Non spetta a noi stabilire se l'onorevole Umberto Bossi abbia commesso reati con i suoi comportamenti, nè pensiamo che l'azione giudiziaria sia la più giusta da intraprendere per fermare l'uomo del nord.
Siamo convinti, invece, che sia un nostro diritto di cittadini italiani che pagano le tasse di protestare perchè si continui a versare a Bossi ed altri leghisti parlamentari uno stipendio per consentire loro di fare la guerra allo Stato.
Abbiamo sempre saputo che è vietato dalla morale sputare nel piatto in cui si mangia. Ma questa logica non vale per il capo della Lega.
Lui, il signor Bossi, incassa regolarmente una quindicina di milioni di lire al mese (che corrispondono ad una diecina di stipendi dei metalmeccanici!) e li spende contro chi gli dà quei quattrini.
E così gli altri parlamentari leghisti.
E allora, se l'Italia non è "buona" per soddisfare le esigenze della Lega perchè quell'Italia deve passare un lauto stipendio ai leghisti?
Ecco un tema da sottoporre al Parlamento che potrà lavorare su due fronti: pensare a fare politica seria nell'interesse del Paese, eliminare gli sprechi che danneggiano il bilancio a cominciare dal sospendere lo stipendio a chi non se lo merita.
Un tema che vogliamo sottoporre direttamente al Presidente della Camera Luciano Violante, un uomo degno di rispetto per l'intelligenza che sta dimostrando nella difficile guida di una Camera per ora abbastanza "assente" dai gravi problemi del Paese.
A Violante va il nostro plauso per il modo con cui sta vivendo la vicenda-Bossi, che non è allarmistica, ma sicuramente preoccupata.
La Camicie Verdi, c'è da chiedersi, sono o no un'organizzazione paramilitare? La continua istigazione a violare le leggi dello Stato è o no un reato? La volontà di dividere il Paese è o no un attentato alla Costituzione? I sindaci ed i parlamentari lo sanno che incorrono in un reato se giurano alla nazione Padania?
Francesco Canosa
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