L'ATTENZIONE

Un piano della Regione per le campagne toscane.
Antichi mestieri, nuovi lavori
Fabbri, mugnai, sellai, impagliatori: esempi di antichi mestieri che hanno segnato la cultura e la vita del mondo rurale toscano e che rischiano di sparire per sempre. Per scongiurare questo pericolo, interviene la Regione che ha già allo studio un piano di interventi per salvaguardare e valorizzare queste attività, puntando a farne oltretutto un terreno di occupazione qualificata e strumento di ulteriore promozione della campagna toscana.
“E’ una iniziativa rivolta soprattutto ai tanti giovani -ha commentato Pedro Losi, presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale, che sta lavorando al progetto- che giustamente cercano un lavoro che dia loro soddisfazione professionale e al tempo stesso permetta un’alta qualità della vita, a contatto con la natura”.
“Ma è anche -ha proseguito Losi- un intervento a difesa delle nostre tradizioni culturali e di promozione economica di quel vero e proprio gioiello che è la Toscana rurale”.
Ricordando con soddisfazione come “quella Toscana è forse la campagna più amata nel mondo. Milioni di turisti vengono ogni anno da ogni parte del mondo per ammirarla, e in migliaia la scelgono per venirci a vivere. Non solo perché è bella, ma anche perché è ancora viva e vitale.”
“In tutti questi anni -ha detto ancora il Presidente pidiessino della Commissione Agricoltura- i Toscani hanno fatto molto per le nostre campagne: hanno ammodernato le produzioni conservando la qualità tradizionale dei prodotti; hanno impedito lo spopolamento inventando l’agriturismo. Bene, il nostro vuole essere un altro passo in avanti in questa direzione.”
Salvare quindi i mestieri, ma con loro anche le strutture nelle quali venivano praticati e gli stessi attrezzi e strumenti utilizzati. Stanziamenti saranno perciò previsti anche per il recupero, ad esempio, dei mulini ad acqua ancora presenti in alcune zone della nostra regione o delle botteghe artigiane negli antichi borghi e nelle fattorie.
Il primo atto di questa iniziativa della Regione, che andrà in approvazione tra poche settimane, sarà quello di provvedere al censimento ed alla catalogazione delle strutture e dei mestieri che potranno usufruire dei benefici che il provvedimento prevederà.
Un lavoro, questo, che impegnerà prevedibilmente tutto il 1997 e che sarà portato avanti utilizzando le competenze di Università, Istituti di ricerca, aziende ed enti che operano in questi settori. Insomma, una vera e propria mappatura dei processi produttivi, delle strutture e delle attività rurali a rischio di estinzione da inserire in un apposito elenco regionale.
Poi, col nuovo anno, il via alla “fase due” del progetto, quella direttamente operativa: chi è interessato, stipulerà direttamente una specifica convenzione con la Regione.
Il Governo regionale, da parte sua, definirà anno per anno gli stanziamenti necessari per realizzare i corsi di formazione, il recupero edilizio delle strutture, il sostegno al reddito degli addetti, ed anche la valorizzazione e la promozione delle produzioni ottenute.
Prodotti, secondo gli esperti, di sicuro successo in un mercato in cui per fette crescenti di consumatori, qualità, unicità, genuinità sono fattori decisivi per l’acquisto.
Ma c’è anche un altro campo in cui questa rivitalizzazione degli antichi mestieri si pensa possa dare buoni frutti: quello della scuola.
“Un modo vivo -secondo Pedro Losi- di far conoscere un pezzo della nostra storia cosiddetta minore ai ragazzi. Dedicheremo una parte non secondaria del nostro lavoro e dei nostri stanziamenti ad attività di divulgazione verso le scuole e di didattica direttamente laddove queste attività si svolgono.” “Penso -conclude Losi- a materiale didattico moderno, multimediale, ma non solo. Tutte le volte che sarà possibile mi piacerebbe fossero i nonni che quei lavori hanno fatto a far scuola ai propri nipotini.”
e.c.
Per suggerimenti ed invio notizie da pubblicare
utilizzate il nostro indirizzo di posta elettronica: agipress@fol.it . . .
. . . e se volete trovare altre notizie su questo argomento,
usate pure questo motore di ricerca
Torna al sommario
Torna alla home page di Agipress