre dieci anni addietro, tanto che aveva pensato di costruire una "nicchia" al proprio interno per il lavoro autonomo. Era stato il congresso a sancire la nascita di una struttura (appunto il Clacs) che riunificava il lavoro autonomo. E per poterlo fare la Cisl dovette anche modificare il proprio statuto. Le motivazioni politiche partivano dalla consapevolezza dei rapidi mutamenti strutturali del mercato del lavoro che sicuramente vedono oggi ma sopratutto nel futuro cambiare il rapporto di lavoro classico configurandosi una molteplicità di figure professionali presenti sul mercato del lavoro e non regolamentate, producendo uno spazio sindacale nuovo di tutela contrattuale e legislativa. D'altra parte, non si poteva ignorare che su 23 milioni di persone attive, sono ben 13 milioni coloro che svolgono il lavoro in maniera autonoma, contro i 10 milioni di lavoratori dipendenti. Anche se da quei 13 milioni si sottraggono le imprese industriali, commerciali ed artigianali, restano come lavoro autonomo professionale tra i 4 ed i 6 milioni di unità. In sostanza la Cisl organizza lavoratori autonomi, senza dipendenti, quindi non si corre neppure il rischio di far nascere un conflitto di interessi tra "dipendenti" ed "autonomi".

Nicola Canosa

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L'ATTENZIONE

Nucleo Regionale Polizia Tributaria Guardia di Finanza

Operazione "Polvere di Stelle"

Con il sequestro di oltre 2 chilogrammi di cocaina e l'arresto di 4 persone tra cui il pratese Paolo Posillico, e due cittadine con passaporto olandese ma di origini venezuelana e colombiana, gli investigatori del G.O.A. del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria hanno portato a termine l'operazione "Polvere di Stelle", condotta con il Dott. Francesco Filocamo, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Prato. Il risultato conseguito rappresenta la conclusione di un periodo di indagini che ha consentito di stringere il cerchio intorno al Posillico come artefice di un traffico di cocaina tra Olanda e Italia, capace di importare dai cinque agli otto chili di cocaina al mese. La metodologia usata era quella dei corrieri stranieri, preferibilmente donne, che, provenienti dall'Olanda via terra (treno o macchina) venivano raccolti direttamente dal Posillico in differenti città del nord Italia. Nell'ultima occasione i due corrieri, Sandoval Zayra Fatima, di origini venezuelane e Libreros Martinez Claudia Alexandra, originaria della Colombia, entrambe residenti in Olanda e con passaporto di quella nazione, erano giunte in Italia a Genova, provenienti da Amsterdam via Parigi. Le perquisizioni eseguite presso i locali del Gruppo della Guardia di Finanza di Modena ed in collaborazione con militari appartenenti al medesimo Comando territoriale, hanno confermato le attese degli investigatori. Sono stati così rinvenuti, nascosti sotto un sedile dell'autovettura, 5 involucri confezionati con nastro adesivo per complessivi 1074 grammi di cocaina. Altri involucri per complessivi 1077 grammi sono usciti come sorpresa dell'uovo di Pasqua da una pancera indossata da uno dei corrieri. Nel contempo a Prato, con la collaborazione dei colleghi del locale Comando di Gruppo, veniva eseguita la perquisizione dell'abitazione del Posillico, all'interno della quale veniva rinvenuta documentazione cartacea passata al vaglio degli investigatori. Vecchia conoscenza degli investigatori del G.O.A., che già lo avevano arrestato agli inizi degli anni '90, allora ventenne, il Posillico ha compiuto in questi anni un salto di qualità, divenendo personaggio di riferimento nel traffico di cocaina nel circondario pratese-fiorentino. Arrestata un'altra donna, italiana, residente a Lizzano in Belvedere. I quattro sono agli arresti presso il carcere di Modena con l'accusa di traffico di sostanze stupefacenti.

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L'ATTENZIONE

Piombino: un "progetto mare" per la salvaguardia
delle coste elaborato dall'ARPAT

 

 

 

Piombino

 

 

 

 

 

 L'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat), nello sviluppo del proprio Piano triennale, ha posto una particolare attenzione alla tutela e al controllo delle condizioni del mare costiero regionale. Il progetto, coordinato dal dr. Mario Bucci responsabile del Servizio subprovinciale di Piombino, nasce dall'esperienza pluriennale fatta dagli ex Servizi multizonali di prevenzione ambientale sia per ciò che riguarda il controllo delle acque di balneazione, sia per altri interventi specifici come il monitoraggio della concentrazione dei nutrienti e delle fioriture algali in aree marine particolarmente sensibili, le istruttorie relative alle operazioni di dragaggio dei fondali portuali e successivo dumping dei materiali, e la mappatura degli insediamenti a Posidonia oceanica. Sulla scorta di questa esperienza, e considerate le peculiarità dell'Agenzia, è stato quindi elaborato un piano di intervento integrato che comprende le seguenti attività:

