Agriturismo e turismo rurale, valorizzazione dei prodotti tipici dell’agricoltura, ma anche del bosco o del sottobosco, o di antichi mestieri, certificazione di qualità dei prodotti, ma anche difesa dell’ambiente tramite l’innovazione, o ancora, progetto di ripristino di territori degradati.
Sono questi alcuni dei campi d’intervento su cui si potranno attivare nei prossimi mesi le risorse del programma comunitario Leader Secondo in Toscana.
Il momento é “strategico”: dopo un avvio non troppo brillante con il Leader Primo (‘91-94), si sta infatti per dare il via alla presentazione dei progetti per la seconda tranche ('94-99) di questo programma, che interessa in Toscana un territorio di 12.500 Kmq. con 670 mila abitanti.
Nel raggio di intervento del Leader Secondo rientra infatti tutta l’area appenninica, quella del Chianti, la Vald'orcia, l’Alta Val d‘Elsa, la pianura grossetana, la zona montana della Amiata e l’Arcipelago toscano.
Si calcola che progetti rientranti nel Leader Secondo in Toscana, possano attivare investimenti per oltre cento miliardi. Si tratta tra l’altro di investimenti che andranno rivitalizzare zone con elevata disoccupazione giovanile (particolarmente elevata
quella femminile, che risulta in media doppia di quella maschile), dove il reddito prodotto é inferiore del 20% al resto della Toscana, dove l’agricoltura é comunque ancora una risorsa che occupa il 20,3% degli abitanti, contro una media toscana del 5,9%. Insomma progetti mirati per le zone più “marginali” e svantaggiate della Toscana, caratterizzate da spopolamento e disoccupazione e scarsa offerta di possibilità nelle attività extra agricole.
Le possibilità offerte dal Leader Secondo, e più complessivamente, lo sviluppo rurale integrato sono state oggetto di dibattito e confronto, per tre giorni, presso l’azienda agricola regionale di Albarese (Grosseto).
Promossa dall’ARSIA e dal Dipartimento Agricoltura del Regione Toscana, la tre giorni ha visto la partecipazione di moltissimi operatori.
La manifestazione, alla quale hanno partecipato, anche esperti europei e dell’Inea, oltre agli esperti regionali e dell’Arsia é servita per fare il punto della situazione e per chiarire contenuti e procedure in vista della presentazione dei progetti (per ora sono 12 in Toscana) all'Unione Europea. Nicola Canosa
|