- Controllo delle acque di balneazione. Comprendono, oltre alle indagini ordinarie, anche alcuni controlli straordinari su quei tratti di costa (isole, promontori di difficile accesso) che non vengono campionati routinariamente ai fini del controllo delle acque di balneazione. L'iniziativa, concordata con la Regione Toscana e Legambiente, ha l'obbiettivo di evitare una dispersione degli sforzi per verificare zone non a rischio, e permettere invece una concentrazione degli sforzi nelle aree a maggior afflusso turistico.
- Gestione della Convenzione stipulata tra Ministero dell'Ambiente e Regione Toscana per il monitoraggio delle acque marine costiere. Sui 578 chilometri di litorale costiero regionale (comprese le isole dell'Arcipelago), sono state dislocate 120 stazioni per il monitoraggio degli ecosistemi marini. Ritenendo troppo generiche le indicazioni della Convenzione, si è pensato di suddividere le stazioni di prelievo in base alla batimetria, operando così una diversificazione tra coste a basso fondale e coste ad alto fondale, allo scopo di avere uno strumento di lavoro più flessibile e che rispondesse meglio alle esigenze ambientali locali.
- Progetto triennale per l'indagine, sorveglianza e controllo del mare costiero della Toscana. Il progetto nasce dalla consapevolezza che i metodi utilizzati per il controllo degli scarichi e della qualità delle acque marine ricettrici, in relazione alle immissioni inquinanti, non sono del tutto adeguati, in quanto consistono quasi esclusivamente nella ricerca del rispetto dei regimi tabellari previsti dalla normativa vigente in materia di scarichi idrici e balneabilità delle acque. Uno dei maggiori ritardi nell'attuale approccio a difesa dell'ambiente marino dipende dall'adozione di criteri basati per lo più sull'attuazione degli effetti che le modifiche ambientali possono avere nella salute umana. Ecco quindi la necessità di sviluppare metodologie utilizzabili per individuare e quantificare le perturbazioni indotte nel mare dalle attività umane nel loro complesso, anche quando esse non sembrano immediatamente correlabili alla salute dell'uomo, al fine di preservare l'ambiente marino come ecosistema.
- Supporto alla Regione Toscana per il monitoraggio e il contrasto dell'erosione costiera. Nel 90% delle spiagge dei paesi industrializzati ci troviamo di fronte a fenomeni più o meno significativi di erosione. Le cause di questo fenomeno sono da ricercarsi nella riduzione di input sedimentrio conseguente alla diminuzione della superficie agricola, agli interventi di protezione del suolo, alla costruzione di invasi artificiali, etc..
In Toscana, la costiera apuana e le spiagge dell'Isola d'Elba costituiscono oggetto di rilevanti progetti di recupero ambientale. Per ciò che riguarda l'Isola d'Elba si calcola che negli ultimi decenni si sia perduto più del 35% degli arenili e che l'unica alternativa sia legata al ripascimento artificiale. Gli interventi che vedranno impegnata l'Arpat sono: studio meteomarino, modelli di rifrazione e verifica degli interventi proposti; definizione delle tendenze evolutive del litorale; ricerca in mare di sedimenti da utilizzare in interventi di ripascimento del litorale; progettazione e monitoraggio di interventi su alcune spiagge; valutazione d'impatto ambientale nelle zone di prelievo e in quelle di versamento.
- Pianificazione di sistema di monitoraggio della superficie marina per mezzo di nuove tecnologie. Questo monitoraggio si basa sull'utilizzo di dati forniti da sistemi di telerilevamento spaziale ed è finalizzato alla salvaguardia dell'ambiente marino, con particolare riguardo alla rilevazione di inquinamento da prodotti petroliferi.
- Produttività della risorsa marina, tutela dell'ittiofauna e attività dell'acquacoltura off-shore. L'Arpat partecipa attraverso la sua struttura organizzativa ("Produttività delle acque e tutela dell'ittiofauna") al progetto nazionale (M.R.A.A.F.) per la valutazione delle risorse demersali. Su questo argomento gli obbiettivi finora raggiunti sono stati la definizione geografica delle specie ittiche più importanti e rappresentative, l'approfondimento delle caratteristiche biologiche e alcune stime dei parametri popolazionistici. Attualmente l'attenzione è rivolta allo stato di sfruttamento delle risorse, alle tendenze osservabili nell'ultimo decennio e alla formulazione di indicazioni e correttivi da applicarsi alla pesca.
Attraverso questo percorso, frutto anche di una collaborazione con la Regione Toscana, l'Arpat intende operare in una logica che travalica i confini angusti del puro controllo ambientale per proiettarsi nel campo della protezione e della pianificazione dell'ambiente marino che in Toscana rappresenta un patrimonio naturale ed economico di inestimabile valore.

f.m.

 

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